Il presente contributo è incentrato sull’analisi derivante dall’applicazione delle scale su Valutazione formativa e ideologia delle doti (Ciani, Vannini, 2017) in un campione di insegnanti. Il contesto di rilevazione dei dati si colloca nell’ambito di un progetto di ricerca interdisciplinare finalizzato a studiare il legame tra le rilevazioni standardizzate INVALSI di Matematica e la didattica degli insegnanti di Scuola Primaria. Il progetto di ricerca è condotto dal “Gruppo INVALSI - Didattica e Saperi Disciplinari” dell’Osservatorio S.I.R.D. (Società Italiana di Ricerca Didattica) su Didattica Generale e Didattiche Disciplinari. Il Gruppo, coordinato da Ferdinando Arzarello e Ira Vannini, è costituito da esperti di ambito matematico, da esperti di didattica e da esperti in ambito valutativo. La ricerca mira a studiare le convinzioni e le dichiarazioni sulle pratiche degli insegnanti in relazione ai test INVALSI allo scopo di identificare possibili ricadute per una migliore efficacia dei percorsi di insegnamento-apprendimento in matematica. Nello specifico si è voluto indagare quanto gli insegnanti utilizzino il potenziale contributo di tali prove al fine di promuovere una didattica incentrata sullo studente, sullo sviluppo di competenze e capacità critiche, se le loro pratiche didattiche siano orientate all’apprendimento o piuttosto alla performance degli studenti e quali fattori le influenzino. L’indagine empirica di tipo descrittivo e correlazionale è stata condotta nell’a.s. 2019/20 su un campione nazionale non rappresentativo, costituito da 526 insegnanti di matematica di scuola primaria. E’ stato costruito e somministrato un questionario di opinione semi strutturato costituito complessivamente da 42 domande suddivise in tre sezioni: la prima interrogava i rispondenti su aspetti strutturali e didattici in relazione ad alcuni quesiti INVALSI riportati nella loro formulazione originaria; la seconda raccoglieva le convinzioni dei docenti sul legame tra programma INVALSI, valutazione e pratiche didattiche; la terza infine era riferita a dati di sfondo (non soltanto anagrafici) relativi agli intervistati. Le analisi degli esperti disciplinaristi si sono focalizzate in prevalenza su temi quali la consapevolezza dei docenti in merito agli obiettivi di apprendimento rilevati dai test INVALSI e le loro concezioni sugli errori in matematica (Arzarello, Ferretti, 2021; Vaccaro, Faggiano Ferretti, 2021), mentre gli esperti di ambito pedagogico hanno indagato l’uso dei test nella didattica quotidiana, le (mis)concezioni in merito alle prove standardizzate e la loro concezione di valutazione con particolare riferimento alla valutazione formativa (Truffelli, Vannini, 2021). Per rilevare questo ultimo aspetto sono state impiegate le scale di Valutazione formativa e Ideologia delle doti validate da Ciani e Vannini (2017). L’approfondimento qui proposto si rivolge ad alcuni elementi correlati proprio con le scale citate, ed in particolare con le loro due componenti principali, che sono state riprese nel questionario compilato dai docenti in una specifica sezione. L’Analisi delle Componenti Principali sul set di 10 domande ha evidenziato due fattori distinti, esattamente corrispondenti alle due componenti già validate. Pertanto sono stati estratti i due punteggi fattoriali DOTIDID (Ideologia delle doti, 6 item) e VALFOR (Valutazione formativa, 4 item). Si è quindi proceduto a verificare le possibili relazioni con altre variabili del questionario, scelte fra quelle che possono risultare utili per capire come migliorare l’efficacia di interventi d formazione in servizio per gli insegnanti sui temi della valutazione. Una prima evidenza riguarda il legame con la formazione e l’autoformazione, rilevate da due domande di tipo discreto sulla frequenza di partecipazione e di lettura individuale di materiali sul tema valutazione. I punteggi VALFOR risultano significativamente collegati sia con la partecipazione (Sign. ,007), sia con la lettura individuale (Sign. ,013), mentre i punteggi DOTIDID risultano significativi solo con l’autoformazione (Sign. ,035). Sembra quindi che il tema delle credenze circa le doti individuali degli studenti debba essere considerato con maggiore attenzione nelle attività di formazione periodiche, visto che il ridimensionamento della capacità matematica come dote individuale risulta più efficace in seguito a esperienze di lettura personali. Sono state poi prese in esame le possibili correlazioni con alcune variabili continue del questionario, con alcuni esiti interessanti. Per la batteria di domande riguardante le opinioni sulle prove Invalsi si può notare che il collegamento fra l’analisi in classe delle prove e la relativa riflessione sull’apprendimento correla