Le politiche analizzate in prospettiva storica, sono in grado di tracciare non soltanto l’azione della Comunità al suo interno come espressione della composizione delle posizioni nazionali, ma anche di disegnare gli obiettivi internazionali della CEE, pur in mancanza di una vera e propria politica estera. Se le politiche diventano uno strumento analitico fondamentale del processo di integrazione e di costruzione di un ruolo internazionale comunitario, la PAC assume tra queste un’importanza centrale che occorre sottolineare. Ma ancor prima di individuare le varie motivazioni, credo che sia necessario riflettere sull’immagine che la CEE e ha dato di sé a causa della PAC, soprattutto attraverso le continue e crescenti eccedenze sostenute economicamente dalla Comunità che hanno occupato la scena europea dalla fine degli anni Sessanta sino alla fine degli anni Ottanta e oltre, se pur in maniera ridotta. L’immagine di montagne di arance, fiumi e laghi di latte eccedenti, prima sostenuti economicamente dalla Comunità indipendentemente da quantità e qualità e poi distrutti a spese dei cittadini europei, mentre la gran parte degli esseri umani non ha il necessario per nutrirsi, ha sicuramente creato un giudizio severo sulla CEE, difficile da controvertire. Ha completato il quadro il forte sostegno alle esportazioni agricole, che ha prodotto un dumping mortale nei confronti dei prodotti agricoli dei paesi in via di sviluppo, affamandoli. La PAC è stata quindi fondamentale nel dipingere un’immagine grottesca della Comunità, in virtù del ruolo di primo piano che ha avuto nelle sue relazioni esterne, principalmente per tre motivi. In primo luogo è stata la prima politica comunitaria; ha quindi improntato le modalità di azione della comunità e costruito un’agire comune, una metodologia di rapporto tra Comunità e stati. In secondo luogo, la sua importanza è resa evidente dal peso economico che ha avuto sul bilancio della Comunità, impedendo l’implementazione di altre politiche. Infine, in mancanza di una vera e propria politica estera, la PAC, insieme alla politica commerciale, ha segnato le relazioni esterne della CEE/UE, rendendo particolarmente difficili le importazioni dai paesi terzi, a causa di un vero e proprio muro tariffario. L’alta tariffa esterna comune, introdotta nel 1964, è stata causa di scontri e guerre commerciali con il potente alleato statunitense e di faticose e ineguali relazioni con i paesi in via di sviluppo-PVS, nonché di contrapposizione con la politica di cooperazione allo sviluppo.

La CEE e i paesi in via di sviluppo: le contraddizioni emerse dalla politica agricola (1957-1992)

LASCHI, GIULIANA
2009

Abstract

Le politiche analizzate in prospettiva storica, sono in grado di tracciare non soltanto l’azione della Comunità al suo interno come espressione della composizione delle posizioni nazionali, ma anche di disegnare gli obiettivi internazionali della CEE, pur in mancanza di una vera e propria politica estera. Se le politiche diventano uno strumento analitico fondamentale del processo di integrazione e di costruzione di un ruolo internazionale comunitario, la PAC assume tra queste un’importanza centrale che occorre sottolineare. Ma ancor prima di individuare le varie motivazioni, credo che sia necessario riflettere sull’immagine che la CEE e ha dato di sé a causa della PAC, soprattutto attraverso le continue e crescenti eccedenze sostenute economicamente dalla Comunità che hanno occupato la scena europea dalla fine degli anni Sessanta sino alla fine degli anni Ottanta e oltre, se pur in maniera ridotta. L’immagine di montagne di arance, fiumi e laghi di latte eccedenti, prima sostenuti economicamente dalla Comunità indipendentemente da quantità e qualità e poi distrutti a spese dei cittadini europei, mentre la gran parte degli esseri umani non ha il necessario per nutrirsi, ha sicuramente creato un giudizio severo sulla CEE, difficile da controvertire. Ha completato il quadro il forte sostegno alle esportazioni agricole, che ha prodotto un dumping mortale nei confronti dei prodotti agricoli dei paesi in via di sviluppo, affamandoli. La PAC è stata quindi fondamentale nel dipingere un’immagine grottesca della Comunità, in virtù del ruolo di primo piano che ha avuto nelle sue relazioni esterne, principalmente per tre motivi. In primo luogo è stata la prima politica comunitaria; ha quindi improntato le modalità di azione della comunità e costruito un’agire comune, una metodologia di rapporto tra Comunità e stati. In secondo luogo, la sua importanza è resa evidente dal peso economico che ha avuto sul bilancio della Comunità, impedendo l’implementazione di altre politiche. Infine, in mancanza di una vera e propria politica estera, la PAC, insieme alla politica commerciale, ha segnato le relazioni esterne della CEE/UE, rendendo particolarmente difficili le importazioni dai paesi terzi, a causa di un vero e proprio muro tariffario. L’alta tariffa esterna comune, introdotta nel 1964, è stata causa di scontri e guerre commerciali con il potente alleato statunitense e di faticose e ineguali relazioni con i paesi in via di sviluppo-PVS, nonché di contrapposizione con la politica di cooperazione allo sviluppo.
G Laschi
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