Introduzione. La valutazione dello SLC necessita di alcune considerazioni metodologiche che fanno riferimento essenzialmente a tre elementi: a) l’impossibilità di fornire delle soglie di misura; b) l’utilizzo di dati soggetti e oggettivi; c) l’utilizzo di dati qualitativi e quantitativi. In risposta a ciò è stato elaborato il metodo StART (Guglielmi et al. 2013), che prevede l’utilizzo di diversi strumenti. Sebbene l’integrazione tra soggettivo e oggettivo sia stata già in parte approfondita (e.g. Panari et al., 2012), un numero più limitato di studi integra metodi qualitativi e quantitativi (e.g. Cortese et al., 2013). Obiettivi e metodi. Obiettivo del presente lavoro è presentare un’applicazione del metodo StART attraverso l’utilizzo dei mixed methods per la valutazione dello SLC in un’azienda della grande distribuzione organizzata. Dapprima sono stati condotti 15 focus group utili sia per la raccolta dati, sia per la predisposizione del questionario compilato successivamente da 740 lavoratori. L’analisi dei focus group è stata effettuata tramite una analisi del contenuto, mentre i questionari sono stati analizzati tramite ANOVA e regressioni logistiche binomiali. Risultati. I focus group hanno messo in luce la presenza di un software utilizzato per la gestione delle attività degli addetti nei negozi. I risultati dei questionari hanno mostrato che i lavoratori la cui organizzazione del lavoro dipendeva da tale software mostravano livelli più elevati di domanda fisica, domanda psicologica, WFC, esaurimento emotivo, workplace phobia e una maggiore probabilità di aver avuto disturbi muscolo scheletrici nei 12 mesi precedenti. Conclusione. Lo studio mette in luce i vantaggi di utilizzare il metodo StART che si avvale di un approccio che integra dati qualitativi e quantitativi per una valutazione più affidabile dei rischi psicosociali. Questo suggerisce che la sola metodologia quantitativa non è in grado di rilevare eventuali fattori di rischio peculiari di un’organizzazione.

APPLICAZIONE DEL METODO START. I VANTAGGI DI UN APPROCCIO INTEGRATO

VIGNOLI, MICHELA;GUGLIELMI, DINA;DEPOLO, MARCO
2014

Abstract

Introduzione. La valutazione dello SLC necessita di alcune considerazioni metodologiche che fanno riferimento essenzialmente a tre elementi: a) l’impossibilità di fornire delle soglie di misura; b) l’utilizzo di dati soggetti e oggettivi; c) l’utilizzo di dati qualitativi e quantitativi. In risposta a ciò è stato elaborato il metodo StART (Guglielmi et al. 2013), che prevede l’utilizzo di diversi strumenti. Sebbene l’integrazione tra soggettivo e oggettivo sia stata già in parte approfondita (e.g. Panari et al., 2012), un numero più limitato di studi integra metodi qualitativi e quantitativi (e.g. Cortese et al., 2013). Obiettivi e metodi. Obiettivo del presente lavoro è presentare un’applicazione del metodo StART attraverso l’utilizzo dei mixed methods per la valutazione dello SLC in un’azienda della grande distribuzione organizzata. Dapprima sono stati condotti 15 focus group utili sia per la raccolta dati, sia per la predisposizione del questionario compilato successivamente da 740 lavoratori. L’analisi dei focus group è stata effettuata tramite una analisi del contenuto, mentre i questionari sono stati analizzati tramite ANOVA e regressioni logistiche binomiali. Risultati. I focus group hanno messo in luce la presenza di un software utilizzato per la gestione delle attività degli addetti nei negozi. I risultati dei questionari hanno mostrato che i lavoratori la cui organizzazione del lavoro dipendeva da tale software mostravano livelli più elevati di domanda fisica, domanda psicologica, WFC, esaurimento emotivo, workplace phobia e una maggiore probabilità di aver avuto disturbi muscolo scheletrici nei 12 mesi precedenti. Conclusione. Lo studio mette in luce i vantaggi di utilizzare il metodo StART che si avvale di un approccio che integra dati qualitativi e quantitativi per una valutazione più affidabile dei rischi psicosociali. Questo suggerisce che la sola metodologia quantitativa non è in grado di rilevare eventuali fattori di rischio peculiari di un’organizzazione.
2014
Fare ricerca in psicologia del lavoro e delle organizzazioni: qualità scientifica e impatto sociale
8
9
Vignoli M; Guglielmi D; Depolo M
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