Oltre ad essere una gradevole pianta ornamentale capace di donare ben tre vivaci fioriture in un anno, questa monarda dal profumo agrumato è ricca di un olio essenziale dalle notevoli potenzialità come antimicrobico; inoltre, il suo idrolato potrebbe trovare impiego nel restauro e conservazione dei libri antichi. E' stato allestito un impianto di monarda cedrina: E' stata effettuata la distillazione in corrente di vapore ottenendo sia olio essenziale che idrolato: entrambi sono stati saggiati in laboratorio per verificarne l'attività antimicrobica. L’attività antimicrobica degli oli essenziali di M. citriodora è risultata molto elevata e, in base a quanto riportato in Letteratura, completamente sovrapponibile a quella dell’olio essenziale di Melaleuca alternifolia (tea tree oil-TTO), ritenuto uno fra gli oli essenziali di maggiore attività antimicrobica. I risultati ottenuti permettono di affermare che gli oli essenziali esaminati potrebbero avere importanti applicazioni come antifungini e antibatterici in diversi campi sia medico, sia alimentare, sia in campo ambientale. Inoltre, le analisi comparative quali-quantitative fra due diverse fioriture confermano ancora una volta come la fase fenologica di una pianta influenzi la resa in olio essenziale ed il suo fitocomplesso. La conoscenza di queste modifiche legate alla crescita della pianta agevola indubbiamente un utilizzo “mirato” degli oli essenziali (e degli idrolati). Nel caso proposto, ad esempio, quello ottenuto dalla prima fioritura (più ricco in timolo e carvacrolo) è apparso maggiormente efficace nei confronti delle specie di Candida testate rispetto a quello dalla seconda fioritura (più ricco in γ-terpinene e p-cymene). Con queste ricerche si valorizza anche l’idrolato, prodotto generalmente considerato come scarto nella filiera di produzione degli oli essenziali che, alla luce dei dati ottenuti, non deve essere considerato tale. Grazie infatti alla sua natura idrofila che lo rende più versatile dal punto di vista delle formulazioni ad uso umano e grazie ad una serie di applicazioni innovative ed alternative (come quella potenziale nel settore dei Beni Culturali), la sua valorizzazione può diversificare il gettito dei piccoli produttori, trasformando in valore aggiunto quello che attualmente è un peso produttivo. Lo studio delle proprietà di oli essenziali estratti da piante aromatiche che, come in questo caso, sono meno note all’uso tradizionale, è una grande risorsa per individuare nuovi composti potenzialmente utili nella continua lotta dell’uomo verso le antibiotico-resistenze. Quanto detto permette di inquadrare questa specie di Monarda non soltanto come una bella pianta da giardino, ma anche come un’aromatica dalle mille potenzialità che merita maggiori approfondimenti da parte della Ricerca scientifica.

Applicazioni di olio essenziale e idrolato di Monarda citriodora

BELLARDI, MARIA GRAZIA;MATTARELLI, PAOLA;MODESTO, MONICA MARIANNA;BARBANTI, LORENZO;DI VITO, MAURA
2017

Abstract

Oltre ad essere una gradevole pianta ornamentale capace di donare ben tre vivaci fioriture in un anno, questa monarda dal profumo agrumato è ricca di un olio essenziale dalle notevoli potenzialità come antimicrobico; inoltre, il suo idrolato potrebbe trovare impiego nel restauro e conservazione dei libri antichi. E' stato allestito un impianto di monarda cedrina: E' stata effettuata la distillazione in corrente di vapore ottenendo sia olio essenziale che idrolato: entrambi sono stati saggiati in laboratorio per verificarne l'attività antimicrobica. L’attività antimicrobica degli oli essenziali di M. citriodora è risultata molto elevata e, in base a quanto riportato in Letteratura, completamente sovrapponibile a quella dell’olio essenziale di Melaleuca alternifolia (tea tree oil-TTO), ritenuto uno fra gli oli essenziali di maggiore attività antimicrobica. I risultati ottenuti permettono di affermare che gli oli essenziali esaminati potrebbero avere importanti applicazioni come antifungini e antibatterici in diversi campi sia medico, sia alimentare, sia in campo ambientale. Inoltre, le analisi comparative quali-quantitative fra due diverse fioriture confermano ancora una volta come la fase fenologica di una pianta influenzi la resa in olio essenziale ed il suo fitocomplesso. La conoscenza di queste modifiche legate alla crescita della pianta agevola indubbiamente un utilizzo “mirato” degli oli essenziali (e degli idrolati). Nel caso proposto, ad esempio, quello ottenuto dalla prima fioritura (più ricco in timolo e carvacrolo) è apparso maggiormente efficace nei confronti delle specie di Candida testate rispetto a quello dalla seconda fioritura (più ricco in γ-terpinene e p-cymene). Con queste ricerche si valorizza anche l’idrolato, prodotto generalmente considerato come scarto nella filiera di produzione degli oli essenziali che, alla luce dei dati ottenuti, non deve essere considerato tale. Grazie infatti alla sua natura idrofila che lo rende più versatile dal punto di vista delle formulazioni ad uso umano e grazie ad una serie di applicazioni innovative ed alternative (come quella potenziale nel settore dei Beni Culturali), la sua valorizzazione può diversificare il gettito dei piccoli produttori, trasformando in valore aggiunto quello che attualmente è un peso produttivo. Lo studio delle proprietà di oli essenziali estratti da piante aromatiche che, come in questo caso, sono meno note all’uso tradizionale, è una grande risorsa per individuare nuovi composti potenzialmente utili nella continua lotta dell’uomo verso le antibiotico-resistenze. Quanto detto permette di inquadrare questa specie di Monarda non soltanto come una bella pianta da giardino, ma anche come un’aromatica dalle mille potenzialità che merita maggiori approfondimenti da parte della Ricerca scientifica.
Bellardi, Maria Grazia; Mattarelli, Paola; Monica Modesto; Barbanti, Lorenzo; Michelozzi, Marco; Cencetti, Gabriele; Girolamo, Antonietta; Mondello, Francesca; Sclocchi, Maria Carla; Di Vito, Maura
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