La lettera/πρόσταγμα è utilizzata dai sovrani seleucidi per trasmettere ordini relativi ai propri πράγματα. Non fa eccezione Seleuco IV che, nei due dossier epigrafici analizzati (IGLSyr., III.2, 1183, da Seleucia di Pieria; SEG 57, 1838, da Marisa), si occupa dei propri φί λοι e dei propri sudditi formulando ordini apparentemente efficaci. Il dossier rinvenuto a Marisa, tuttavia, presenta una novità compositiva interessante per la caratterizzazione storica di questo sovrano. Nella lettera/πρόσταγμα che indirizza al proprio φίλος Heliodoros, prima della abituale digressione sulle motivazioni che giustificano la decisione presa dal re di assegnare ad Olympiodoros l’incarico di ἀρχιερεύς nella satrapia di Celesiria e Fenicia, Seleuco IV presenta una ulteriore motivazione per la scelta di incaricare qualcuno della cura dei santuari. Tale dichiarazione diventa una vera e propria riflessione sulla regalità. Il sovrano in prima persona si espone, senza esplicito rimando alla politica dei πρόγονοι, ad illustrare le esigenze della propria βασιλεία e i princìpi che ispirano la sua condotta regale (ll. 14–20 dell’iscrizione). Nel segno del re πλείστην πρόνοιαν ποιούμενος, ideale che trova corrispondenza nel capitolo 190 della Lettera di Aristea, Seleuco IV dedica agli ὑποτεταγμένοι e agli dei, l’ἀσφάλεια e l’εὐμένεια dei quali sono essenziali per la prosperità del regno, tutta la sua massima considerazione.

"Massima considerazione". Forma dell'ordine e immagini del potere nella corrispondenza di Seleuco IV

BENCIVENNI, ALICE
2011

Abstract

La lettera/πρόσταγμα è utilizzata dai sovrani seleucidi per trasmettere ordini relativi ai propri πράγματα. Non fa eccezione Seleuco IV che, nei due dossier epigrafici analizzati (IGLSyr., III.2, 1183, da Seleucia di Pieria; SEG 57, 1838, da Marisa), si occupa dei propri φί λοι e dei propri sudditi formulando ordini apparentemente efficaci. Il dossier rinvenuto a Marisa, tuttavia, presenta una novità compositiva interessante per la caratterizzazione storica di questo sovrano. Nella lettera/πρόσταγμα che indirizza al proprio φίλος Heliodoros, prima della abituale digressione sulle motivazioni che giustificano la decisione presa dal re di assegnare ad Olympiodoros l’incarico di ἀρχιερεύς nella satrapia di Celesiria e Fenicia, Seleuco IV presenta una ulteriore motivazione per la scelta di incaricare qualcuno della cura dei santuari. Tale dichiarazione diventa una vera e propria riflessione sulla regalità. Il sovrano in prima persona si espone, senza esplicito rimando alla politica dei πρόγονοι, ad illustrare le esigenze della propria βασιλεία e i princìpi che ispirano la sua condotta regale (ll. 14–20 dell’iscrizione). Nel segno del re πλείστην πρόνοιαν ποιούμενος, ideale che trova corrispondenza nel capitolo 190 della Lettera di Aristea, Seleuco IV dedica agli ὑποτεταγμένοι e agli dei, l’ἀσφάλεια e l’εὐμένεια dei quali sono essenziali per la prosperità del regno, tutta la sua massima considerazione.
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