Con la pronuncia in esame, il giudice comunitario testimonia di come anche la scelta di un elenco inclusivo abbia il suo influsso sulla tutela dei diritti e riscrive le regole di drafting in materia di delega del potere legislativo. Ritenendo che l’onere incombente sul legislatore di garantire la definizione del potere normativo possa dirsi assolto anche attraverso un riferimento presente nella parte in cui tradizionalmente dovrebbe rinvenirsi soltanto la motivazione delle norme dettate, la Corte va al di là di quanto previsto dalle regole comunitarie. Sorge il quesito se la volontà di preservare l’efficacia dell’atto si spinga al punto da metterne a repentaglio la certezza giuridica.

Commentaire à l’arrêt de la Cour du 12 juillet 2005 (aff. jointes C-154/04 e C-155/04)

COSIMO, ELOISA DENIA
2005

Abstract

Con la pronuncia in esame, il giudice comunitario testimonia di come anche la scelta di un elenco inclusivo abbia il suo influsso sulla tutela dei diritti e riscrive le regole di drafting in materia di delega del potere legislativo. Ritenendo che l’onere incombente sul legislatore di garantire la definizione del potere normativo possa dirsi assolto anche attraverso un riferimento presente nella parte in cui tradizionalmente dovrebbe rinvenirsi soltanto la motivazione delle norme dettate, la Corte va al di là di quanto previsto dalle regole comunitarie. Sorge il quesito se la volontà di preservare l’efficacia dell’atto si spinga al punto da metterne a repentaglio la certezza giuridica.
E.D. Cosimo
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