La chirurgia di salvataggio dell’arto in ortopedia oncologica ha visto grandi progressi negli ultimi decenni grazie all’associazione con le terapie farmacolo- giche e radianti. Tale tipo di chirurgia riveste una particolare importanza quan- do i soggetti sono in età pediatrica perché permette oltre al vantaggio psicologi- co di conservare l’arto quello di permettere un recupero della funzione anche grazie alle grandi capacità di adattamento alla disabilità che è tipica dei sogget- ti pediatrici. Nello stesso tempo però le difficoltà tecniche aumentano in quanto bisogna garantire un arto stabile, che possa accompagnare la crescita del pazien- te e rendere meno gravosi eventuali interventi successivi di ripresa al raggiun- gimento dell’età adulta. Per questi motivi la preferenza è sempre andata in gene- re alle ricostruzioni con innesti ossei massivi che garantivano un supporto per eventuali ricostruzioni successive e più recentemente a trapianti ossei vascola- rizzati in grado di sostituire in maniera definitiva la parte asportata per la pato- logia oncologica. Lo scopo del presente lavoro è di analizzare le diverse possi- bilità ricostruttive con innesti ossei durante l’età pediatrica mettendone in risal- to le possibili indicazioni, vantaggi e limiti.
Capanna R, CAMPANACCI, D.A., De Biase P, INNOCENTI, M., Beltrami G, Mugnaini M, et al. (2007). Chirurgia dei tumori ossei in età pediatrica: nuove frontiere ricostruttive. HEMATOLOGY MEETING REPORTS, 1, 42-46 [10.1002/micr.20130].
Chirurgia dei tumori ossei in età pediatrica: nuove frontiere ricostruttive
INNOCENTI, MARCO;
2007
Abstract
La chirurgia di salvataggio dell’arto in ortopedia oncologica ha visto grandi progressi negli ultimi decenni grazie all’associazione con le terapie farmacolo- giche e radianti. Tale tipo di chirurgia riveste una particolare importanza quan- do i soggetti sono in età pediatrica perché permette oltre al vantaggio psicologi- co di conservare l’arto quello di permettere un recupero della funzione anche grazie alle grandi capacità di adattamento alla disabilità che è tipica dei sogget- ti pediatrici. Nello stesso tempo però le difficoltà tecniche aumentano in quanto bisogna garantire un arto stabile, che possa accompagnare la crescita del pazien- te e rendere meno gravosi eventuali interventi successivi di ripresa al raggiun- gimento dell’età adulta. Per questi motivi la preferenza è sempre andata in gene- re alle ricostruzioni con innesti ossei massivi che garantivano un supporto per eventuali ricostruzioni successive e più recentemente a trapianti ossei vascola- rizzati in grado di sostituire in maniera definitiva la parte asportata per la pato- logia oncologica. Lo scopo del presente lavoro è di analizzare le diverse possi- bilità ricostruttive con innesti ossei durante l’età pediatrica mettendone in risal- to le possibili indicazioni, vantaggi e limiti.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


