L'articolo analizza l’IPO come tecnica di disinvestimento per i fondi di private equity e venture capital. Dopo una breve discussione del ruolo e dell’importanza dell’«uscita» per questo tipo di fondi e una ricognizione delle principali exit venues alternative all’IPO, il contributo volge ad esaminare il ruolo del disinvestimento tramite IPO per lo sviluppo del mercato del private equity e del venture capital. L'IPO contribuisce allo sviluppo di questi mercati in due modi: da un lato offrendo al fondo una via d’uscita aggiuntiva che rende più liquido, a parità di condizioni, l’investimento effettuato; dall’altro riducendo la naturale riluttanza dell’imprenditore finanziato ad accettare l’ingresso del fondo nel capitale. L'articolo mette in luce e discute anche i limiti e i rischi connessi all'uscita attraverso l'IPO. Ad esempio, si sottolinea che l’IPO su mercati regolamentati tradizionali costituisce un’operazione poco adatta a transazioni di taglia ridotta e a imprese «giovani». Inoltre, vi è un certo rischio che il fondo finanziatore anticipi oltremodo la quotazione, con effetti negativi per l’impresa finanziata. L'articolo volge quindi lo sguardo ai mercati di crescita, mettendo in luce come essi possano contribuire ad ampliare gli spazi per il disinvestimento tramite IPO, e ai mercati "privati", sottolineandone l'utile ruolo nel mitigare il problema delle IPO premature, ma anche i costi e i rischi.

Il disinvestimento tramite quotazione: opportunità e limiti

Sergio Gilotta
2021

Abstract

L'articolo analizza l’IPO come tecnica di disinvestimento per i fondi di private equity e venture capital. Dopo una breve discussione del ruolo e dell’importanza dell’«uscita» per questo tipo di fondi e una ricognizione delle principali exit venues alternative all’IPO, il contributo volge ad esaminare il ruolo del disinvestimento tramite IPO per lo sviluppo del mercato del private equity e del venture capital. L'IPO contribuisce allo sviluppo di questi mercati in due modi: da un lato offrendo al fondo una via d’uscita aggiuntiva che rende più liquido, a parità di condizioni, l’investimento effettuato; dall’altro riducendo la naturale riluttanza dell’imprenditore finanziato ad accettare l’ingresso del fondo nel capitale. L'articolo mette in luce e discute anche i limiti e i rischi connessi all'uscita attraverso l'IPO. Ad esempio, si sottolinea che l’IPO su mercati regolamentati tradizionali costituisce un’operazione poco adatta a transazioni di taglia ridotta e a imprese «giovani». Inoltre, vi è un certo rischio che il fondo finanziatore anticipi oltremodo la quotazione, con effetti negativi per l’impresa finanziata. L'articolo volge quindi lo sguardo ai mercati di crescita, mettendo in luce come essi possano contribuire ad ampliare gli spazi per il disinvestimento tramite IPO, e ai mercati "privati", sottolineandone l'utile ruolo nel mitigare il problema delle IPO premature, ma anche i costi e i rischi.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11585/843828
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