Serie TV come Once upon a time, Grimm e film come Maleficent, Biancaneve e il cacciatore e Il cacciatore e la regina di ghiaccio mettono in scena le vicende di alcuni dei “cattivi” più prototipici della cultura popolare, con però notevoli differenze di caratterizzazione rispetto alla doxa. Personaggi come per esempio il Lupo Cattivo, Grimilde, Tremotino, Malefica e Capitan Uncino sono esplorati, approfonditi e complicati in modo tale da conferire loro dimensioni emotive più stratificate e addirittura tendenti al positivo, portando lo spettatore ad allinearsi e, a volte, “allearsi” con loro. Il saggio si propone di indagare come lo spessore emotivo accordato a questi villains, in alcune recenti trasposizioni audiovisive, sia reso possibile dal generale processo di complessificazione che ha investito queste figure, anche e soprattutto per merito della duplice serialità che le contraddistingue: da un lato soggettiva, poiché questi personaggi topici, come li definisce Eco, possono essere considerati come “figure seriali”; dall’altro oggettiva, poiché sono, specialmente negli ultimi tempi, oggetto di numerosi prodotti seriali (televisivi) e serializzati (cinematografici). Scopo dell’intervento è quindi sondare come l’approfondimento narrativo e la complessità crescente di questi particolari personaggi, in combinazione con il principio seriale, porti lo spettatore non solo ad avere più familiarità con loro, ma anche a cambiare il proprio atteggiamento etico-emotivo.

Perché Grimilde merita il Lieto Fine. Complessità narrativa nei villains delle fiabe audiovisive.

Sara Casoli
2017

Abstract

Serie TV come Once upon a time, Grimm e film come Maleficent, Biancaneve e il cacciatore e Il cacciatore e la regina di ghiaccio mettono in scena le vicende di alcuni dei “cattivi” più prototipici della cultura popolare, con però notevoli differenze di caratterizzazione rispetto alla doxa. Personaggi come per esempio il Lupo Cattivo, Grimilde, Tremotino, Malefica e Capitan Uncino sono esplorati, approfonditi e complicati in modo tale da conferire loro dimensioni emotive più stratificate e addirittura tendenti al positivo, portando lo spettatore ad allinearsi e, a volte, “allearsi” con loro. Il saggio si propone di indagare come lo spessore emotivo accordato a questi villains, in alcune recenti trasposizioni audiovisive, sia reso possibile dal generale processo di complessificazione che ha investito queste figure, anche e soprattutto per merito della duplice serialità che le contraddistingue: da un lato soggettiva, poiché questi personaggi topici, come li definisce Eco, possono essere considerati come “figure seriali”; dall’altro oggettiva, poiché sono, specialmente negli ultimi tempi, oggetto di numerosi prodotti seriali (televisivi) e serializzati (cinematografici). Scopo dell’intervento è quindi sondare come l’approfondimento narrativo e la complessità crescente di questi particolari personaggi, in combinazione con il principio seriale, porti lo spettatore non solo ad avere più familiarità con loro, ma anche a cambiare il proprio atteggiamento etico-emotivo.
2017
E/C
Sara, Casoli
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11585/619622
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