Le proteine allergeniche della mela presentano delle caratteristiche comuni tra loro: - Tutte le proteine allergeniche sono codificate da famiglie geniche composte da un numero variabile di geni, gli isoallergeni, di cui per ognuna esitono numerose varianti alleliche. Questa presenza ridondante di sequenze Mal d nel genoma del melo, ed in particolare su cromosomi omologhi, sembra essere dovuta alla natura allopoliploide del melo e questo fa anche supporre che il numero di isoallergeni noti sia destinato a crescere ulteriormente. - Tre classi di proteine su quattro (Mal d 1, Mal d 2 e Mal d 3) appartengono alle proteine PR e quindi sono in qualche modo correlate alla difesa della pianta da vari tipi di stress, sia biotici che abiotici. - Alcuni fattori comuni a molti allergeni come la stabilità a bassi pH, alle alte temperature e a proteolisi o la capacità di trasportare lipidi o altri ligandi potrebbero influenzarne l’allergenicità. Nonostante l’aumento delle conoscenze in questi ultimi anni, non è stato ancora chiarito quali isoallergeni siano effettivamente espressi nel frutto e quali siano i veri responsabili della reazione allergica. Questo è un punto chiave nel problema delle allergie alla mela ma anche alla frutta e agli ortaggi in generale. Nella impostazione della ricerca su cui abbiamo qui riferito, si è scelto un approccio multidisciplinare che prevede l’integrazione, a fianco delle biotecnologie, di discipline come l’allergologia e la pomologia (Figura 8). Attraverso questi studi si tenterà di associare ad ogni locus genico un determinato potenziale allergenico e quindi, individuando le sequenze di isoallergeni associate ad un basso grado di allergenicità, si potrà anche orientare il miglioramento genetico del melo verso l’ottenimento di varietà a bassa allergenicità. Una volta individuati dei marker per la bassa allergenicità, si potranno cercare genotipi interessanti per questo carattere anche esplorando le collezioni dell’antico germoplasma del melo. Un aspetto però da non sottovalutare è la doppia faccia della medaglia ovvero il ruolo delle proteine responsabili dell’allergenicità; molte di queste, infatti, sono coinvolte nella risposta della pianta ad attacchi di patogeni e altri stress. Questa considerazione rende inevitabile la preoccupazione che l’auspicata riduzione dell’allergenicità, possa comportare una maggiore suscettibilità agli stress indesiderabile per ovvi motivi. Per ora è solamente un interrogativo. Considerando i notevoli effetti benefici delle mele sulla salute degli individui e considerando il notevole interesse che, negli ultimi anni, il mercato riserva alla nutraceutica e agli alimenti correlati al benessere, non è da escludere che lo studio del carattere riguardante l’ipoallergenicità dei frutti possa essere interessante non solo per quanto riguarda la salute umana ma anche per un possibile riscontro economico

Gli allergeni della mela

PAGLIARANI, GIULIA;PARIS, ROBERTA;TARTARINI, STEFANO;SERAFINI FRACASSINI, DONATELLA;DEL DUCA, STEFANO;IORIO, ROSA ANNA;RICCI, GIAMPAOLO;BELOTTI, TAMARA;SANSAVINI, SILVIERO
2009

Abstract

Le proteine allergeniche della mela presentano delle caratteristiche comuni tra loro: - Tutte le proteine allergeniche sono codificate da famiglie geniche composte da un numero variabile di geni, gli isoallergeni, di cui per ognuna esitono numerose varianti alleliche. Questa presenza ridondante di sequenze Mal d nel genoma del melo, ed in particolare su cromosomi omologhi, sembra essere dovuta alla natura allopoliploide del melo e questo fa anche supporre che il numero di isoallergeni noti sia destinato a crescere ulteriormente. - Tre classi di proteine su quattro (Mal d 1, Mal d 2 e Mal d 3) appartengono alle proteine PR e quindi sono in qualche modo correlate alla difesa della pianta da vari tipi di stress, sia biotici che abiotici. - Alcuni fattori comuni a molti allergeni come la stabilità a bassi pH, alle alte temperature e a proteolisi o la capacità di trasportare lipidi o altri ligandi potrebbero influenzarne l’allergenicità. Nonostante l’aumento delle conoscenze in questi ultimi anni, non è stato ancora chiarito quali isoallergeni siano effettivamente espressi nel frutto e quali siano i veri responsabili della reazione allergica. Questo è un punto chiave nel problema delle allergie alla mela ma anche alla frutta e agli ortaggi in generale. Nella impostazione della ricerca su cui abbiamo qui riferito, si è scelto un approccio multidisciplinare che prevede l’integrazione, a fianco delle biotecnologie, di discipline come l’allergologia e la pomologia (Figura 8). Attraverso questi studi si tenterà di associare ad ogni locus genico un determinato potenziale allergenico e quindi, individuando le sequenze di isoallergeni associate ad un basso grado di allergenicità, si potrà anche orientare il miglioramento genetico del melo verso l’ottenimento di varietà a bassa allergenicità. Una volta individuati dei marker per la bassa allergenicità, si potranno cercare genotipi interessanti per questo carattere anche esplorando le collezioni dell’antico germoplasma del melo. Un aspetto però da non sottovalutare è la doppia faccia della medaglia ovvero il ruolo delle proteine responsabili dell’allergenicità; molte di queste, infatti, sono coinvolte nella risposta della pianta ad attacchi di patogeni e altri stress. Questa considerazione rende inevitabile la preoccupazione che l’auspicata riduzione dell’allergenicità, possa comportare una maggiore suscettibilità agli stress indesiderabile per ovvi motivi. Per ora è solamente un interrogativo. Considerando i notevoli effetti benefici delle mele sulla salute degli individui e considerando il notevole interesse che, negli ultimi anni, il mercato riserva alla nutraceutica e agli alimenti correlati al benessere, non è da escludere che lo studio del carattere riguardante l’ipoallergenicità dei frutti possa essere interessante non solo per quanto riguarda la salute umana ma anche per un possibile riscontro economico
G. Pagliarani; R. Paris; S.Tartarini; D. Serafini-Fracassini; S. Del Duca; A.R. Iorio; G. Ricci; T. Belotti; S. Sansavini
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