I PFAS sono composti chimici industriali utilizzati per rendere impermeabili molti oggetti di uso quotidiano; rappresentano un potenziale pericolo sia per la salute umana che per l’ambiente, essendo catalogate nelle liste internazionali di sostanze estremamente preoccupanti perché tossiche, persistenti e bio-accumulabili. In Veneto il problema dei PFAS è particolarmente sentito a seguito del caso Miteni, allorquando venne scoperta, nella primavera del 2013, una grave dispersione nelle acque potabili, di falda e superficiali. In mancanza di disposizioni normative europee e nazionali che regolassero i PFAS, la Regione del Veneto ha adottato una serie di provvedimenti per contrastare gli effetti nocivi delle sostanze perfluoroalchiliche fissando dei limiti allo scarico di questi composti chimici. In particolare, ha deciso di procedere al riesame delle autorizzazioni integrate ambientali per tutti gli impianti di gestione dei rifiuti liquidi in quanto vi era il rischio che le acque che residuavano dalle lavorazioni di trattamento degli stessi potessero contenere alte concentrazioni di PFAS. I provvedimenti regionali venivano impugnati avanti al TAR del Veneto sostenendo, tra le altre cose, che il riesame dell'AIA fosse possibile solamente quando l'inquinamento provocato dall'installazione sia tale da rendere necessaria la revisione dei valori limite di emissione fissati nell'autorizzazione. Si sosteneva inoltre che non fosse possibile inserire nell'AIA i valori limite di emissione in quanto, ad oggi, non esistono BAT relative al trattamento dei liquidi che consentano di garantire una corretta eliminazione dei PFAS in essi presenti. Il TAR Veneto rigettava i ricorsi sostenendo la bontà delle scelte regionali. Le sentenze depositate (nn. 1127/2022 e 1518/2022) presentano tuttavia un apparato motivazionale discutibile, in contrasto con gli insegnamenti del Consiglio di Stato e della dottrina. Scopo dello scritto è verificare se la procedura adottata dalla Regione del Veneto sia stata legittima e la più idonea ai fini del contenimento dell'inquinamento da PFAS. PFAS are industrial chemical compounds used to make many everyday objects waterproof; they represent a potential danger both for human health and for the environment, being cataloged in the international lists of extremely worrying substances because they are toxic, persistent and bio-accumulative. In Veneto, the problem of PFAS is particularly felt following the Miteni case, when a serious dispersion in drinking water, groundwater and surface water was discovered in the spring of 2013. In the absence of European and national regulatory provisions regulating PFAS, the Veneto Region has adopted a series of measures to counter the harmful effects of perfluoroalkyl substances by setting limits on the discharge of these chemical compounds. In particular, it decided to proceed with the review of the integrated environmental authorizations for all liquid waste management plants as there was the risk that the water left over from the treatment processes could contain high concentrations of PFAS. The regional provisions were challenged before the Veneto Regional Administrative Court arguing, among other things, that the AIA review was possible only when the pollution caused by the installation is such as to make it necessary to review the emission limit values ​​set in the authorization. It was also argued that it was not possible to include the emission limit values ​​in the AIA since, to date, there are no BATs relating to the treatment of liquids which would allow for the correct elimination of the PFAS present in them. The Veneto Regional Administrative Court rejected the appeals, arguing that the regional choices were good. The sentences filed (nn. 1127/2022 and 1518/2022) however present a questionable motivational apparatus, in contrast with the teachings of the Council of State and doctrine. The purpose of the paper is to verify whether the procedure adopted by the Veneto Region has been legitimate and the most suitable for the purposes of containing PFAS pollution.

Michele Borgato (2023). Il riesame dell'AIA per l'introduzione dei valori limite PFAS: non sempre il fine giustifica i mezzi. DIRITTO E GIURISPRUDENZA AGRARIA, ALIMENTARE E DELL'AMBIENTE, 1(1), 1-5.

Il riesame dell'AIA per l'introduzione dei valori limite PFAS: non sempre il fine giustifica i mezzi.

