L’analisi del discorso in classe ha spesso considerato le interazioni tra insegnante e alunni nei termini di una progressione ordinata e diadica di domande, risposte e riprese da parte del docente. Sebbene questo modo di intendere il discorso sia stato fondamentale per la comprensione di alcune delle più comuni routine didattiche, ad esempio quella che vede l’insegnante impegnato a verificare l’acquisizione di conoscenze da parte degli allievi, esso limita l’analisi degli scambi interattivi al docente e un solo alunno alla volta. Questo contributo di ricerca ha l’obiettivo di mostrare che una lente diadica applicata allo studio degli scambi discorsivi in classe è insufficiente a cogliere la complessità dei modi in cui le interazioni tra insegnante e alunni si organizzano: in un episodio discorsivo, infatti, può accadere che interventi inaspettati da parte di un alunno o dello stesso insegnante ri-orientino la sequenza, dando vita a configurazioni interattive complesse. Più in specifico, l’intervento di uno o più terzi attori può ‘interrompere’ l’interazione diadica tra il docente e un allievo funzionando così come un punto di svolta che ridefinisce la configurazione interattiva in atto. Attraverso un’analisi qualitativa del discorso in classi terze di scuola primaria, questo articolo pone al centro della sua indagine diversi esempi di configurazioni interattive complesse. Il corpus dei dati comprende venti videoregistrazioni di attività quotidiane in classe. L’unità di analisi considerata è la sequenza interattiva iniziata dalla domanda dell’insegnante o di un alunno. I dati sono stati elaborati attraverso un sistema di categorie atto a distinguere tra differenti configurazioni interattive almeno triadiche, agite o simboliche. I risultati dello studio mostrano che le forme di partecipazione alle attività quotidiane in classe sono complesse e plurime ed emergono momento per momento dalla successione dei turni di conversazione. Tali configurazioni interattive hanno implicazioni di rilievo in termini di pratiche di insegnamento e processi di apprendimento.

Il discorso in classe: un’analisi delle configurazioni interattive

MAMELI, CONSUELO
2011

Abstract

L’analisi del discorso in classe ha spesso considerato le interazioni tra insegnante e alunni nei termini di una progressione ordinata e diadica di domande, risposte e riprese da parte del docente. Sebbene questo modo di intendere il discorso sia stato fondamentale per la comprensione di alcune delle più comuni routine didattiche, ad esempio quella che vede l’insegnante impegnato a verificare l’acquisizione di conoscenze da parte degli allievi, esso limita l’analisi degli scambi interattivi al docente e un solo alunno alla volta. Questo contributo di ricerca ha l’obiettivo di mostrare che una lente diadica applicata allo studio degli scambi discorsivi in classe è insufficiente a cogliere la complessità dei modi in cui le interazioni tra insegnante e alunni si organizzano: in un episodio discorsivo, infatti, può accadere che interventi inaspettati da parte di un alunno o dello stesso insegnante ri-orientino la sequenza, dando vita a configurazioni interattive complesse. Più in specifico, l’intervento di uno o più terzi attori può ‘interrompere’ l’interazione diadica tra il docente e un allievo funzionando così come un punto di svolta che ridefinisce la configurazione interattiva in atto. Attraverso un’analisi qualitativa del discorso in classi terze di scuola primaria, questo articolo pone al centro della sua indagine diversi esempi di configurazioni interattive complesse. Il corpus dei dati comprende venti videoregistrazioni di attività quotidiane in classe. L’unità di analisi considerata è la sequenza interattiva iniziata dalla domanda dell’insegnante o di un alunno. I dati sono stati elaborati attraverso un sistema di categorie atto a distinguere tra differenti configurazioni interattive almeno triadiche, agite o simboliche. I risultati dello studio mostrano che le forme di partecipazione alle attività quotidiane in classe sono complesse e plurime ed emergono momento per momento dalla successione dei turni di conversazione. Tali configurazioni interattive hanno implicazioni di rilievo in termini di pratiche di insegnamento e processi di apprendimento.
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