Il contributo esamina due categorie concettuali –jirro e sumud–analizzate nelle opere di Igiaba Scego e Samah Jabr per indagare in che modo la scrittura funzioni concretamente come pratica epistemica e pedagogica all’interno di una prospettiva decoloniale. In contesti segnati rispettivamente dalla diaspora somala e dall’occupazione palestinese, le narrazioni delle autrici evidenziano come la lingua e l’autobiografia diventino spazi di elaborazione del trauma coloniale, di articolazione della memoria e di resistenza alle forme di oppressione e marginalizzazione. La scrittura emerge come luogo in cui le esperienze individuali e le storie politiche si intersecano,rendendo possibile una ridefinizione della soggettività e la messa in discussione delle gerarchie simboliche prodotte dai processi coloniali e postcoloniali. L’analisi inoltre mostra come tali pratiche narrative attivino forme di cura che non si limitano alla dimensione personale, ma coinvolgono la comunità attraverso processi di rielaborazione condivisa del dolore e di affermazione identitaria. Da questa prospettiva, la scrittura si mostra con un potenziale educativo rilevante, perché consente di attivare consapevolezza critica, riconoscimento e agency. Emergonoinfine alcune implicazioni per l’educazione linguistica e interculturale, in particolare rispetto alla valorizzazione dei repertori plurilingui, alla legittimazione delle memorie subalterne e alla costruzione di ambienti formativi sensibili alla vulnerabilità.
Salinaro, M. (2026). Jirro e Sumud: trauma e resistenza nei testi di Igiaba Scego e Samah Jabr. Prospettive per un’educazione decoloniale = Jirro and Sumud: trauma and resistance in the works of Igiaba Scego and Samah Jabr. Perspectives for a decolonial education. EDUCAZIONE INTERCULTURALE, 24(1), 76-86 [10.60923/issn.2420-8175/23691].
Jirro e Sumud: trauma e resistenza nei testi di Igiaba Scego e Samah Jabr. Prospettive per un’educazione decoloniale = Jirro and Sumud: trauma and resistance in the works of Igiaba Scego and Samah Jabr. Perspectives for a decolonial education
Salinaro, M.
2026
Abstract
Il contributo esamina due categorie concettuali –jirro e sumud–analizzate nelle opere di Igiaba Scego e Samah Jabr per indagare in che modo la scrittura funzioni concretamente come pratica epistemica e pedagogica all’interno di una prospettiva decoloniale. In contesti segnati rispettivamente dalla diaspora somala e dall’occupazione palestinese, le narrazioni delle autrici evidenziano come la lingua e l’autobiografia diventino spazi di elaborazione del trauma coloniale, di articolazione della memoria e di resistenza alle forme di oppressione e marginalizzazione. La scrittura emerge come luogo in cui le esperienze individuali e le storie politiche si intersecano,rendendo possibile una ridefinizione della soggettività e la messa in discussione delle gerarchie simboliche prodotte dai processi coloniali e postcoloniali. L’analisi inoltre mostra come tali pratiche narrative attivino forme di cura che non si limitano alla dimensione personale, ma coinvolgono la comunità attraverso processi di rielaborazione condivisa del dolore e di affermazione identitaria. Da questa prospettiva, la scrittura si mostra con un potenziale educativo rilevante, perché consente di attivare consapevolezza critica, riconoscimento e agency. Emergonoinfine alcune implicazioni per l’educazione linguistica e interculturale, in particolare rispetto alla valorizzazione dei repertori plurilingui, alla legittimazione delle memorie subalterne e alla costruzione di ambienti formativi sensibili alla vulnerabilità.| File | Dimensione | Formato | |
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