Il contributo esamina la pronuncia del Consiglio di Stato, sez. V, 3 maggio 2025, n. 3721, con la quale il giudice di appello risolve una rilevante questione di teoria delle fonti nel sistema del D.lgs. 31 marzo 2023, n. 36 (Codice dei contratti pubblici): il rapporto normativo tra le disposizioni dell'articolato e gli allegati al Codice, in presenza di un'antinomia interna.Il Consiglio di Stato afferma che gli allegati al Codice dei contratti pubblici partecipano della medesima forza normativa primaria delle disposizioni codicistiche, costituendo con queste un unico corpo legislativo; ne discende l'impossibilità di risolvere i conflitti interni mediante il criterio gerarchico. Il contrasto tra l'art. 103 del Codice – relativo ai requisiti di partecipazione nelle procedure per lavori di rilevante importo – e l'art. 2, comma 6, dell'Allegato II.12 deve essere quindi composto attraverso il criterio di specialità, che conduce alla prevalenza dell'art. 103, norma settoriale e specifica, integrata dal principio del favor partecipationis quale canone fondamentale della materia. La pronuncia chiarisce altresì che il D.lgs. 31 dicembre 2024, n. 209 (Correttivo), che ha risolto l'antinomia in senso opposto a favore dell'Allegato, ha natura costitutiva e non interpretativa, con conseguente esclusione di effetti retroattivi.Il commento approfondisce il fondamento sistematico della soluzione adottata dal Consiglio di Stato, ricostruendo l'architettura delle fonti del Codice autoesecutivo del 2023, il meccanismo di cedevolezza degli allegati e la delegificazione programmata di cui all'art. 226-bis introdotto dal Correttivo. Si evidenzia come la parificazione tra articolato e allegati sia coerente con la scelta legislativa di superare la frammentazione del sistema previgente fondato sulle Linee guida ANAC, e come essa vincoli le stazioni appaltanti a trattare entrambe le componenti del Codice come fonti primarie non liberamente modulabili dalla lex specialis di gara.
Roversi Monaco, M.G. (2026). Allegati al codice dei contratti pubblici e criteri di soluzione delle antinomie: parità di rango e specialità nella giurisprudenza del Consiglio di Stato. NUOVA RIVISTA TRIMESTRALE DEGLI APPALTI, 2, 139-147.
Allegati al codice dei contratti pubblici e criteri di soluzione delle antinomie: parità di rango e specialità nella giurisprudenza del Consiglio di Stato
maria giulia roversi monaco
2026
Abstract
Il contributo esamina la pronuncia del Consiglio di Stato, sez. V, 3 maggio 2025, n. 3721, con la quale il giudice di appello risolve una rilevante questione di teoria delle fonti nel sistema del D.lgs. 31 marzo 2023, n. 36 (Codice dei contratti pubblici): il rapporto normativo tra le disposizioni dell'articolato e gli allegati al Codice, in presenza di un'antinomia interna.Il Consiglio di Stato afferma che gli allegati al Codice dei contratti pubblici partecipano della medesima forza normativa primaria delle disposizioni codicistiche, costituendo con queste un unico corpo legislativo; ne discende l'impossibilità di risolvere i conflitti interni mediante il criterio gerarchico. Il contrasto tra l'art. 103 del Codice – relativo ai requisiti di partecipazione nelle procedure per lavori di rilevante importo – e l'art. 2, comma 6, dell'Allegato II.12 deve essere quindi composto attraverso il criterio di specialità, che conduce alla prevalenza dell'art. 103, norma settoriale e specifica, integrata dal principio del favor partecipationis quale canone fondamentale della materia. La pronuncia chiarisce altresì che il D.lgs. 31 dicembre 2024, n. 209 (Correttivo), che ha risolto l'antinomia in senso opposto a favore dell'Allegato, ha natura costitutiva e non interpretativa, con conseguente esclusione di effetti retroattivi.Il commento approfondisce il fondamento sistematico della soluzione adottata dal Consiglio di Stato, ricostruendo l'architettura delle fonti del Codice autoesecutivo del 2023, il meccanismo di cedevolezza degli allegati e la delegificazione programmata di cui all'art. 226-bis introdotto dal Correttivo. Si evidenzia come la parificazione tra articolato e allegati sia coerente con la scelta legislativa di superare la frammentazione del sistema previgente fondato sulle Linee guida ANAC, e come essa vincoli le stazioni appaltanti a trattare entrambe le componenti del Codice come fonti primarie non liberamente modulabili dalla lex specialis di gara.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.



