Lo scopo principale del presente lavoro consiste nell’evidenziare il valore educativo dell’attività motoria nel versante socio-relazionale, fattore di solito trascurato nelle programmazioni della scuola italiana. Per raggiungere questo obiettivo, abbiamo sviluppato un progetto di ricerca in grado di dimostrare in modo rigoroso una serie di aspetti, che riteniamo di particolare interesse in materia di istruzione, da noi identificati dopo due decenni trascorsi in attività di insegnamento, formazione e ricerca. In particolare, ci accingiamo a presentare un percorso di socializzazione in classi all’inizio della scuola primaria. Pur nella consapevolezza che il nostro compito sarebbe stato più difficile, ma allo stesso tempo più convincente (soprattutto in caso di successo), abbiamo fatto una scelta “scomoda”: si è deciso, pertanto, di operare in una zona di “frontiera”. Il contesto socio-culturale in cui è stato svolto il progetto, infatti, si trova nella periferia di Bologna, in un quartiere con un alto tasso di immigrazione in cui la percentuale di stranieri nelle classi variava dal 50 al 70% circa. Noi crediamo che il gioco motorio gioioso, proattivo e svolto in forma cooperativa, possa anche facilitare un “clima favorevole” di insegnamento/apprendimento, piuttosto che tendere alla competizione e a presentarsi “schiacciato” sulle dimensioni di autoaffermazione, efficienza, controllo di sé, aspetti importanti ma non gli unici a dover essere perseguiti, soprattutto all’inizio della “vita scolastica” dei bambini.

Cooperare per gioco. Educazione motoria e processi di socializzazione nella Scuola Primaria

BORTOLOTTI, ALESSANDRO;CECILIANI, ANDREA
2010

Abstract

Lo scopo principale del presente lavoro consiste nell’evidenziare il valore educativo dell’attività motoria nel versante socio-relazionale, fattore di solito trascurato nelle programmazioni della scuola italiana. Per raggiungere questo obiettivo, abbiamo sviluppato un progetto di ricerca in grado di dimostrare in modo rigoroso una serie di aspetti, che riteniamo di particolare interesse in materia di istruzione, da noi identificati dopo due decenni trascorsi in attività di insegnamento, formazione e ricerca. In particolare, ci accingiamo a presentare un percorso di socializzazione in classi all’inizio della scuola primaria. Pur nella consapevolezza che il nostro compito sarebbe stato più difficile, ma allo stesso tempo più convincente (soprattutto in caso di successo), abbiamo fatto una scelta “scomoda”: si è deciso, pertanto, di operare in una zona di “frontiera”. Il contesto socio-culturale in cui è stato svolto il progetto, infatti, si trova nella periferia di Bologna, in un quartiere con un alto tasso di immigrazione in cui la percentuale di stranieri nelle classi variava dal 50 al 70% circa. Noi crediamo che il gioco motorio gioioso, proattivo e svolto in forma cooperativa, possa anche facilitare un “clima favorevole” di insegnamento/apprendimento, piuttosto che tendere alla competizione e a presentarsi “schiacciato” sulle dimensioni di autoaffermazione, efficienza, controllo di sé, aspetti importanti ma non gli unici a dover essere perseguiti, soprattutto all’inizio della “vita scolastica” dei bambini.
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