Abstract Following the lockdown due to the Covid-19 pandemic, it is estimated that worldwide in spring 2020 about 1.3 billion students were unable to attend school. This kind of massive “social experiment” has brought out all the benefits, but also the limits, of a cybernetic educational relationship, significantly lacking a fundamental dimension in educational setting: bodily interaction. This is certainly not an additional element at a developmental level, as it is consubstantial to educational experience that, as such, involves many human features. Personal body must be considered as the authentic and irreplaceable cornerstone of a complex system, which globally embraces affective, cognitive, social, pragmatic, political, cultural dimensions; and this applies to everyone, including disabled people. To offset the shortages due to DAD, therefore, is proposed to consider an antithetical educational approach: Outdoor Learning. The latter appears to be useful in stimulating practices of direct relation with environments, contexts and people, which scientific researches consider motivating and successfully stimulating knowledge and skills with a high degree of transferability. Therefore, hopefully schools will open up (in every sense) to educational ways who are meant to deepen relations with local landscapes, taking on the role of a real “cultural centre”. A causa del lockdown imposto a seguito della pandemia da Covid-19, si calcola che nella primavera del 2020 circa 1,3 miliardi di studenti non abbiano potuto frequentare la scuola. Per affrontare tale problema è stata adottata la Didattica a Distanza, che ha fatto emergere tutti i benefici ma anche i limiti di una relazione educativa virtuale, essendo completamente priva di una dimensione centrale dell’educazione: l’interazione corporea. Questa risulta infatti un elemento non certo accessorio nella formazione personale, in quanto consustanziale ad esperienze che, in quanto tali, coinvolgono i molti livelli della realtà umana. Il corpo va dunque considerato come l’autentico e insostituibile cardine di un complesso sistema globale che abbraccia dimensioni affettive, cognitive, sociali, pragmatiche, politiche, culturali, ecc. – e ciò vale per tutti, disabili compresi. Al fine di controbilanciare le carenze indotte dalla DAD, si propone di considerare un antitetico approccio pedagogico e didattico: l’Outdoor Learning. Quest’ultimo appare in grado di progettare situazioni che le ricerche indicano come motivanti, efficaci e democratiche, grazie alla sperimentazione di relazioni dirette con ambienti, contesti e persone capaci d’ottenere processi d’apprendimento e competenze con alto grado di trasferibilità. Si auspica pertanto che la scuola si apra maggiormente (in tutti i sensi) alle relazioni con il territorio, assumendo così un ruolo di “centro educativo”.

Inclusive Openings - Aperture inclusive

Bortolotti A.
2020

Abstract

Abstract Following the lockdown due to the Covid-19 pandemic, it is estimated that worldwide in spring 2020 about 1.3 billion students were unable to attend school. This kind of massive “social experiment” has brought out all the benefits, but also the limits, of a cybernetic educational relationship, significantly lacking a fundamental dimension in educational setting: bodily interaction. This is certainly not an additional element at a developmental level, as it is consubstantial to educational experience that, as such, involves many human features. Personal body must be considered as the authentic and irreplaceable cornerstone of a complex system, which globally embraces affective, cognitive, social, pragmatic, political, cultural dimensions; and this applies to everyone, including disabled people. To offset the shortages due to DAD, therefore, is proposed to consider an antithetical educational approach: Outdoor Learning. The latter appears to be useful in stimulating practices of direct relation with environments, contexts and people, which scientific researches consider motivating and successfully stimulating knowledge and skills with a high degree of transferability. Therefore, hopefully schools will open up (in every sense) to educational ways who are meant to deepen relations with local landscapes, taking on the role of a real “cultural centre”. A causa del lockdown imposto a seguito della pandemia da Covid-19, si calcola che nella primavera del 2020 circa 1,3 miliardi di studenti non abbiano potuto frequentare la scuola. Per affrontare tale problema è stata adottata la Didattica a Distanza, che ha fatto emergere tutti i benefici ma anche i limiti di una relazione educativa virtuale, essendo completamente priva di una dimensione centrale dell’educazione: l’interazione corporea. Questa risulta infatti un elemento non certo accessorio nella formazione personale, in quanto consustanziale ad esperienze che, in quanto tali, coinvolgono i molti livelli della realtà umana. Il corpo va dunque considerato come l’autentico e insostituibile cardine di un complesso sistema globale che abbraccia dimensioni affettive, cognitive, sociali, pragmatiche, politiche, culturali, ecc. – e ciò vale per tutti, disabili compresi. Al fine di controbilanciare le carenze indotte dalla DAD, si propone di considerare un antitetico approccio pedagogico e didattico: l’Outdoor Learning. Quest’ultimo appare in grado di progettare situazioni che le ricerche indicano come motivanti, efficaci e democratiche, grazie alla sperimentazione di relazioni dirette con ambienti, contesti e persone capaci d’ottenere processi d’apprendimento e competenze con alto grado di trasferibilità. Si auspica pertanto che la scuola si apra maggiormente (in tutti i sensi) alle relazioni con il territorio, assumendo così un ruolo di “centro educativo”.
GIORNALE ITALIANO DI EDUCAZIONE ALLA SALUTE, SPORT E DIDATTICA INCLUSIVA
Bortolotti A.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11585/871801
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