significativamente sia con VALFOR (Sign. ,000), sia con DOTIDID (Sign. ,002, ovviamente correlazione di segno negativo), quindi intervenire su questa opinione nelle attività di formazione può risultare produttivo, come pure insistere sulla validità del lavoro collegiale sulle prove Invalsi per affinare i curricoli disciplinari e di istituto, significativi per entrambi i contesti sia con VALFOR (sempre Sign. ,000), sia con DOTIDID (Sign. ,001 e ,005, sempre negative). Anche per la batteria di domande riguardanti l’uso personale delle prove Invalsi sono emerse correlazioni interessanti. In particolare con tre domande che indagano il trarre spunto dalle prove Invalsi per approfondire l’argomentazione, il problem solving e la giustificazione delle risposte alle domande; tutte e tre risultano correlate sia con VALFOR (Sign. Rispettivamente ,001 - ,000 - ,000) e DOTIDID (Sign.,030 - ,000 - ,008, sempre negative), segno che la promozione di questo tipo di uso delle prove Invalsi nei corsi di formazione può rinforzare una corretta visione della Valutazione formativa da una parte e il ridimensionamento dell’ineluttabilità dei risultati legata alla sopravvalutazione delle doti individuali. Infine resta utile anche identificare le non correlazioni, che evidentemente rappresentano gli aspetti di formazione in servizio poco utili alla definizione di una corretta visione della valutazione, come per esempio la non correlazione fra i due fattori esaminati e l’uso diretto ed esclusivo delle prove Invalsi per definire gli obiettivi di apprendimento Se da una parte è doveroso attuare sempre un ascolto dei bisogni formativi degli insegnanti per la costruzione di percorsi di formazione in servizio, dall’altra è importante sapere quali sono gli impatti dei temi trattati sulle loro opinioni e credenze circa la valutazione e la didattica. Alla luce dei risultati proposti, e auspicando un ulteriore ampliamento dell’indagine anche in altri contesti, è possibile ipotizzare la definizione di linee guida per la costruzione di percorsi per un uso corretto delle prove Invalsi nelle pratiche didattiche, che non si limiti al puro addestramento, ma cerchi di sfruttarne le potenzialità formative, intrecciando il punto di vista disciplinare con quello educativo.

Concezioni della valutazione e dell’apprendimento in insegnanti di matematica nella scuola primaria

Elisa Truffelli;
2022

Abstract

Il presente contributo è incentrato sull’analisi derivante dall’applicazione delle scale su Valutazione formativa e ideologia delle doti (Ciani, Vannini, 2017) in un campione di insegnanti. Il contesto di rilevazione dei dati si colloca nell’ambito di un progetto di ricerca interdisciplinare finalizzato a studiare il legame tra le rilevazioni standardizzate INVALSI di Matematica e la didattica degli insegnanti di Scuola Primaria. Il progetto di ricerca è condotto dal “Gruppo INVALSI - Didattica e Saperi Disciplinari” dell’Osservatorio S.I.R.D. (Società Italiana di Ricerca Didattica) su Didattica Generale e Didattiche Disciplinari. Il Gruppo, coordinato da Ferdinando Arzarello e Ira Vannini, è costituito da esperti di ambito matematico, da esperti di didattica e da esperti in ambito valutativo. La ricerca mira a studiare le convinzioni e le dichiarazioni sulle pratiche degli insegnanti in relazione ai test INVALSI allo scopo di identificare possibili ricadute per una migliore efficacia dei percorsi di insegnamento-apprendimento in matematica. Nello specifico si è voluto indagare quanto gli insegnanti utilizzino il potenziale contributo di tali prove al fine di promuovere una didattica incentrata sullo studente, sullo sviluppo di competenze e capacità critiche, se le loro pratiche didattiche siano orientate all’apprendimento o piuttosto alla performance degli studenti e quali fattori le influenzino. L’indagine empirica di tipo descrittivo e correlazionale è stata condotta nell’a.s. 2019/20 su un campione nazionale non rappresentativo, costituito da 526 insegnanti di matematica di scuola primaria. E’ stato costruito e somministrato un questionario di opinione semi strutturato costituito complessivamente da 42 domande suddivise in tre sezioni: la prima interrogava i rispondenti su aspetti strutturali e didattici in relazione ad alcuni quesiti INVALSI riportati nella loro formulazione originaria; la seconda raccoglieva le convinzioni dei docenti sul legame tra programma INVALSI, valutazione e pratiche didattiche; la terza infine era riferita a dati di sfondo (non soltanto anagrafici) relativi agli intervistati. Le analisi degli esperti disciplinaristi si sono focalizzate in prevalenza su temi quali la consapevolezza dei docenti in merito agli obiettivi di apprendimento rilevati dai test INVALSI e le loro concezioni