Il tema dell’economia sommersa è tuttora oggetto di particolare attenzione finalizzata a comprenderne l’entità, le motivazioni e quindi intraprendere opportune decisioni per contenere il fenomeno. Solo di recente la commissione europea ha offerto una precisa definizione di economia sommersa, rappresentando un punto fermo per identificare gli approcci più adeguati per la misurazione e la comprensione del fenomeno. Quello del lavoro irregolare è tuttavia equiparabile ad un “Giano bifronte”: da un lato può essere considerato frutto di una scelta opportunistica a scapito del sistema, che mina oltremodo i meccanismi di solidarietà; dall’altra e interpretabile come un’incapacità del mercato del lavoro di assecondare efficacemente le esigenze della domanda e dell’offerta, offrendo così campo fertile per questo tipo di economia. L’obiettivo del presente contributo è quello di valutare le cause della diffusione del lavoro irregolare e la percezione dell’entità nell’agricoltura della provincia di Reggio Emilia. Il presente contributo si colloca in quel filone di ricerche basate su un approccio diretto; le informazioni, infatti, sono state raccolte attraverso la somministrazione di un questionario a 264 lavoratori agricoli durante la loro richiesta di indennità di disoccupazione. Dall’analisi emerge che il lavoro irregolare in questa provincia si attesta al 20-30% delle giornate lavorative prestate. Adottando invece il modello delle equazioni strutturali (SEM), le informazioni analizzate convalidano che la principale motivazione del lavoro irregolare è di natura economica.

All’ombra del lavoro agricolo: un’indagine in provincia di Reggio Emilia

GHELFI, RINO;RIVAROLI, SERGIO
2007

Abstract

Il tema dell’economia sommersa è tuttora oggetto di particolare attenzione finalizzata a comprenderne l’entità, le motivazioni e quindi intraprendere opportune decisioni per contenere il fenomeno. Solo di recente la commissione europea ha offerto una precisa definizione di economia sommersa, rappresentando un punto fermo per identificare gli approcci più adeguati per la misurazione e la comprensione del fenomeno. Quello del lavoro irregolare è tuttavia equiparabile ad un “Giano bifronte”: da un lato può essere considerato frutto di una scelta opportunistica a scapito del sistema, che mina oltremodo i meccanismi di solidarietà; dall’altra e interpretabile come un’incapacità del mercato del lavoro di assecondare efficacemente le esigenze della domanda e dell’offerta, offrendo così campo fertile per questo tipo di economia. L’obiettivo del presente contributo è quello di valutare le cause della diffusione del lavoro irregolare e la percezione dell’entità nell’agricoltura della provincia di Reggio Emilia. Il presente contributo si colloca in quel filone di ricerche basate su un approccio diretto; le informazioni, infatti, sono state raccolte attraverso la somministrazione di un questionario a 264 lavoratori agricoli durante la loro richiesta di indennità di disoccupazione. Dall’analisi emerge che il lavoro irregolare in questa provincia si attesta al 20-30% delle giornate lavorative prestate. Adottando invece il modello delle equazioni strutturali (SEM), le informazioni analizzate convalidano che la principale motivazione del lavoro irregolare è di natura economica.
RIVISTA DI ECONOMIA AGRARIA
Ghelfi R.; Rivaroli S.
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