Tradizionalmente il contenuto delle relazioni transfrastiche tende a essere identificato con il significato di alcune proposizioni subordinate, o addirittura di una manciata di congiunzioni. Negli ultimi anni, tuttavia, sta prendendo piede un approccio diverso che evidenzia come, mentre nel nucleo della frase domina una grammatica puramente formale, necessariamente soggetta a delle regole, negli strati periferici la grammatica si presenta come un sistema di opzioni al servizio di strutture concettuali indipendenti. L’obiettivo di questo lavoro è mettere in luce la varietà di opzioni formali disponibili nel russo per l’espressione della relazione transfrastica finale e il diverso ruolo svolto dalla codifica e dall’inferenza nei vari casi. Innanzitutto viene fornita una definizione del contenuto concettuale della relazione finale sulla base della distinzione tra i concetti di causa fenomenica, motivo retrospettivo e motivo prospettivo. Successivamente viene mostrato come accanto all’espressione finale canonica (Zašel ja k vam, čtoby s vami pobliže poznakomit’sja, ‘Sono venuto da voi per conoscervi meglio’) sia possibile esprimere il fine attraverso la forma causale (Zašel ja k vam potomu, čto chotel s vami pobliže poznakomit’sja, ‘sono venuto da voi perchè volevo conoscervi meglio’); per mezzo di una locuzione congiuntiva contenente un termine predicativo che qualifica in modo specifico la relazione (Zašel ja k vam, s nadeždoj pobliže poznakomit’sja s vami, ‘Sono venuto da voi con la speranza di conoscervi meglio’) e con la coordinazione (Ja chotel s vami pobliže poznakomit’sja i zašel k vam, ‘Volevo conoscervi meglio e sono venuto da voi’). La relazione finale trova inoltre espressione al di fuori della frase complessa, in ambito testuale, nella giustapposizione (Zašel ja k vam. Chotel s vami pobliže poznakomit’sja, ‘Sono venuto da voi. Volevo conoscervi meglio’). La coordinazione e la giustapposizione possono assumere sfumature semantiche specifiche grazie all’inserimento di un avverbio anaforico (Chotel s vami pobliže poznakomit’sja. S étoj cel’ju zašel ja k vam, ‘Volevo conoscervi meglio. Con questo scopo sono venuto da voi’). Ciascuna delle forme di espressione individuate è caratterizzata da un diverso equilibrio tra codifica e inferenza, da un diverso orientamento temporale e da una diversa messa in prospettiva del processo. Un simile approccio presenta interessanti applicazioni alla didattica della traduzione e del russo come lingua seconda.

L'espressione della relazione finale in russo: un sistema di opzioni al confine tra frase e testo

BIAGINI, FRANCESCA
2008

Abstract

Tradizionalmente il contenuto delle relazioni transfrastiche tende a essere identificato con il significato di alcune proposizioni subordinate, o addirittura di una manciata di congiunzioni. Negli ultimi anni, tuttavia, sta prendendo piede un approccio diverso che evidenzia come, mentre nel nucleo della frase domina una grammatica puramente formale, necessariamente soggetta a delle regole, negli strati periferici la grammatica si presenta come un sistema di opzioni al servizio di strutture concettuali indipendenti. L’obiettivo di questo lavoro è mettere in luce la varietà di opzioni formali disponibili nel russo per l’espressione della relazione transfrastica finale e il diverso ruolo svolto dalla codifica e dall’inferenza nei vari casi. Innanzitutto viene fornita una definizione del contenuto concettuale della relazione finale sulla base della distinzione tra i concetti di causa fenomenica, motivo retrospettivo e motivo prospettivo. Successivamente viene mostrato come accanto all’espressione finale canonica (Zašel ja k vam, čtoby s vami pobliže poznakomit’sja, ‘Sono venuto da voi per conoscervi meglio’) sia possibile esprimere il fine attraverso la forma causale (Zašel ja k vam potomu, čto chotel s vami pobliže poznakomit’sja, ‘sono venuto da voi perchè volevo conoscervi meglio’); per mezzo di una locuzione congiuntiva contenente un termine predicativo che qualifica in modo specifico la relazione (Zašel ja k vam, s nadeždoj pobliže poznakomit’sja s vami, ‘Sono venuto da voi con la speranza di conoscervi meglio’) e con la coordinazione (Ja chotel s vami pobliže poznakomit’sja i zašel k vam, ‘Volevo conoscervi meglio e sono venuto da voi’). La relazione finale trova inoltre espressione al di fuori della frase complessa, in ambito testuale, nella giustapposizione (Zašel ja k vam. Chotel s vami pobliže poznakomit’sja, ‘Sono venuto da voi. Volevo conoscervi meglio’). La coordinazione e la giustapposizione possono assumere sfumature semantiche specifiche grazie all’inserimento di un avverbio anaforico (Chotel s vami pobliže poznakomit’sja. S étoj cel’ju zašel ja k vam, ‘Volevo conoscervi meglio. Con questo scopo sono venuto da voi’). Ciascuna delle forme di espressione individuate è caratterizzata da un diverso equilibrio tra codifica e inferenza, da un diverso orientamento temporale e da una diversa messa in prospettiva del processo. Un simile approccio presenta interessanti applicazioni alla didattica della traduzione e del russo come lingua seconda.
Le lingue slave tra innovazione e conservazione: grammatica e semantica: atti del convegno
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121
Biagini F.
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