Emine Sevgi Özdamar, oltre ad avere una sensibilità finissima per le sfumature della lingua tedesca, è anche una profonda conoscitrice della cultura e letteratura tedesca, come si evince da alcuni sottili inserti presenti già a partire dal primo racconto Lingua di mia madre, p.es. quando racconta di una volta che con amici va a vedere dei cortometraggi del 1936, in der kleinen Stadt hängen Fahnen von damals, klirren am Rathaus . L’immagine delle «bandiere che tintinnano» fa risuonare la famosa poesia di Hölderlin Hälfte des Lebens («Metà della vita»). A questo proposito, Leslie A. Adelson sottolinea il gioco con modelli astratti di divisioni, associazioni e memorie; in particolare, la trasposizione di una collocazione di parole che possiede uno stato canonico rispecchierebbe la scissione della voce narrante turca, in cui diversi momenti della storia tedesca si ritrovano ad essere posti uno accanto all’altro. Si può parlare di una traduzione dal tedesco in tedesco, che si realizza grazie alle proprietà retoriche di un’istanza narrativa turca Tutti questi elementi compongono uno stile che si contraddistingue per il plurilinguismo e la polifonia, che sono la plurivocità e la permeabilità di tutte queste voci. Questa forma di permeabilità nasce da quello che Bachtin chiama «tipica costruzione ibrida biaccentuata e bistile», una sorta di polifonia, di cui nei testi di Özdamar si possono distinguere almeno quattro piani: 1) il piano dei dialoghi tra i personaggi (Karagöz); 2) la fusione di due enunciati in un unico enunciato (Carriera di una donna delle pulizie); 3) l’incorporazione nel tedesco di elementi linguistici sedimentati nella tradizione del turco o di altre lingue (teatro, proverbi, metafore convenzionali, preghiere); 4) la giustapposizione di diverse varietà del tedesco nella lingua della narratrice (vedi sopra esempio da Strane stelle, nach Grünau, dann weiter mit dem Bus ins Grüne).

Pluralità di voci in Emine Sevgi Özdamar

THUNE, EVA-MARIA CHRISTINA CHARLOTTE
2009

Abstract

Emine Sevgi Özdamar, oltre ad avere una sensibilità finissima per le sfumature della lingua tedesca, è anche una profonda conoscitrice della cultura e letteratura tedesca, come si evince da alcuni sottili inserti presenti già a partire dal primo racconto Lingua di mia madre, p.es. quando racconta di una volta che con amici va a vedere dei cortometraggi del 1936, in der kleinen Stadt hängen Fahnen von damals, klirren am Rathaus . L’immagine delle «bandiere che tintinnano» fa risuonare la famosa poesia di Hölderlin Hälfte des Lebens («Metà della vita»). A questo proposito, Leslie A. Adelson sottolinea il gioco con modelli astratti di divisioni, associazioni e memorie; in particolare, la trasposizione di una collocazione di parole che possiede uno stato canonico rispecchierebbe la scissione della voce narrante turca, in cui diversi momenti della storia tedesca si ritrovano ad essere posti uno accanto all’altro. Si può parlare di una traduzione dal tedesco in tedesco, che si realizza grazie alle proprietà retoriche di un’istanza narrativa turca Tutti questi elementi compongono uno stile che si contraddistingue per il plurilinguismo e la polifonia, che sono la plurivocità e la permeabilità di tutte queste voci. Questa forma di permeabilità nasce da quello che Bachtin chiama «tipica costruzione ibrida biaccentuata e bistile», una sorta di polifonia, di cui nei testi di Özdamar si possono distinguere almeno quattro piani: 1) il piano dei dialoghi tra i personaggi (Karagöz); 2) la fusione di due enunciati in un unico enunciato (Carriera di una donna delle pulizie); 3) l’incorporazione nel tedesco di elementi linguistici sedimentati nella tradizione del turco o di altre lingue (teatro, proverbi, metafore convenzionali, preghiere); 4) la giustapposizione di diverse varietà del tedesco nella lingua della narratrice (vedi sopra esempio da Strane stelle, nach Grünau, dann weiter mit dem Bus ins Grüne).
2009
Il testo oltre i confini. Passaggi, scambi, migrazioni
107
280
E. Thune
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