Una delle sorprese provenienti dall’Africa, parafrasando il detto greco ripreso da Plinio il Vecchio nella sua Naturalis Historia -ex Africa semper aliquid novi- è rappresentata dalle nuove città di fondazione. Un’utopia pulviscolare calviniana dove le città sono visibili, e non nascondono un’invisibile identità. Esse rappresentano sé stesse senza pretendere di raccontare alcuna realtà specifica. Sono entità ontologicamente disconnesse dal contesto, alle quali sembrano fondarsi per ragioni fisico-strutturali e speculative, distanti dal vero concetto di genius loci. La sorpresa, dunque, non risiede nella novità, ma nel vedere costruiti modelli avulsi dal contesto e incapaci di esprimere una storia ovvero di esserne parte, dandole forma e costruendola.
Michieletto, M. (2024). L’utopia diffusa delle nuove città visibili. Cidade Kilamba, un modello dello sviluppo urbano in Angola. RASSEGNA DI ARCHITETTURA E URBANISTICA, 173, 85-92.
L’utopia diffusa delle nuove città visibili. Cidade Kilamba, un modello dello sviluppo urbano in Angola
MICHIELETTO M
Primo
Writing – Original Draft Preparation
2024
Abstract
Una delle sorprese provenienti dall’Africa, parafrasando il detto greco ripreso da Plinio il Vecchio nella sua Naturalis Historia -ex Africa semper aliquid novi- è rappresentata dalle nuove città di fondazione. Un’utopia pulviscolare calviniana dove le città sono visibili, e non nascondono un’invisibile identità. Esse rappresentano sé stesse senza pretendere di raccontare alcuna realtà specifica. Sono entità ontologicamente disconnesse dal contesto, alle quali sembrano fondarsi per ragioni fisico-strutturali e speculative, distanti dal vero concetto di genius loci. La sorpresa, dunque, non risiede nella novità, ma nel vedere costruiti modelli avulsi dal contesto e incapaci di esprimere una storia ovvero di esserne parte, dandole forma e costruendola.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.



