Il contratto autonomo di garanzia, quale figura atipica frutto dell’esercizio dell’autonomia negoziale, si è da tempo imposto nella prassi ormai consolidata di molti operatori economici, attraendo l’interesse della dottrina e della giurisprudenza, le quali hanno tentato di delinearne la funzione e i caratteri qualificanti. L’interessante decisione del Tribunale di Roma affronta il tema del fallimento del garante autonomo, valutando quale posizione sia chiamata ad assumere la procedura fallimentare a fronte dell’istanza di insinuazione al passivo proposta dal creditore garantito, conseguita all’inadempimento del debitore principale, anch’esso fallito.

Fallimento del garante autonomo e ammissione al passivo del creditore garantito

Matteo de Pamphilis
2019

Abstract

Il contratto autonomo di garanzia, quale figura atipica frutto dell’esercizio dell’autonomia negoziale, si è da tempo imposto nella prassi ormai consolidata di molti operatori economici, attraendo l’interesse della dottrina e della giurisprudenza, le quali hanno tentato di delinearne la funzione e i caratteri qualificanti. L’interessante decisione del Tribunale di Roma affronta il tema del fallimento del garante autonomo, valutando quale posizione sia chiamata ad assumere la procedura fallimentare a fronte dell’istanza di insinuazione al passivo proposta dal creditore garantito, conseguita all’inadempimento del debitore principale, anch’esso fallito.
Matteo de Pamphilis
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