Il ‘mondo Winx’ -dai prodotti televisivi e cinematografici, alle bambole, ai gadget di vario tipo- è in partenza un fenomeno italiano, ma per la sua attuale diffusione può essere considerato oggi multinazionale, in quanto presente in più di 131 Nazioni e pronto a sbarcare persino in territorio americano. Nell’articolo vengono presi in considerazione gli atteggiamenti ed i comportamenti degli adulti, educatori e genitori, in relazione a tale fenomeno attraverso la disamina di un quadro complesso di interventi rilevati in forum e blog presenti in rete. Da essi emerge una situazione molto composita che espone posizioni di minore o maggiore rigore culturale e forti differenziazioni sul piano della consapevolezza pedagogica. L’analisi degli interventi consente all’autrice di individuare tre tendenze dominanti: quella degli apocalittici, gli adulti che considerano il fenomeno Winx come un qualcosa di tossico, di velenoso, da cui difendere i proprio figli ad ogni costo, pena la loro ‘corruzione’ educativa e socioculturale; quella degli integrati, i quali non vedono nulla di pericoloso né di subdolo nel fenomeno, considerandolo uno tra i tanti prodotti ludico-mediatici per l’infanzia; quella dei dialettici, i quali interpretano il fenomeno Winx come un qualcosa di comunque reale e presente nell’universo infantile quotidiano e individuano in un atteggiamento di equilibrio critico la via migliore per affrontare il problema. Successivamente tali diverse posizioni vengono organizzate in una proposta sistematica, dichiaratamente di natura problematicista, in vista di delineare un possibile quadro complesso di intervento educativo. Il modello proposto prevede sia azioni di natura preventiva, sia percorsi di gestione alternativa del problema. Le azioni di prevenzione potrebbero essere indirizzate in generale alla promozione di una situazione di agio del bambino fornendogli strumenti di senso critico e di imprenditorialità personale. I percorsi di intervento alternativo potrebbero da parte loro scommettere sull’’individuazione di modalità di gioco ‘diverse’ rispetto a quelle proposte dal mercato, con l’intento di farle convivere dialetticamente con le proposte del mercato stesso. L’insieme delle proposte avanzate rifiuta prospettive di tipo proibizionistico, intendendo invece stimolare, attraverso esperienze di gioco tese a rinforzare la centralità da protagonista del bambino, il suo pensiero critico e competente.

Essere madre tra bambole e rete: il caso delle Winx

FABBRI, MANUELA
2011

Abstract

Il ‘mondo Winx’ -dai prodotti televisivi e cinematografici, alle bambole, ai gadget di vario tipo- è in partenza un fenomeno italiano, ma per la sua attuale diffusione può essere considerato oggi multinazionale, in quanto presente in più di 131 Nazioni e pronto a sbarcare persino in territorio americano. Nell’articolo vengono presi in considerazione gli atteggiamenti ed i comportamenti degli adulti, educatori e genitori, in relazione a tale fenomeno attraverso la disamina di un quadro complesso di interventi rilevati in forum e blog presenti in rete. Da essi emerge una situazione molto composita che espone posizioni di minore o maggiore rigore culturale e forti differenziazioni sul piano della consapevolezza pedagogica. L’analisi degli interventi consente all’autrice di individuare tre tendenze dominanti: quella degli apocalittici, gli adulti che considerano il fenomeno Winx come un qualcosa di tossico, di velenoso, da cui difendere i proprio figli ad ogni costo, pena la loro ‘corruzione’ educativa e socioculturale; quella degli integrati, i quali non vedono nulla di pericoloso né di subdolo nel fenomeno, considerandolo uno tra i tanti prodotti ludico-mediatici per l’infanzia; quella dei dialettici, i quali interpretano il fenomeno Winx come un qualcosa di comunque reale e presente nell’universo infantile quotidiano e individuano in un atteggiamento di equilibrio critico la via migliore per affrontare il problema. Successivamente tali diverse posizioni vengono organizzate in una proposta sistematica, dichiaratamente di natura problematicista, in vista di delineare un possibile quadro complesso di intervento educativo. Il modello proposto prevede sia azioni di natura preventiva, sia percorsi di gestione alternativa del problema. Le azioni di prevenzione potrebbero essere indirizzate in generale alla promozione di una situazione di agio del bambino fornendogli strumenti di senso critico e di imprenditorialità personale. I percorsi di intervento alternativo potrebbero da parte loro scommettere sull’’individuazione di modalità di gioco ‘diverse’ rispetto a quelle proposte dal mercato, con l’intento di farle convivere dialetticamente con le proposte del mercato stesso. L’insieme delle proposte avanzate rifiuta prospettive di tipo proibizionistico, intendendo invece stimolare, attraverso esperienze di gioco tese a rinforzare la centralità da protagonista del bambino, il suo pensiero critico e competente.
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