Gli isotiocianati sono metaboliti secondari derivanti dall’idrolisi dei glucosinolati, una classe di composti presente nei vegetali della famiglia delle Brassicaceae. Il sulforafane (SF), in particolare, è un isotiocianato che viene prodotto in seguito all’idrolisi del composto glucorafanina da parte dell’enzima mirosinasi, una tioglucosidasi presente in questi vegetali. SF è un composto a riconosciuta azione chemiopreventiva, antiinfiammatoria e neuroprotettiva. Da un precedente studio condotto presso il nostro laboratorio è emerso che SF protegge la cellula cardiaca dallo stress ossidativo inducendo una serie di enzimi antiossidanti/detossificanti di fase II. Per meglio chiarire i meccanismi sottesi alla cardioprotezione indotta da SF, obiettivo di questo studio è stato l’identificazione di nuovi target molecolari del composto nutraceutico SF, mediante analisi proteomica. Come modello di studio sono state utilizzate colture primarie di cardiomiociti neonatali di ratto. Le cellule sono state trattate con SF 5 µM per tempi differenti (1-48 h). Gli estratti proteici sono stati analizzati mediante elettoforesi 2D-PAGE combinata con digestione enzimatica degli spot di interesse, MALDI/MS dei digeriti ed individuazione delle proteine mediante ricerca bioinformatica. Nell'analisi sono state identificate circa 60 proteine differentemente espresse di cui 4 potenzialmente coinvolte nei meccanismi cardioprotettivi precedentemente osservati. In particolare, è emersa una significativa modulazione di “macrophage migration inhibitory factor” (MIF), gliossalasi I, elfina e “heat shock protein” 60 (HSP60). I dati relativi a queste proteine sono stati confermati tramite analisi immunoblotting utilizzando anticorpi specifici. I risultati ottenuti suggeriscono che la cardioprotezione esercitata da SF è un meccanismo estremamente complesso che coinvolge, non solo l’induzione degli enzimi di fase II, ma, inaspettatamente, proteine con un ruolo antiapototico e che agiscono come adattatori tra proteine chinasi e il citoscheletro.

Analisi del proteoma di colture primarie di cardiomiociti trattatati con il nutraceutico sulforafane.

ANGELONI, CRISTINA;TURRONI, SILVIA;FABBRI, DANIELE;MALAGUTI, MARCO;LEONCINI, EMANUELA;BRIGIDI, PATRIZIA;HRELIA, SILVANA
2011

Abstract

Gli isotiocianati sono metaboliti secondari derivanti dall’idrolisi dei glucosinolati, una classe di composti presente nei vegetali della famiglia delle Brassicaceae. Il sulforafane (SF), in particolare, è un isotiocianato che viene prodotto in seguito all’idrolisi del composto glucorafanina da parte dell’enzima mirosinasi, una tioglucosidasi presente in questi vegetali. SF è un composto a riconosciuta azione chemiopreventiva, antiinfiammatoria e neuroprotettiva. Da un precedente studio condotto presso il nostro laboratorio è emerso che SF protegge la cellula cardiaca dallo stress ossidativo inducendo una serie di enzimi antiossidanti/detossificanti di fase II. Per meglio chiarire i meccanismi sottesi alla cardioprotezione indotta da SF, obiettivo di questo studio è stato l’identificazione di nuovi target molecolari del composto nutraceutico SF, mediante analisi proteomica. Come modello di studio sono state utilizzate colture primarie di cardiomiociti neonatali di ratto. Le cellule sono state trattate con SF 5 µM per tempi differenti (1-48 h). Gli estratti proteici sono stati analizzati mediante elettoforesi 2D-PAGE combinata con digestione enzimatica degli spot di interesse, MALDI/MS dei digeriti ed individuazione delle proteine mediante ricerca bioinformatica. Nell'analisi sono state identificate circa 60 proteine differentemente espresse di cui 4 potenzialmente coinvolte nei meccanismi cardioprotettivi precedentemente osservati. In particolare, è emersa una significativa modulazione di “macrophage migration inhibitory factor” (MIF), gliossalasi I, elfina e “heat shock protein” 60 (HSP60). I dati relativi a queste proteine sono stati confermati tramite analisi immunoblotting utilizzando anticorpi specifici. I risultati ottenuti suggeriscono che la cardioprotezione esercitata da SF è un meccanismo estremamente complesso che coinvolge, non solo l’induzione degli enzimi di fase II, ma, inaspettatamente, proteine con un ruolo antiapototico e che agiscono come adattatori tra proteine chinasi e il citoscheletro.
Abstract del 2° Congresso Nazionale SiNut
51
51
C. Angeloni; S. Turroni; L. Bianchi; D. Fabbri; E. Motori; M. Malaguti; E. Leoncini; L. Bini; P. Brigidi; S. Hrelia.
File in questo prodotto:
Eventuali allegati, non sono esposti

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11585/101495
 Attenzione

Attenzione! I dati visualizzati non sono stati sottoposti a validazione da parte dell'ateneo

Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact