Abstract: La Convenzione ONU sui diritti del fanciullo garantisce a ogni minorenne il «diritto alla libertà di espressione. Questo diritto comprende la libertà di ricercare, di ricevere e di divulgare informazioni e idee di ogni specie, indipendentemente dalle frontiere, sotto forma orale, scritta, stampata o artistica, o con ogni altro mezzo a scelta del fanciullo». Può sembrare ovvio, ma questi diritti possono essere esercitati solo se i bambini e le bambine li conoscono, li comprendono e vengono messi in condizione di comunicare il loro punto di vista in modo efficace. Per i minori allofoni, questo presuppone nella maggior parte dei casi l’intervento di una persona che fa da tramite con l’interlocutore che non conosce la lingua del minore straniero accompagnato e non. Ma quali sono i bisogni comunicativi di questo gruppo di soggetti particolarmente vulnerabili, e come vengono soddisfatti dall’attuale sistema di accoglienza? Un’indagine pilota condotta mediante interviste ha tentato di abbozzare una prima risposta a questa domanda. Abstract: The UN Convention on the Rights of the Child guarantees every child «the right to freedom of expression; this right shall include freedom to seek, receive and impart information and ideas of all kinds, regardless of frontiers, either orally, in writing or in print, in the form of art, or through any other media of the child’s choice». Though it may seem obvious, these rights can only be enjoyed if children know about and understand them and can communicate their views effectively. In most cases migrant children – both accompanied and unaccompanied – who do not speak the language of the country, need the assistance of a person to help them communicate with interlocutors who do not know their native language. But what are the communication needs of this particularly vulnerable group, and how are they met by the current reception system in Italy? This pilot survey conducted through interviews attempts to sketch a first answer to this question.

«Neanche per andare al bagno riuscivo a comunicare» - Potersi esprimere ed essere ascoltati: un indagine pilota tra i minori stranieri non accompagnati

Amalia Agata Maria Amato;Gabriele Mack
2021

Abstract

Abstract: La Convenzione ONU sui diritti del fanciullo garantisce a ogni minorenne il «diritto alla libertà di espressione. Questo diritto comprende la libertà di ricercare, di ricevere e di divulgare informazioni e idee di ogni specie, indipendentemente dalle frontiere, sotto forma orale, scritta, stampata o artistica, o con ogni altro mezzo a scelta del fanciullo». Può sembrare ovvio, ma questi diritti possono essere esercitati solo se i bambini e le bambine li conoscono, li comprendono e vengono messi in condizione di comunicare il loro punto di vista in modo efficace. Per i minori allofoni, questo presuppone nella maggior parte dei casi l’intervento di una persona che fa da tramite con l’interlocutore che non conosce la lingua del minore straniero accompagnato e non. Ma quali sono i bisogni comunicativi di questo gruppo di soggetti particolarmente vulnerabili, e come vengono soddisfatti dall’attuale sistema di accoglienza? Un’indagine pilota condotta mediante interviste ha tentato di abbozzare una prima risposta a questa domanda. Abstract: The UN Convention on the Rights of the Child guarantees every child «the right to freedom of expression; this right shall include freedom to seek, receive and impart information and ideas of all kinds, regardless of frontiers, either orally, in writing or in print, in the form of art, or through any other media of the child’s choice». Though it may seem obvious, these rights can only be enjoyed if children know about and understand them and can communicate their views effectively. In most cases migrant children – both accompanied and unaccompanied – who do not speak the language of the country, need the assistance of a person to help them communicate with interlocutors who do not know their native language. But what are the communication needs of this particularly vulnerable group, and how are they met by the current reception system in Italy? This pilot survey conducted through interviews attempts to sketch a first answer to this question.
Amalia Agata Maria Amato; Gabriele Mack
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