Il contributo illustra le varietà del repertorio utilizzate da Giovanni Nadiani (e la loro voluta interazione, che a volte si spinge fino allo scontro…) nella sua produzione letteraria in lingua italiana, concentrandosi in particolare sul recente volume "Ridente Town. Scritture istantanee", pubblicato a Forlì nel 2013 dalle Edizioni Risguardi. La mano e la penna – stilografica! – di questo autore hanno familiarità con diverse lingue e con numerosi generi testuali; dal punto di vista professionale è ricercatore di Lingua e traduzione tedesca al DIT – Dipartimento di Traduzione e Interpretazione di Forlì dell’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna e traduttore: nel 1999 ha ricevuto il premio “San Gerolamo” per la sua l’attività di traduzione di poeti e narratori tedeschi, neerlandesi e catalani; dal punto di vista letterario scrive poesie in dialetto romagnolo (tradotte anche all’estero), per le quali ha ricevuto i premi “Pascoli” e “Noventa” nel 2006, il premio “Marin” nel 2007 ed il premio “Salva la tua lingua locale” (indetto dall’Unione Nazionale Pro Loco d’Italia) nel 2014; è autore di prose brevi e testi per il cabaret – nell’accezione originaria tedesca… – in italiano ed in dialetto romagnolo, che sono state anche oggetto di numerose performances orali; in collaborazione con il gruppo di “bluejazz” Faxtet ha portato in scena diversi spettacoli di parole-e-musica, ‘congelati’ poi in audio-libri. Il repertorio che utilizza nella sua produzione letteraria parte dal dialetto locale – sua lingua materna, che usa con i compaesani e con la sua audience sub-regionale – per attraversare l’italiano regionale parlato in Romagna (che spesso ama connotare con un intenso ‘aroma’ dialettale) ed il neostandard, ed arrivare infine all’italiano letterario di registro anche estremamente alto e colto, senza peraltro tralasciare le lingue straniere: e l’uso e l’‘abuso’ delle diverse varietà messe in gioco e del loro metissage non sono mai casuali o gratuiti ma sempre sapientemente dosati, a volte in modo semplicemente mimetico – ad es. per rendere la voce del personaggio di cui in quel momento sta mettendo in scena le parole –, ma più spesso con valenza espressiva ed in alcuni casi (anche grazie agli evidentemente voluti scarti di livello) in senso addirittura espressionistico.

Incontri e scontri di varietà nella 'Kurzprosa' di Giovanni Nadiani

MAZZOLENI, MARCO
2016

Abstract

Il contributo illustra le varietà del repertorio utilizzate da Giovanni Nadiani (e la loro voluta interazione, che a volte si spinge fino allo scontro…) nella sua produzione letteraria in lingua italiana, concentrandosi in particolare sul recente volume "Ridente Town. Scritture istantanee", pubblicato a Forlì nel 2013 dalle Edizioni Risguardi. La mano e la penna – stilografica! – di questo autore hanno familiarità con diverse lingue e con numerosi generi testuali; dal punto di vista professionale è ricercatore di Lingua e traduzione tedesca al DIT – Dipartimento di Traduzione e Interpretazione di Forlì dell’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna e traduttore: nel 1999 ha ricevuto il premio “San Gerolamo” per la sua l’attività di traduzione di poeti e narratori tedeschi, neerlandesi e catalani; dal punto di vista letterario scrive poesie in dialetto romagnolo (tradotte anche all’estero), per le quali ha ricevuto i premi “Pascoli” e “Noventa” nel 2006, il premio “Marin” nel 2007 ed il premio “Salva la tua lingua locale” (indetto dall’Unione Nazionale Pro Loco d’Italia) nel 2014; è autore di prose brevi e testi per il cabaret – nell’accezione originaria tedesca… – in italiano ed in dialetto romagnolo, che sono state anche oggetto di numerose performances orali; in collaborazione con il gruppo di “bluejazz” Faxtet ha portato in scena diversi spettacoli di parole-e-musica, ‘congelati’ poi in audio-libri. Il repertorio che utilizza nella sua produzione letteraria parte dal dialetto locale – sua lingua materna, che usa con i compaesani e con la sua audience sub-regionale – per attraversare l’italiano regionale parlato in Romagna (che spesso ama connotare con un intenso ‘aroma’ dialettale) ed il neostandard, ed arrivare infine all’italiano letterario di registro anche estremamente alto e colto, senza peraltro tralasciare le lingue straniere: e l’uso e l’‘abuso’ delle diverse varietà messe in gioco e del loro metissage non sono mai casuali o gratuiti ma sempre sapientemente dosati, a volte in modo semplicemente mimetico – ad es. per rendere la voce del personaggio di cui in quel momento sta mettendo in scena le parole –, ma più spesso con valenza espressiva ed in alcuni casi (anche grazie agli evidentemente voluti scarti di livello) in senso addirittura espressionistico.
La lingua variabile nei testi letterari, artistici e funzionali contemporanei. Analisi, interpretazione, traduzione
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Marco Mazzoleni
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