La genesi della formazione degli insegnanti si inserisce in un circuito scolastico fortemente elitario, che riserva il mandato stesso dell’istruzione a soggetti socialmente minoritari e precocemente selezionati. È una scelta di dubbia efficacia, incapace di prevedere le immense trasformazioni economiche, sociali e giuridiche del nostro Paese di lì a qualche decennio. Sono profonde le contraddizioni che ne scaturiscono: in prima battuta con il compito affidato alla scuola e all’educazione popolare di trasmettere i fondamenti di un’identità nazionale, ancora in corso di costruzione; in seconda battuta col suo risultare successivamente incompatibile col dettato democratico della costituzione repubblicana. Ne è conseguito il mantenimento di modelli di formazione della professione insegnante incompatibili con il nuovo ruolo sociale della scuola italiana: non più di formazione solo della casse dirigente, ma anche di preparazione all’esercizio consapevole delle più importanti responsabilità di cittadinanza. Nella formazione degli insegnanti di scuola dell’infanzia e primaria, tale quadro ha registrato una marcata trasformazione a partire dalla fine degli anni Novanta; nella scuola secondaria, al contrario, le riforme realizzate sono di debole impatto e inadeguate a trasmettere una formazione complessa e integrale di docenti chiamati a confrontarsi con un nuovo ordine di problemi e di domande formative.
Fabbri, M. (2026). Storia di una formazione “mutilata”. RIVISTA LASALLIANA, 93(1 (325)), 195-206.
Storia di una formazione “mutilata”
maurizio fabbri
2026
Abstract
La genesi della formazione degli insegnanti si inserisce in un circuito scolastico fortemente elitario, che riserva il mandato stesso dell’istruzione a soggetti socialmente minoritari e precocemente selezionati. È una scelta di dubbia efficacia, incapace di prevedere le immense trasformazioni economiche, sociali e giuridiche del nostro Paese di lì a qualche decennio. Sono profonde le contraddizioni che ne scaturiscono: in prima battuta con il compito affidato alla scuola e all’educazione popolare di trasmettere i fondamenti di un’identità nazionale, ancora in corso di costruzione; in seconda battuta col suo risultare successivamente incompatibile col dettato democratico della costituzione repubblicana. Ne è conseguito il mantenimento di modelli di formazione della professione insegnante incompatibili con il nuovo ruolo sociale della scuola italiana: non più di formazione solo della casse dirigente, ma anche di preparazione all’esercizio consapevole delle più importanti responsabilità di cittadinanza. Nella formazione degli insegnanti di scuola dell’infanzia e primaria, tale quadro ha registrato una marcata trasformazione a partire dalla fine degli anni Novanta; nella scuola secondaria, al contrario, le riforme realizzate sono di debole impatto e inadeguate a trasmettere una formazione complessa e integrale di docenti chiamati a confrontarsi con un nuovo ordine di problemi e di domande formative.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