sugli errori in matematica (Arzarello, Ferretti, 2021; Vaccaro, Faggiano Ferretti, 2021), mentre gli esperti di ambito pedagogico hanno indagato l’uso dei test nella didattica quotidiana, le (mis)concezioni in merito alle prove standardizzate e la loro concezione di valutazione con particolare riferimento alla valutazione formativa (Truffelli, Vannini, 2021). Per rilevare questo ultimo aspetto sono state impiegate le scale di Valutazione formativa e Ideologia delle doti validate da Ciani e Vannini (2017). L’approfondimento qui proposto si rivolge ad alcuni elementi correlati proprio con le scale citate, ed in particolare con le loro due componenti principali, che sono state riprese nel questionario compilato dai docenti in una specifica sezione. L’Analisi delle Componenti Principali sul set di 10 domande ha evidenziato due fattori distinti, esattamente corrispondenti alle due componenti già validate. Pertanto sono stati estratti i due punteggi fattoriali DOTIDID (Ideologia delle doti, 6 item) e VALFOR (Valutazione formativa, 4 item). Si è quindi proceduto a verificare le possibili relazioni con altre variabili del questionario, scelte fra quelle che possono risultare utili per capire come migliorare l’efficacia di interventi d formazione in servizio per gli insegnanti sui temi della valutazione. Una prima evidenza riguarda il legame con la formazione e l’autoformazione, rilevate da due domande di tipo discreto sulla frequenza di partecipazione e di lettura individuale di materiali sul tema valutazione. I punteggi VALFOR risultano significativamente collegati sia con la partecipazione (Sign. ,007), sia con la lettura individuale (Sign. ,013), mentre i punteggi DOTIDID risultano significativi solo con l’autoformazione (Sign. ,035). Sembra quindi che il tema delle credenze circa le doti individuali degli studenti debba essere considerato con maggiore attenzione nelle attività di formazione periodiche, visto che il ridimensionamento della capacità matematica come dote individuale risulta più efficace in seguito a esperienze di lettura personali. Sono state poi prese in esame le possibili correlazioni con alcune variabili continue del questionario, con alcuni esiti interessanti. Per la batteria di domande riguardante le opinioni sulle prove Invalsi si può notare che il collegamento fra l’analisi in classe delle prove e la relativa riflessione sull’apprendimento correla significativamente sia con VALFOR (Sign. ,000), sia con DOTIDID (Sign. ,002, ovviamente correlazione di segno negativo), quindi intervenire su questa opinione nelle attività di formazione può risultare produttivo, come pure insistere sulla validità del lavoro collegiale sulle prove Invalsi per affinare i curricoli disciplinari e di istituto, significativi per entrambi i contesti sia con VALFOR (sempre Sign. ,000), sia con DOTIDID (Sign. ,001 e ,005, sempre negative). Anche per la batteria di domande riguardanti l’uso personale delle prove Invalsi sono emerse correlazioni interessanti. In particolare con tre domande che indagano il trarre spunto dalle prove Invalsi per approfondire l’argomentazione, il problem solving e la giustificazione delle risposte alle domande; tutte e tre risultano correlate sia con VALFOR (Sign. Rispettivamente ,001 - ,000 - ,000) e DOTIDID (Sign.,030 - ,000 - ,008, sempre negative), segno che la promozione di questo tipo di uso delle prove Invalsi nei corsi di formazione può rinforzare una corretta visione della Valutazione formativa da una parte e il ridimensionamento dell’ineluttabilità dei risultati legata alla sopravvalutazione delle doti individuali. Infine resta utile anche identificare le non correlazioni, che evidentemente rappresentano gli aspetti di formazione in servizio poco utili alla definizione di una corretta visione della valutazione, come per esempio la non correlazione fra i due fattori esaminati e l’uso diretto ed esclusivo delle prove Invalsi per definire gli obiettivi di apprendimento Se da una parte è doveroso attuare sempre un ascolto dei bisogni formativi degli insegnanti per la costruzione di percorsi di formazione in servizio, dall’altra è importante sapere quali sono gli impatti dei temi trattati sulle loro opinioni e credenze circa la valutazione e la didattica. Alla luce dei risultati proposti, e auspicando un ulteriore ampliamento dell’indagine anche in altri contesti, è possibile ipotizzare la definizione di linee guida per la costruzione di percorsi per un uso corretto delle prove Invalsi nelle pratiche didattiche, che non si limiti al puro addestramento, ma cerchi di sfruttarne le potenzialità formative, intrecciando il punto di vista disciplinare con quello educativo.
Elisa Truffelli; Giorgio Asquini
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