Abbiamo mai riflettuto sul fatto che alcune piante quando assomigliano, vuoi per la forma delle foglie, vuoi per il colore ed il profumo dei fiori, ad un’altra specie, generalmente molto comune, vengono volgarmente chiamate con un appellativo che ricorda appunto la pianta di riferimento? Facciamo un esempio: se diciamo “Gelsomino azzurro”, ci riferiamo in realtà al delicato Plumbago capensis, mentre se parliamo del “Falso gelsomino” raccontiamo del robusto Trachelospermum jasminoides, ma se invece ci regalano un bell’esemplare di “Gelsomino del Madagascar” vuol dire che fra le nostre piante farà bella mostra di se una Stephanotis floribunda. Una pianta robusta… A proposito di S. floribunda, è curioso sapere che da non molti anni alcune aziende liguri si stanno specializzando nella produzione di questa bella e vigorosa pianta rampicante. Infatti, si sta rivelando “gelsomino” di successo: innanzitutto è sempreverde, poi ha foglie lucide e cuoiose molto belle e decorative, mentre i fiori non solo assomigliano nella forma, nel colore (sono bianchi) e per il profumo intenso a quelli del gelsomino, ma sono più carnosi e consistenti. Ovviamente, bisogna che non soffra il freddo e, proprio per questo, può essere coltivato anche come pianta da appartamento avendo cura che durante la fioritura non subisca degli sbalzi termici causa di distacchi totali o parziali dei boccioli. ….ma non sempre Una curiosità. Nonostante sia una pianta robusta (teme al limite gli attacchi da cocciniglia cotonosa), può capitare di acquistarne una con delle alterazioni cromatiche sulle foglie che sembrano delle vere e proprie opere di cesellatura. Può essere magari solo una foglia o due ad essere interessata…In ogni caso, fate attenzione ai “decori”, come quelli mostrati dalle immagini. Ne abbiamo già parlato altre volte: si tratta di un virus molto pericoloso (virus dell’avvizzimento maculato del pomodoro: TSWV ) e la pianta deve assolutamente essere eliminata.

Uno strano gelsomino

BELLARDI, MARIA GRAZIA
2011

Abstract

Abbiamo mai riflettuto sul fatto che alcune piante quando assomigliano, vuoi per la forma delle foglie, vuoi per il colore ed il profumo dei fiori, ad un’altra specie, generalmente molto comune, vengono volgarmente chiamate con un appellativo che ricorda appunto la pianta di riferimento? Facciamo un esempio: se diciamo “Gelsomino azzurro”, ci riferiamo in realtà al delicato Plumbago capensis, mentre se parliamo del “Falso gelsomino” raccontiamo del robusto Trachelospermum jasminoides, ma se invece ci regalano un bell’esemplare di “Gelsomino del Madagascar” vuol dire che fra le nostre piante farà bella mostra di se una Stephanotis floribunda. Una pianta robusta… A proposito di S. floribunda, è curioso sapere che da non molti anni alcune aziende liguri si stanno specializzando nella produzione di questa bella e vigorosa pianta rampicante. Infatti, si sta rivelando “gelsomino” di successo: innanzitutto è sempreverde, poi ha foglie lucide e cuoiose molto belle e decorative, mentre i fiori non solo assomigliano nella forma, nel colore (sono bianchi) e per il profumo intenso a quelli del gelsomino, ma sono più carnosi e consistenti. Ovviamente, bisogna che non soffra il freddo e, proprio per questo, può essere coltivato anche come pianta da appartamento avendo cura che durante la fioritura non subisca degli sbalzi termici causa di distacchi totali o parziali dei boccioli. ….ma non sempre Una curiosità. Nonostante sia una pianta robusta (teme al limite gli attacchi da cocciniglia cotonosa), può capitare di acquistarne una con delle alterazioni cromatiche sulle foglie che sembrano delle vere e proprie opere di cesellatura. Può essere magari solo una foglia o due ad essere interessata…In ogni caso, fate attenzione ai “decori”, come quelli mostrati dalle immagini. Ne abbiamo già parlato altre volte: si tratta di un virus molto pericoloso (virus dell’avvizzimento maculato del pomodoro: TSWV ) e la pianta deve assolutamente essere eliminata.
M.G.Bellardi
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