The study of the documentation produced by the peripheral magistracies of the Kingdom of Sicily during the first decades of the Angevin domination – a documentation collected from the 16th century onward in the Angevin Chancery Fascicles series, only a small part of which has come down to us in a few fragments, above all in copies and collections of the modern age – enables us to reconstruct the military functions of justiciars and, in particular, their role in the recruitment procedures of the feudal units that formed the backbone of the royal army. The article analyzes the surviving parts of the register of the Abruzzese feudatories in the spring of 1279 (monstra feudatariorum): a meticulous annotation of the feudal lords who appeared, fully armed, before the justiciar of Abruzzo, some at Penne and others at Sulmona, to report the income of their feudal properties and the related feudal service. The source studied makes it possible to describe, with adequate approximation, the feudal geography of a large and strategically important region of the kingdom, to quantify the introduction of French and Provençal elements in the feudal structures of that region, and to better understand the mechanisms that regulated the performance of feudal military service, calculated on the basis of the «feudum unius militis», i.e. the feudal lord’s duty to provide a perfectly equipped knight (miles) for every twenty ounces of feudal annuity.

Lo studio della documentazione prodotta dalle magistrature periferiche del regno di Sicilia durante i primi decenni della dominazione angioina – documentazione raccolta a partire dal XVI secolo nella serie dei Fascicoli della cancelleria angioina e solo in minima parte giunta sino a noi grazie a pochi frammenti e, soprattutto, grazie a copie e repertori di età moderna – consente di rilevare le funzioni militari dei giustizieri e, in particolare il loro ruolo nelle procedure di reclutamento dei reparti feudali che costituivano la struttura portante dell’esercito regio. L’articolo propone un’analisi delle parti superstiti del registro della rassegna (monstra) dei feudatari abruzzesi della primavera del 1279: una meticolosa registrazione dei feudatari che armati di tutto punto si presentarono davanti al giustiziere d’Abruzzo, alcuni a Penne altri a Sulmona, per dichiarare la rendita dei feudi posseduti e il relativo servizio feudale. La fonte studiata consente di descrivere, con sufficiente approssimazione, la geografia feudale di una regione ampia e strategicamente importante del regno, di quantificare l’introduzione di elementi francesi e provenzali nelle strutture feudali della stessa regione e di conoscere meglio i meccanismi che regolavano la prestazione del servizio militare di natura feudale calcolato sulla base del “feudum unius militis”, ovvero sull’obbligo da parte del feudatario di fornire un cavaliere perfettamente equipaggiato ogni venti once di rendita feudale.

Il governo delle province nelle scritture dei giustizieri: considerazioni sul servizio militare di natura feudale nel regno di Carlo I d'Angiò

Berardo Pio
2018

Abstract

Lo studio della documentazione prodotta dalle magistrature periferiche del regno di Sicilia durante i primi decenni della dominazione angioina – documentazione raccolta a partire dal XVI secolo nella serie dei Fascicoli della cancelleria angioina e solo in minima parte giunta sino a noi grazie a pochi frammenti e, soprattutto, grazie a copie e repertori di età moderna – consente di rilevare le funzioni militari dei giustizieri e, in particolare il loro ruolo nelle procedure di reclutamento dei reparti feudali che costituivano la struttura portante dell’esercito regio. L’articolo propone un’analisi delle parti superstiti del registro della rassegna (monstra) dei feudatari abruzzesi della primavera del 1279: una meticolosa registrazione dei feudatari che armati di tutto punto si presentarono davanti al giustiziere d’Abruzzo, alcuni a Penne altri a Sulmona, per dichiarare la rendita dei feudi posseduti e il relativo servizio feudale. La fonte studiata consente di descrivere, con sufficiente approssimazione, la geografia feudale di una regione ampia e strategicamente importante del regno, di quantificare l’introduzione di elementi francesi e provenzali nelle strutture feudali della stessa regione e di conoscere meglio i meccanismi che regolavano la prestazione del servizio militare di natura feudale calcolato sulla base del “feudum unius militis”, ovvero sull’obbligo da parte del feudatario di fornire un cavaliere perfettamente equipaggiato ogni venti once di rendita feudale.
Berardo Pio
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11585/633708
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