Introduzione. Nonostante il tasso di mortalità infantile (MI) in Italia sia tra i più bassi d’Europa, continua a persistere un significativo divario tra i tassi delle Regioni delNord e quelle del Sud. Obiettivi. 1) Analizzare le disparità geografiche Nord-Sud della MI in Italia dal 1990 al 2007; 2) confrontare la variabilità mdei tassi regionali di Italia, Francia, Spagna, Inghilterra e Germania; 3) analizzare la correlazione tra tassi diMI delle Regioni italiane e alcuni indicatori socioeconomici. Metodi. Sono stati calcolati i tassi triennali dal 1990 al 2007 utilizzando i dati di “Health for all” (HFA) e misurato le disparità geografiche in termini assoluti (gap assoluto=tasso MI Mezzogiorno - tassoMI Nord) e relativi (gap relativo=tassoMI Mezzogiorno-tasso MI Nord/tasso MI Nord × 100). Sono state confrontate le mediane e le differenze interquartili dei tassi regionali di Italia (Istat, 2008), Francia (INSEE, 2009); Spagna (INE, 2008); Inghilterra (Office for National statistics, 2008) e Germania (GBE-BUND, 2009 ). E’ stato condotto uno studio ecologico con dati aggregati regionali min cui, con un modello di regressione multivariata, è stata testata la relazione tra tassi di MI e alcuni indicatori socioeconomici: reddito assoluto (reddito medio familiare), ri distribuzione del reddito (indice di Gini), percentuale di donne con titolo universitario e tasso di disoccupazione femminile. Risultati. Dal 1990 al 2007 in Italia si è registrata una riduzione delle disparità tra il Mezzogiorno (Sud e Isole) e il Nord, in termini sia assoluti sia relativi. Nonostante questo importante risultato vi è ancora, nei dati più recenti (2005- 2007), un eccesso assoluto di mortalità infantile nel Mezzogiorno rispetto al Nord di 0.83 casi/1 000 e relativo del 26%. Nel confronto con altri Paesi europei, l’Italia presenta il tasso mediano più basso ma la variabilità interregionale più elevata. I risultati dello studio ecologico mostrano come sia l’indice di Gini (β=0.141; p <0.05) sia il reddito medio familiare (β=-0.066; p <0.01), a differenza degli altri indicatori socioeconomici considerati, sono associati alle variazioni regionali dei tassi di MI. Conclusioni. Nonostante il tasso diMI in Italia sia migliorato in maniera significativa negli ultimi anni e raggiunga livelli di eccellenza anche rispetto ad altri Paesi europei, permangono disparità geografiche che, seppure in riduzione, rappresentano una delle più gravi disuguaglianze che tuttora persistono nel nostro Paese. I risultati dello studio ecologico mostrano come sia il reddito medio familiare sia la redistribuzione del reddito (indice di Gini) siano determinanti indipendenti e significativi della variabilità interregionale. Secondo gli studi di Wilkinson, nei Paesi più avanzati che hanno realizzato quella che viene definita “transizione epidemiologica”, solo la redistribuzione della ricchezza, e non il reddito medio, correla con gli indicatori di salute. Il nostro risultato, in linea con un recente studio condotto negli Stati Uniti (Olson ME, 2010), sembra suggerire come l’Italia (al pari degli USA) non abbia ancora raggiunto, per l’indicatore “mortalità infantile”, il livello di maturazione socioeconomica e di sviluppo complessivo di altri Paesi avanzati.

Le differenze geografiche della mortalità infantile in Italia. Determinanti socioeconomici e confronto con altri paesi europei.

DALLOLIO, LAURA;FRANCHINO, GIUSEPPE;DI GREGORI, VALENTINA;LENZI, JACOPO;PIERI, GIULIA;RAINERI, CRISTINA;FANTINI, MARIA PIA
2011

Abstract

Introduzione. Nonostante il tasso di mortalità infantile (MI) in Italia sia tra i più bassi d’Europa, continua a persistere un significativo divario tra i tassi delle Regioni delNord e quelle del Sud. Obiettivi. 1) Analizzare le disparità geografiche Nord-Sud della MI in Italia dal 1990 al 2007; 2) confrontare la variabilità mdei tassi regionali di Italia, Francia, Spagna, Inghilterra e Germania; 3) analizzare la correlazione tra tassi diMI delle Regioni italiane e alcuni indicatori socioeconomici. Metodi. Sono stati calcolati i tassi triennali dal 1990 al 2007 utilizzando i dati di “Health for all” (HFA) e misurato le disparità geografiche in termini assoluti (gap assoluto=tasso MI Mezzogiorno - tassoMI Nord) e relativi (gap relativo=tassoMI Mezzogiorno-tasso MI Nord/tasso MI Nord × 100). Sono state confrontate le mediane e le differenze interquartili dei tassi regionali di Italia (Istat, 2008), Francia (INSEE, 2009); Spagna (INE, 2008); Inghilterra (Office for National statistics, 2008) e Germania (GBE-BUND, 2009 ). E’ stato condotto uno studio ecologico con dati aggregati regionali min cui, con un modello di regressione multivariata, è stata testata la relazione tra tassi di MI e alcuni indicatori socioeconomici: reddito assoluto (reddito medio familiare), ri distribuzione del reddito (indice di Gini), percentuale di donne con titolo universitario e tasso di disoccupazione femminile. Risultati. Dal 1990 al 2007 in Italia si è registrata una riduzione delle disparità tra il Mezzogiorno (Sud e Isole) e il Nord, in termini sia assoluti sia relativi. Nonostante questo importante risultato vi è ancora, nei dati più recenti (2005- 2007), un eccesso assoluto di mortalità infantile nel Mezzogiorno rispetto al Nord di 0.83 casi/1 000 e relativo del 26%. Nel confronto con altri Paesi europei, l’Italia presenta il tasso mediano più basso ma la variabilità interregionale più elevata. I risultati dello studio ecologico mostrano come sia l’indice di Gini (β=0.141; p <0.05) sia il reddito medio familiare (β=-0.066; p <0.01), a differenza degli altri indicatori socioeconomici considerati, sono associati alle variazioni regionali dei tassi di MI. Conclusioni. Nonostante il tasso diMI in Italia sia migliorato in maniera significativa negli ultimi anni e raggiunga livelli di eccellenza anche rispetto ad altri Paesi europei, permangono disparità geografiche che, seppure in riduzione, rappresentano una delle più gravi disuguaglianze che tuttora persistono nel nostro Paese. I risultati dello studio ecologico mostrano come sia il reddito medio familiare sia la redistribuzione del reddito (indice di Gini) siano determinanti indipendenti e significativi della variabilità interregionale. Secondo gli studi di Wilkinson, nei Paesi più avanzati che hanno realizzato quella che viene definita “transizione epidemiologica”, solo la redistribuzione della ricchezza, e non il reddito medio, correla con gli indicatori di salute. Il nostro risultato, in linea con un recente studio condotto negli Stati Uniti (Olson ME, 2010), sembra suggerire come l’Italia (al pari degli USA) non abbia ancora raggiunto, per l’indicatore “mortalità infantile”, il livello di maturazione socioeconomica e di sviluppo complessivo di altri Paesi avanzati.
Atti del XXXV Congresso Annuale AIE
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92
Dallolio L.; Franchino G.; Di Gregori V.; Lenzi J.; Pieri G.; Raineri C.; Bruzzone S.; Mignolli N.; Fantini M.P.
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