INTRODUZIONE E OBIETTIVI: Il neuroblastoma è una neoplasia pediatrica molto aggressiva in cui l’amplificazione dell’oncogene N-myc - associata al 25% dei casi - è indicativa di prognosi infausta. La sola espressione di N-myc umano nelle surrenali induce la formazione di neuroblastomi in topi transgenici, suggerendone un ruolo critico nella patogenesi di questa neoplasia. Studi in vitro mostrano che la sovraespressione di N-myc porta a un aumento del potenziale metastatico; evidenza che correla col comportamento maligno dei tumori pediatrici con amplificazione di N-myc. Abbiamo precedentemente dimostrato che un acido peptidico-nucleico (PNA) anti-N-myc è in grado di inibire selettivamente l’espressione di questo oncogene in linee cellulari di neuroblastoma, con conseguenti riduzione della vitalità fino all’80-90% e ripristino dell’accumulo di cellule in G1. L’obiettivo del nostro progetto è lo studio preliminare dell’efficacia di questa terapia in vivo, attraverso l’utilizzo di un semplice e innovativo modello transgenico. METODI: Drosophila è un modello genetico semplice e affidabile nel cui genoma sono presenti gli omologhi funzionali di molti geni umani correlati al cancro, tra cui l’omologo di c-myc. Noi abbiamo inserito nel genoma di Drosophila la sequenza codificante dell’oncogene N-myc umano; la sua espressione attraverso un sistema binario inducibile sarà quantificata prima e dopo somministrazione di differenti dosi di PNA anti-N-myc, valutando così per la prima volta l’efficacia in vivo di questa terapia anti-gene. RISULTATI: Dopo l’ottenimento delle linee transgeniche, abbiamo iniziato la caratterizzazione dei promotori che utilizzeremo per fare esprimere l’oncogene N-myc nelle diverse popolazioni di derivazione neuroectodermica. Tali promotori erano stati da noi precedentemente selezionati in uno screening di fenotipi da sovraespressione di c-myc1. CONCLUSIONI: La valutazione dell’efficacia di una terapia anti-gene PNA-mediata in un organismo geneticamente flessibile come Drosophila, per il quale esistono strumenti analitici estremamente potenti e raffinati, consentirà di ottenere, in tempi brevi e a costi estremamente contenuti, una mole di dati che, anche se preliminari, saranno di grande aiuto nella selezione di tipologie di analisi più mirate nei modelli superiori.

Un modello in vivo per la valutazione della terapia anti-gene PNA-mediata nel neuroblastoma e altre patologie oncologiche con sovraespressione di N-myc.

GRIFONI, DANIELA;GAROIA, FLAVIO;PESSION, ANDREA;TONELLI, ROBERTO;PARISI, FEDERICA;CAVICCHI, SANDRO;PESSION, ANNALISA
2005

Abstract

INTRODUZIONE E OBIETTIVI: Il neuroblastoma è una neoplasia pediatrica molto aggressiva in cui l’amplificazione dell’oncogene N-myc - associata al 25% dei casi - è indicativa di prognosi infausta. La sola espressione di N-myc umano nelle surrenali induce la formazione di neuroblastomi in topi transgenici, suggerendone un ruolo critico nella patogenesi di questa neoplasia. Studi in vitro mostrano che la sovraespressione di N-myc porta a un aumento del potenziale metastatico; evidenza che correla col comportamento maligno dei tumori pediatrici con amplificazione di N-myc. Abbiamo precedentemente dimostrato che un acido peptidico-nucleico (PNA) anti-N-myc è in grado di inibire selettivamente l’espressione di questo oncogene in linee cellulari di neuroblastoma, con conseguenti riduzione della vitalità fino all’80-90% e ripristino dell’accumulo di cellule in G1. L’obiettivo del nostro progetto è lo studio preliminare dell’efficacia di questa terapia in vivo, attraverso l’utilizzo di un semplice e innovativo modello transgenico. METODI: Drosophila è un modello genetico semplice e affidabile nel cui genoma sono presenti gli omologhi funzionali di molti geni umani correlati al cancro, tra cui l’omologo di c-myc. Noi abbiamo inserito nel genoma di Drosophila la sequenza codificante dell’oncogene N-myc umano; la sua espressione attraverso un sistema binario inducibile sarà quantificata prima e dopo somministrazione di differenti dosi di PNA anti-N-myc, valutando così per la prima volta l’efficacia in vivo di questa terapia anti-gene. RISULTATI: Dopo l’ottenimento delle linee transgeniche, abbiamo iniziato la caratterizzazione dei promotori che utilizzeremo per fare esprimere l’oncogene N-myc nelle diverse popolazioni di derivazione neuroectodermica. Tali promotori erano stati da noi precedentemente selezionati in uno screening di fenotipi da sovraespressione di c-myc1. CONCLUSIONI: La valutazione dell’efficacia di una terapia anti-gene PNA-mediata in un organismo geneticamente flessibile come Drosophila, per il quale esistono strumenti analitici estremamente potenti e raffinati, consentirà di ottenere, in tempi brevi e a costi estremamente contenuti, una mole di dati che, anche se preliminari, saranno di grande aiuto nella selezione di tipologie di analisi più mirate nei modelli superiori.
Haematologica, Volume 90, Supplement no. 4
186
186
Grifoni D.; Garoia F.; Pession A.; Tonelli R.; Parisi F.; Cavicchi S.; Pession A.
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