Vjačeslav Ivanov, uno dei massimi esponenti del simbolismo russo, fu anche un grande esperto del dolce stil nuovo. I profondi legami delle poesie di Ivanov con questa scuola trovano particolare espressione nel ciclo di poesie intitolato "Trasparenza", del 1904. Non a caso il titolo appartiene al campo semantico della vista. Vjačeslav Ivanov fonda questo ciclo sulla metafisica della visione stilnovista, che risale sì alle fonti neoplatoniche, ma anche a quelle aristoteliche e addirittura medico-scientifiche del Medioevo. Purtroppo, nella critica russa e italiana contemporanea quest’aspetto dell’opera del poeta simbolista rimane un po’ nell’ombra, nonostante sia fondamentale per l’interpretazione delle poesie di "Trasparenza". Lo scopo del mio contributo è, dunque, “riportare alla luce” le radici metafisiche della poetica della visione cui sono ispirate alcune delle poesie di "Trasparenza", in particolare "Gli spiriti del viso" e "Carstvo prozračnosti". "Alma" [Regno della trasparenza. Diamante]. La ricerca medievale nel campo della visione è concentrata sul luogo, lo spazio in cui si svolge l’incontro dell’uomo con il mondo e con il suo Creatore. Questo luogo varia a seconda degli autori, ma una caratteristica rimane sempre uguale: esso è trasparente, e sussiste rispetto al soggetto che vede, ovvero l’essere umano. L’aria, gli occhi e la fantasia sono considerati come specchi trasparenti, che permettono all’uomo di vedere le immagini, di avere visioni e di entrare in contatto con la luce divina. Vjačeslav Ivanov, intitolando una poesia "Spiriti del viso", sfrutta questa teoria medievale esprimendo il contatto dell’uomo con il divino in termini simbolici, ma anche scientifici e quasi fisiologici. Quali sono i suoi punti di convergenza con i poeti medievali in questa poesia? Probabilmente sono da ricercare proprio nel concetto basilare della vista e della visione: luogo trasparente. Nel presente contributo affronto le tappe iniziali di tale ricerca e provo a descrivere il luogo in cui avviene la visione.

Il “luogo” della visio in Vjačeslav Ivanov: metafisica medievale in alcune sue poesie

Kristina Landa
2016

Abstract

Vjačeslav Ivanov, uno dei massimi esponenti del simbolismo russo, fu anche un grande esperto del dolce stil nuovo. I profondi legami delle poesie di Ivanov con questa scuola trovano particolare espressione nel ciclo di poesie intitolato "Trasparenza", del 1904. Non a caso il titolo appartiene al campo semantico della vista. Vjačeslav Ivanov fonda questo ciclo sulla metafisica della visione stilnovista, che risale sì alle fonti neoplatoniche, ma anche a quelle aristoteliche e addirittura medico-scientifiche del Medioevo. Purtroppo, nella critica russa e italiana contemporanea quest’aspetto dell’opera del poeta simbolista rimane un po’ nell’ombra, nonostante sia fondamentale per l’interpretazione delle poesie di "Trasparenza". Lo scopo del mio contributo è, dunque, “riportare alla luce” le radici metafisiche della poetica della visione cui sono ispirate alcune delle poesie di "Trasparenza", in particolare "Gli spiriti del viso" e "Carstvo prozračnosti". "Alma" [Regno della trasparenza. Diamante]. La ricerca medievale nel campo della visione è concentrata sul luogo, lo spazio in cui si svolge l’incontro dell’uomo con il mondo e con il suo Creatore. Questo luogo varia a seconda degli autori, ma una caratteristica rimane sempre uguale: esso è trasparente, e sussiste rispetto al soggetto che vede, ovvero l’essere umano. L’aria, gli occhi e la fantasia sono considerati come specchi trasparenti, che permettono all’uomo di vedere le immagini, di avere visioni e di entrare in contatto con la luce divina. Vjačeslav Ivanov, intitolando una poesia "Spiriti del viso", sfrutta questa teoria medievale esprimendo il contatto dell’uomo con il divino in termini simbolici, ma anche scientifici e quasi fisiologici. Quali sono i suoi punti di convergenza con i poeti medievali in questa poesia? Probabilmente sono da ricercare proprio nel concetto basilare della vista e della visione: luogo trasparente. Nel presente contributo affronto le tappe iniziali di tale ricerca e provo a descrivere il luogo in cui avviene la visione.
Lo spazio e il tempo. Categorie filosofiche e forme narrative in area slava. Atti del convegno
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Kristina Landa
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