Lo squalo grigio (Carcharhinus plumbeus Nardo, 1827) è una specie bentopelagica di piattaforma continentale, che utilizza aree costiere poco profonde come nursery essenziali per il reclutamento. Il monitoraggio dei cambiamenti nella fascia costiera rappresenta quindi una sfida centrale per la gestione e la conservazione della popolazione mediterranea, classificata come minacciata. Tuttavia, l’identificazione morfologica è spesso complessa a causa della forte somiglianza con specie congeneriche, con possibili ricadute sull’accuratezza dei programmi di monitoraggio. Questo studio impiega strumenti molecolari al fine di chiarire le incertezze tassonomiche e di valutare la diversità mitocondriale di giovani di C. plumbeus campionati in aree di nursery costiere italiane, attraverso l’analisi di tre marcatori mitocondriali (COI, NADH2 e Control Region), confrontando i risultati con campioni provenienti da altre aree mediterranee e da bacini oceanici differenti. I marcatori COI e NADH2 hanno evidenziato la presenza di un aplotipo principale condiviso nel Mediterraneo, suggerendo una forte connettività materna e una coesione genetica tra le nursery costiere; il confronto con popolazioni oceaniche ha invece mostrato una significativa differenziazione genetica, in particolare l’esistenza di una linea mitocondriale mediterranea distinta da quella indo-pacifica e più affine a quella atlantica. Inoltre, si evidenziano possibili errori di identificazione nelle sequenze pubbliche basate su COI e NADH2. La Control Region ha confermato la ridotta variabilità nel bacino e si è dimostrata l’unico marcatore efficace nel discriminare C. plumbeus da specie morfologicamente affini (come Carcharhinus altimus). I risultati indicano l’esistenza di una popolazione mediterranea geneticamente coesa ma vulnerabile, le cui fasi vitali precoci dipendono da habitat costieri esposti a crescenti pressioni antropiche. L’integrazione di strumenti genetici nei programmi di monitoraggio rappresenta un approccio innovativo per migliorare l’identificazione specifica e supportare una gestione più efficace della biodiversità nella fascia costiera.

Melato, I., Crobe, V., Ferrari, A., Albonetti, L., Bernardi, J., Barbato, M., et al. (2026). Coesione genetica e vulnerabilità delle nursery mediterranee di squalo grigio (Carcharhinus plumbeus).

Coesione genetica e vulnerabilità delle nursery mediterranee di squalo grigio (Carcharhinus plumbeus)

I. MELATO
Primo
;
V. CROBE;A. FERRARI;L. ALBONETTI;J. BERNARDI;G. CATALANO;A. CARIANI
Ultimo
2026

Abstract

Lo squalo grigio (Carcharhinus plumbeus Nardo, 1827) è una specie bentopelagica di piattaforma continentale, che utilizza aree costiere poco profonde come nursery essenziali per il reclutamento. Il monitoraggio dei cambiamenti nella fascia costiera rappresenta quindi una sfida centrale per la gestione e la conservazione della popolazione mediterranea, classificata come minacciata. Tuttavia, l’identificazione morfologica è spesso complessa a causa della forte somiglianza con specie congeneriche, con possibili ricadute sull’accuratezza dei programmi di monitoraggio. Questo studio impiega strumenti molecolari al fine di chiarire le incertezze tassonomiche e di valutare la diversità mitocondriale di giovani di C. plumbeus campionati in aree di nursery costiere italiane, attraverso l’analisi di tre marcatori mitocondriali (COI, NADH2 e Control Region), confrontando i risultati con campioni provenienti da altre aree mediterranee e da bacini oceanici differenti. I marcatori COI e NADH2 hanno evidenziato la presenza di un aplotipo principale condiviso nel Mediterraneo, suggerendo una forte connettività materna e una coesione genetica tra le nursery costiere; il confronto con popolazioni oceaniche ha invece mostrato una significativa differenziazione genetica, in particolare l’esistenza di una linea mitocondriale mediterranea distinta da quella indo-pacifica e più affine a quella atlantica. Inoltre, si evidenziano possibili errori di identificazione nelle sequenze pubbliche basate su COI e NADH2. La Control Region ha confermato la ridotta variabilità nel bacino e si è dimostrata l’unico marcatore efficace nel discriminare C. plumbeus da specie morfologicamente affini (come Carcharhinus altimus). I risultati indicano l’esistenza di una popolazione mediterranea geneticamente coesa ma vulnerabile, le cui fasi vitali precoci dipendono da habitat costieri esposti a crescenti pressioni antropiche. L’integrazione di strumenti genetici nei programmi di monitoraggio rappresenta un approccio innovativo per migliorare l’identificazione specifica e supportare una gestione più efficace della biodiversità nella fascia costiera.
2026
55° Congresso della Società Italiana di Biologia Marina - Book of abstracts
70
70
Melato, I., Crobe, V., Ferrari, A., Albonetti, L., Bernardi, J., Barbato, M., et al. (2026). Coesione genetica e vulnerabilità delle nursery mediterranee di squalo grigio (Carcharhinus plumbeus).
Melato, I.; Crobe, V.; Ferrari, A.; Albonetti, L.; Bernardi, J.; Barbato, M.; Catalano, G.; Cariani, A.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11585/1069121
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