Nei paesi europei, la micotossina maggiormente presente negli alimenti è l’ocratossina A (OTA). Dal 1995 la Comunità Economica Europea ha stabilito una cooperazione scientifica per raccogliere dati relativi alla diffusione della micotossina negli alimenti e alla sua possibile trasmissione alla popolazione. Nell’uomo è considerata agente cancerogeno del gruppo 2b (possibili cancerogeni), in particolare dell’apparato urinario. Attualmente la legislazione vigente fa perno sul Regolamento CEE 472/2002, che stabilisce i tenori massimi di ocratossina A in alcuni alimenti per l’uomo, fissandone sia i metodi di campionamento che di analisi. In Italia è vigente anche la circolare 10/1999 che stabilisce i limiti massimi di alcune micotossine come aflatossina B1, M1 e ocratossina A, presenti in diverse matrici alimentari. Negli animali l’OTA può essere responsabile di riduzione dell’accrescimento e delle produzioni zootecniche. Può inoltre essere causa di patologie croniche, che esitano in anemia e leucopenia, e di patologie acute quali nefropatie e leucemie. In mancanza di dati precisi sulla trasmissione dell’OTA nelle uova e sull’effetto della micotossina su alcuni parametri produttivi e sulla qualità dell’uovo, è stata svolta una indagine su 84 galline ovaiole suddivise in 4 gruppi. I gruppi erano composti da un gruppo di controllo, da due gruppi alimentati con diete contenenti 0.2 ppm di OTA in presenza o meno dello 0.2% di glucomannano esterificati (EGM), utilizzato quale possibile adsorbente di micotossine, e infine da un ultimo gruppo nelle cui diete erano presenti solo gli EGM. Durante la prova sperimentale non si è evidenziato alcun effetto clinico riconducibile alla contaminazione della dieta con ocratossina. Variazioni sono state osservate su alcuni parametri qualitativi delle uova: l’indice di Haugh e il pH dell’albume si sono dimostrati peggiori nel gruppo intossicato rispetto agli altri. Nel gruppo alimentato con dieta contenente sia OTA che EGM si è osservata una variazione dei rapporti tra le componenti dell’uovo, con aumento della percentuale del tuorlo e diminuzione di quella del guscio, e infine una riduzione dello spessore del guscio. Per quanto concerne i parametri ematici non si sono riscontrate differenze tra i gruppi.

Ocratossina A ed EGM nella dieta per galline ovaiole: qualità dell'uovo e parametri ematici

SIMIOLI, MARCO;RIZZI, LAURA;ZAGHINI, ANNA;PAGANELLI, RICCARDO;ALTAFINI, ALBERTO
2004

Abstract

Nei paesi europei, la micotossina maggiormente presente negli alimenti è l’ocratossina A (OTA). Dal 1995 la Comunità Economica Europea ha stabilito una cooperazione scientifica per raccogliere dati relativi alla diffusione della micotossina negli alimenti e alla sua possibile trasmissione alla popolazione. Nell’uomo è considerata agente cancerogeno del gruppo 2b (possibili cancerogeni), in particolare dell’apparato urinario. Attualmente la legislazione vigente fa perno sul Regolamento CEE 472/2002, che stabilisce i tenori massimi di ocratossina A in alcuni alimenti per l’uomo, fissandone sia i metodi di campionamento che di analisi. In Italia è vigente anche la circolare 10/1999 che stabilisce i limiti massimi di alcune micotossine come aflatossina B1, M1 e ocratossina A, presenti in diverse matrici alimentari. Negli animali l’OTA può essere responsabile di riduzione dell’accrescimento e delle produzioni zootecniche. Può inoltre essere causa di patologie croniche, che esitano in anemia e leucopenia, e di patologie acute quali nefropatie e leucemie. In mancanza di dati precisi sulla trasmissione dell’OTA nelle uova e sull’effetto della micotossina su alcuni parametri produttivi e sulla qualità dell’uovo, è stata svolta una indagine su 84 galline ovaiole suddivise in 4 gruppi. I gruppi erano composti da un gruppo di controllo, da due gruppi alimentati con diete contenenti 0.2 ppm di OTA in presenza o meno dello 0.2% di glucomannano esterificati (EGM), utilizzato quale possibile adsorbente di micotossine, e infine da un ultimo gruppo nelle cui diete erano presenti solo gli EGM. Durante la prova sperimentale non si è evidenziato alcun effetto clinico riconducibile alla contaminazione della dieta con ocratossina. Variazioni sono state osservate su alcuni parametri qualitativi delle uova: l’indice di Haugh e il pH dell’albume si sono dimostrati peggiori nel gruppo intossicato rispetto agli altri. Nel gruppo alimentato con dieta contenente sia OTA che EGM si è osservata una variazione dei rapporti tra le componenti dell’uovo, con aumento della percentuale del tuorlo e diminuzione di quella del guscio, e infine una riduzione dello spessore del guscio. Per quanto concerne i parametri ematici non si sono riscontrate differenze tra i gruppi.
Parliamo di...nuove normative in campo zootecnico
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SIMIOLI M.; RIZZI L.; ZAGHINI A.; PAGANELLI R.; ALTAFINI A.
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