L'articolo affronta il problema delle concezioni circa il tema della valutazione presenti in educatrici dei nidi d'infanzia di Bologna, sia a gestione pubblica che privata. Dopo una presentazione teorica dei concetti che stanno alla base della valutazione a sostegno dei bambini, si passano in rassegna le concezioni circa gli usi e le funzioni della valutazione nel contesto porfessionale, attraverso l'analisi di 28 interviste rivolte ad altrettante educatrici di nido d'infanzia del territorio bolognese. Gli esiti mostrano come la valutazione sia oggetto di misconcezioni e non sia alla base dell'agire professionale di molte delle educatrici intervistate. Esse inoltre concepiscono la valutazione come uno veicolo di classificazione dei bambini e non come uno strumento di automonitoraggio del proprio operato e di potenziamento delle risorse dei bambini e delle loro opportunità di crescita in un contesto intenzionalmetne educativo, quale dovrebbe essere il nido d'infanzia. Le prassi valutative, quando presenti alla consapevolezza delle intervistate, risultano principalmente orientate ad un tipo di valutazione non formale, ovvero condotta in modo estemporaneo e affidata prevalentemente al confronto orale senza la guida di criteri predefiniti a monte. Da ciò deriva il rischio che valutazioni così condotte portino ad incrementare luoghi comuni e categorizzazioni non fondate su evidenze empiriche sistematicamente raccolte, allontanando così il processo valutativo dal carattere di rigore che dovrebbe contraddistinguere ogni disciplina scientifica.

"La valutazione al nido non esiste". Un'indagine empirica tra le educatrici di Bologna

TRUFFELLI, ELISA
2011

Abstract

L'articolo affronta il problema delle concezioni circa il tema della valutazione presenti in educatrici dei nidi d'infanzia di Bologna, sia a gestione pubblica che privata. Dopo una presentazione teorica dei concetti che stanno alla base della valutazione a sostegno dei bambini, si passano in rassegna le concezioni circa gli usi e le funzioni della valutazione nel contesto porfessionale, attraverso l'analisi di 28 interviste rivolte ad altrettante educatrici di nido d'infanzia del territorio bolognese. Gli esiti mostrano come la valutazione sia oggetto di misconcezioni e non sia alla base dell'agire professionale di molte delle educatrici intervistate. Esse inoltre concepiscono la valutazione come uno veicolo di classificazione dei bambini e non come uno strumento di automonitoraggio del proprio operato e di potenziamento delle risorse dei bambini e delle loro opportunità di crescita in un contesto intenzionalmetne educativo, quale dovrebbe essere il nido d'infanzia. Le prassi valutative, quando presenti alla consapevolezza delle intervistate, risultano principalmente orientate ad un tipo di valutazione non formale, ovvero condotta in modo estemporaneo e affidata prevalentemente al confronto orale senza la guida di criteri predefiniti a monte. Da ciò deriva il rischio che valutazioni così condotte portino ad incrementare luoghi comuni e categorizzazioni non fondate su evidenze empiriche sistematicamente raccolte, allontanando così il processo valutativo dal carattere di rigore che dovrebbe contraddistinguere ogni disciplina scientifica.
2011
Truffelli E.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11585/113137
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