Michele Borgato
2023

Abstract

I PFAS sono composti chimici industriali utilizzati per rendere impermeabili molti oggetti di uso quotidiano; rappresentano un potenziale pericolo sia per la salute umana che per l’ambiente, essendo catalogate nelle liste internazionali di sostanze estremamente preoccupanti perché tossiche, persistenti e bio-accumulabili. In Veneto il problema dei PFAS è particolarmente sentito a seguito del caso Miteni, allorquando venne scoperta, nella primavera del 2013, una grave dispersione nelle acque potabili, di falda e superficiali. In mancanza di disposizioni normative europee e nazionali che regolassero i PFAS, la Regione del Veneto ha adottato una serie di provvedimenti per contrastare gli effetti nocivi delle sostanze perfluoroalchiliche fissando dei limiti allo scarico di questi composti chimici. In particolare, ha deciso di procedere al riesame delle autorizzazioni integrate ambientali per tutti gli impianti di gestione dei rifiuti liquidi in quanto vi era il rischio che le acque che residuavano dalle lavorazioni di trattamento degli stessi potessero contenere alte concentrazioni di PFAS. I provvedimenti regionali venivano impugnati avanti al TAR del Veneto sostenendo, tra le altre cose, che il riesame dell'AIA fosse possibile solamente quando l'inquinamento provocato dall'installazione sia tale da rendere necessaria la revisione dei valori limite di emissione fissati nell'autorizzazione. Si sosteneva inoltre che non fosse possibile inserire nell'AIA i valori limite di emissione in quanto, ad oggi, non esistono BAT relative al trattamento dei liquidi che consentano di garantire una corretta eliminazione dei PFAS in essi presenti. Il TAR Veneto rigettava i ricorsi sostenendo la bontà delle scelte regionali. Le sentenze depositate (nn. 1127/2022 e 1518/2022) presentano tuttavia un apparato motivazionale discutibile, in contrasto con gli insegnamenti del Consiglio di Stato e della dottrina. Scopo dello scritto è verificare se la procedura adottata dalla Regione del Veneto sia stata legittima e la più idonea ai fini del contenimento dell'inquinamento da PFAS. PFAS are industrial chemical compounds used to make many everyday objects waterproof; they represent a potential danger both for human health and for the environment, being cataloged in the international lists of extremely worrying substances because they are toxic, persistent and bio-accumulative. In Veneto, the problem of PFAS is particularly felt following the Miteni case, when a serious dispersion in drinking water, groundwater and surface water was discovered in the spring of 2013. In the absence of European and national regulatory provisions regulating PFAS, the Veneto Region has adopted a series of measures to counter the harmful effects of perfluoroalkyl substances by setting limits on the discharge of these chemical compounds. In particular, it decided to proceed with the review of the integrated environmental authorizations for all liquid waste management plants as there was the risk that the water left over from the treatment processes could contain high concentrations of PFAS. The regional provisions were challenged before the Veneto Regional Administrative Court arguing, among other things, that the AIA review was possible only when the pollution caused by the installation is such as to make it necessary to review the emission limit values ​​set in the authorization. It was also argued that it was not possible to include the emission limit values ​​in the AIA since, to date, there are no BATs relating to the treatment of liquids which would allow for the correct elimination of the PFAS present in them. The Veneto Regional Administrative Court rejected the appeals, arguing that the regional choices were good. The sentences filed (nn. 1127/2022 and 1518/2022) however present a questionable motivational apparatus, in contrast with the teachings of the Council of State and doctrine. The purpose of the paper is to verify whether the procedure adopted by the Veneto Region has been legitimate and the most suitable for the purposes of containing PFAS pollution.
2023
Michele Borgato (2023). Il riesame dell'AIA per l'introduzione dei valori limite PFAS: non sempre il fine giustifica i mezzi. DIRITTO E GIURISPRUDENZA AGRARIA, ALIMENTARE E DELL'AMBIENTE, 1(1), 1-5.
Michele Borgato
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11585/919937
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