Una spinta fondamentale allo sviluppo di energia prodotta da fonti rinnovabili è arrivata in seguito al Protocollo di Kyoto, per il quale tutti i Paesi firmatari, si sono impegnati a sviluppare nuove tecnologie che prevedano l’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili, sia per contenere il consumo di combustibili fossili, sia per ridurre le emissioni inquinanti in atmosfera, che sono tra le cause principali delle alterazioni climatiche. A rafforzare l’interesse ha contribuito il “piano d’azione energetico dell’Unione Europea”, approvato nel dicembre 2008, che ha fissato alcuni obiettivi in materia di efficienza, di contenimento dell’inquinamento e di fonti alternative rinnovabili da raggiungere entro il 2020: è l’ormai noto piano UE 20-20-20, in cui si pone l’obiettivo di aumentare l’efficienza energetica del 20%, di contenere le emissioni del 20% e di produrre energia rinnovabile per una quota del 20% sul totale di energia consumata. In tale propositiva spinta verso la sostenibilità dei processi, tuttavia, compaiono alcune ombre legate principalmente al problema che gli impianti destinati a produrre energia hanno spesso tempi di vita nell’ordine di alcune decine di anni e gli incentivi pubblici sono determinanti per il ritorno del capitale in tempi ragionevoli. Prevedere oggi quale sarà il risultato economico nel lungo periodo (soprattutto a causa di variabili quali l’inflazione, il tasso di sconto, gli incentivi pubblici, i costi dei combustibili, ecc.) è molto difficile, soprattutto in relazione ai problemi ambientali e di approvvigionamento energetico da fonti fossili tradizionali; tra tutti è importante porre in rilievo l’andamento del prezzo del petrolio e del gas, soggetto ad una dinamica altalenante spesso collegata ad eventi speculativi, di crisi politiche internazionali, di eventi bellicosi ed altro. L’impostazione del presente lavoro di ricerca si basa su tali considerazioni di carattere generale, ipotizzando che, in relazione agli obiettivi sottoscritti a livello internazionale per la tutela dell’ambiente e la promozione delle fonti energetiche alternative, il sostegno pubblico (ad esempio, attraverso i certificati verdi e le tariffe incentivanti) è necessario e, per il momento, insostituibile, in relazione ai costi di produzione dell’unità di energia per molte delle filiere di processo. Per tali considerazioni, è sembrato utile per una migliore conoscenza del problema, fornire un preliminare quadro di riferimento sulle principali fonti e tecnologie a disposizione per la produzione di energia rinnovabile. In una prima parte dello studio, saranno poste a confronto alcune delle filiere più interessanti, seguendo due approcci di stima: uno di tipo monetario, al fine di attribuire un costo unitario di produzione espresso in euro/kWh (i dati sono tratti dalla più recente bibliografia in materia); il secondo di tipo fisico, attraverso l’elaborazione dell’indice EROEI, che ha l’obiettivo principale di eseguire il bilancio tra energia prodotta e consumata dal processo. Nella seconda parte, gli approfondimenti del lavoro evidenzieranno prospettive e criticità dell’installazione di impianti per la produzione di energia idroelettrica di piccole dimensioni; i temi trattati riguarderanno, in più contributi ospitati in questa rivista, aspetti normativi, tecnici ed economici.

Il microidroelettrico per la produzione di energia rinnovabile

CASTELLINI, ALESSANDRA;RAGAZZONI, ALESSANDRO
2011

Abstract

Una spinta fondamentale allo sviluppo di energia prodotta da fonti rinnovabili è arrivata in seguito al Protocollo di Kyoto, per il quale tutti i Paesi firmatari, si sono impegnati a sviluppare nuove tecnologie che prevedano l’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili, sia per contenere il consumo di combustibili fossili, sia per ridurre le emissioni inquinanti in atmosfera, che sono tra le cause principali delle alterazioni climatiche. A rafforzare l’interesse ha contribuito il “piano d’azione energetico dell’Unione Europea”, approvato nel dicembre 2008, che ha fissato alcuni obiettivi in materia di efficienza, di contenimento dell’inquinamento e di fonti alternative rinnovabili da raggiungere entro il 2020: è l’ormai noto piano UE 20-20-20, in cui si pone l’obiettivo di aumentare l’efficienza energetica del 20%, di contenere le emissioni del 20% e di produrre energia rinnovabile per una quota del 20% sul totale di energia consumata. In tale propositiva spinta verso la sostenibilità dei processi, tuttavia, compaiono alcune ombre legate principalmente al problema che gli impianti destinati a produrre energia hanno spesso tempi di vita nell’ordine di alcune decine di anni e gli incentivi pubblici sono determinanti per il ritorno del capitale in tempi ragionevoli. Prevedere oggi quale sarà il risultato economico nel lungo periodo (soprattutto a causa di variabili quali l’inflazione, il tasso di sconto, gli incentivi pubblici, i costi dei combustibili, ecc.) è molto difficile, soprattutto in relazione ai problemi ambientali e di approvvigionamento energetico da fonti fossili tradizionali; tra tutti è importante porre in rilievo l’andamento del prezzo del petrolio e del gas, soggetto ad una dinamica altalenante spesso collegata ad eventi speculativi, di crisi politiche internazionali, di eventi bellicosi ed altro. L’impostazione del presente lavoro di ricerca si basa su tali considerazioni di carattere generale, ipotizzando che, in relazione agli obiettivi sottoscritti a livello internazionale per la tutela dell’ambiente e la promozione delle fonti energetiche alternative, il sostegno pubblico (ad esempio, attraverso i certificati verdi e le tariffe incentivanti) è necessario e, per il momento, insostituibile, in relazione ai costi di produzione dell’unità di energia per molte delle filiere di processo. Per tali considerazioni, è sembrato utile per una migliore conoscenza del problema, fornire un preliminare quadro di riferimento sulle principali fonti e tecnologie a disposizione per la produzione di energia rinnovabile. In una prima parte dello studio, saranno poste a confronto alcune delle filiere più interessanti, seguendo due approcci di stima: uno di tipo monetario, al fine di attribuire un costo unitario di produzione espresso in euro/kWh (i dati sono tratti dalla più recente bibliografia in materia); il secondo di tipo fisico, attraverso l’elaborazione dell’indice EROEI, che ha l’obiettivo principale di eseguire il bilancio tra energia prodotta e consumata dal processo. Nella seconda parte, gli approfondimenti del lavoro evidenzieranno prospettive e criticità dell’installazione di impianti per la produzione di energia idroelettrica di piccole dimensioni; i temi trattati riguarderanno, in più contributi ospitati in questa rivista, aspetti normativi, tecnici ed economici.
2011
D. Banzato; A. Castellini; A. Ragazzoni
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