Con la sentenza n. 93/2025 la Corte costituzionale ha dichiarato l’illegittimità del- l’art. 70, co. 1, del d.p.r. n. 633/1972 nella parte in cui, rinviando alle sanzioni doga- nali, non escludeva la confisca dell’oggetto dell’illecito relativo all’IVA all’importa- zione anche in caso di integrale pagamento del tributo, degli interessi e della sanzione pecuniaria. La Corte ravvisa una sproporzione “ordinale” nel cumulo tra confisca obbligatoria, san- zioni pecuniarie, e obbligazione tributaria rispetto sia al regime dei dazi (art. 124 CDU) sia alla disciplina dell’IVA interna (art. 12 bis, d.lgs. n. 74/2000), dove la confisca è evita- bile in caso di pagamento del tributo, degli interessi e delle sanzioni pecuniarie. Con la manipolazione normativa compiuta dalla Corte non viene eliminata in radice la confisca, ma ne viene condizionata l’operatività al mancato pagamento, configurandola come mi- sura a prevalente funzione di garanzia. La nota sviluppa una lettura critica della decisione, mettendo in discussione la compara- zione tra diversi regimi sanzionatori e la qualificazione della sproporzione come “ordi- nale” anziché “cardinale”. Si evidenziano inoltre possibili tensioni con il diritto doganale unionale e le criticità applicative derivanti da una confisca “a natura variabile”, anche alla luce delle successive modifiche normative.
D'Angelo, G. (2026). La Corte costituzionale e la confisca per l’IVA all’importazione. Critica delle sproporzione “ordinale”, modifiche normative indotte e persistenti dubbi di proporzionalità “cardinale". RIVISTA TRIMESTRALE DI DIRITTO TRIBUTARIO, 2026(1), 190-206.
La Corte costituzionale e la confisca per l’IVA all’importazione. Critica delle sproporzione “ordinale”, modifiche normative indotte e persistenti dubbi di proporzionalità “cardinale"
Giangiacomo d'angelo
2026
Abstract
Con la sentenza n. 93/2025 la Corte costituzionale ha dichiarato l’illegittimità del- l’art. 70, co. 1, del d.p.r. n. 633/1972 nella parte in cui, rinviando alle sanzioni doga- nali, non escludeva la confisca dell’oggetto dell’illecito relativo all’IVA all’importa- zione anche in caso di integrale pagamento del tributo, degli interessi e della sanzione pecuniaria. La Corte ravvisa una sproporzione “ordinale” nel cumulo tra confisca obbligatoria, san- zioni pecuniarie, e obbligazione tributaria rispetto sia al regime dei dazi (art. 124 CDU) sia alla disciplina dell’IVA interna (art. 12 bis, d.lgs. n. 74/2000), dove la confisca è evita- bile in caso di pagamento del tributo, degli interessi e delle sanzioni pecuniarie. Con la manipolazione normativa compiuta dalla Corte non viene eliminata in radice la confisca, ma ne viene condizionata l’operatività al mancato pagamento, configurandola come mi- sura a prevalente funzione di garanzia. La nota sviluppa una lettura critica della decisione, mettendo in discussione la compara- zione tra diversi regimi sanzionatori e la qualificazione della sproporzione come “ordi- nale” anziché “cardinale”. Si evidenziano inoltre possibili tensioni con il diritto doganale unionale e le criticità applicative derivanti da una confisca “a natura variabile”, anche alla luce delle successive modifiche normative.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.



