Nel commento vengono svolte alcune considerazioni sul tema del valore probatorio delle dichiarazioni raccolte nei verbali ispettivi prodotti in giudizio, che è comune alle due sentenze pronunciate dal Tribunale di Forlì. In particolare ci si sofferma sulla questione delle dichiarazioni dei terzi rese stragiudizialmente agli ispettori e del loro eventuale contenuto difforme rispetto alle deposizioni rese in giudizio dai medesimi soggetti. In seguito viene affrontata una questione specifica per ciascuna pronuncia. Nel primo caso il tema è la coesistenza, in capo ad un soggetto, di un rapporto di lavoro subordinato con una società con il possesso di ampi poteri di gestione della società stessa, nonché di una quota del capitale sociale. Nel secondo si dà conto dell'interpretazione, avvalorata dal giudice, dei requisiti di abitualità e prevalenza della partecipazione all'attività aziendale, necessari per qualificare un determinato rapporto come collaborazione familiare ad attività commerciale.
Montanari A. (2010). Valore probatorio delle dichiarazioni contenute in verbali ispettivi prodotti in giudizio e altre questioni. IL LAVORO NELLA GIURISPRUDENZA, 2, 189-196.
Valore probatorio delle dichiarazioni contenute in verbali ispettivi prodotti in giudizio e altre questioni
MONTANARI, ANNA
2010
Abstract
Nel commento vengono svolte alcune considerazioni sul tema del valore probatorio delle dichiarazioni raccolte nei verbali ispettivi prodotti in giudizio, che è comune alle due sentenze pronunciate dal Tribunale di Forlì. In particolare ci si sofferma sulla questione delle dichiarazioni dei terzi rese stragiudizialmente agli ispettori e del loro eventuale contenuto difforme rispetto alle deposizioni rese in giudizio dai medesimi soggetti. In seguito viene affrontata una questione specifica per ciascuna pronuncia. Nel primo caso il tema è la coesistenza, in capo ad un soggetto, di un rapporto di lavoro subordinato con una società con il possesso di ampi poteri di gestione della società stessa, nonché di una quota del capitale sociale. Nel secondo si dà conto dell'interpretazione, avvalorata dal giudice, dei requisiti di abitualità e prevalenza della partecipazione all'attività aziendale, necessari per qualificare un determinato rapporto come collaborazione familiare ad attività commerciale.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.