L’utilizzo degli strumenti di laboratorio, come descritto in questi tre casi clinici, è di fondamentale importanza per l’inquadramento diagnostico della zoppia nel pollo e nel tacchino. Il primo caso clinico (A) si è presentato in un allevamento di polli da carne in cui, dall’età di due settimane, una percentuale elevata di soggetti esibiva zoppia monolaterale che non rispondeva a trattamento con vitamina D e calcio. Gli animali mostravano grave discondroplasia tibiale, osteomielite e fragilità ossea. Dalle analisi batteriologiche e biomolecolari si dimostrava che l’agente causale della osteomielite era Streptococcus gallolyticus subsp. gallolyticus. La sua scarsa sensibilità agli antibiotici ha reso difficile ma non impossibile il successo terapeutico con amoxicillina. É la prima segnalazione in Italia della presenza di questo batterio nel pollo. Il secondo caso (B) ha coinvolto un allevamento di tacchini da carne maschi. Gli episodi di zoppia, iniziati alla decima settimana di età, costringevano gli animali a non deambulare correttamente diventando cachettici. Le lesioni comprendevano osteomielite nella testa del femore con artrite purulenta nella articolazione coxofemorale ed alla corrispondente tibiotarsometatarsale. L’isolamento ripetuto in sede di lesione di Escherichia coli sierotipo O78 confermava il suo elevato tropismo per le articolazioni ed il midollo osseo. Tutti gli E. coli O78 isolati sono APEC (Avian Pathogenic E. coli) con una origine clonale diversa da quelli presenti negli organi setticemici. Trattamenti antibiotici mirati o di massa basati sull’antibiogramma sono stati in grado di prevenire nuovi casi o ridurre la gravità di quelli già esistenti. Il terzo caso (C) è stato osservato in un allevamento di tacchini da carne maschi. Gli animali, dall’età di 80 giorni, hanno iniziato a presentare difficoltà di deambulazione. La lesione più comunemente evidenziata era una infiltrazione di essudato lattiginoso non purulento tra i fasci dei muscoli flessori delle dita e i tendini che poco interessava l’articolazione tibiotarsometatarsale. Ornithobacterium rhinotracheale è stato isolato con difficoltà dal liquido patologico di un tacchino ma la sua presenza, con PCR, dimostrata da più soggetti.

Importanza della diagnosi di laboratorio nei casi di zoppia del pollo e del tacchino

GIOVANARDI, DAVIDE;LUPINI, CATERINA;CATELLI, ELENA;
2010

Abstract

L’utilizzo degli strumenti di laboratorio, come descritto in questi tre casi clinici, è di fondamentale importanza per l’inquadramento diagnostico della zoppia nel pollo e nel tacchino. Il primo caso clinico (A) si è presentato in un allevamento di polli da carne in cui, dall’età di due settimane, una percentuale elevata di soggetti esibiva zoppia monolaterale che non rispondeva a trattamento con vitamina D e calcio. Gli animali mostravano grave discondroplasia tibiale, osteomielite e fragilità ossea. Dalle analisi batteriologiche e biomolecolari si dimostrava che l’agente causale della osteomielite era Streptococcus gallolyticus subsp. gallolyticus. La sua scarsa sensibilità agli antibiotici ha reso difficile ma non impossibile il successo terapeutico con amoxicillina. É la prima segnalazione in Italia della presenza di questo batterio nel pollo. Il secondo caso (B) ha coinvolto un allevamento di tacchini da carne maschi. Gli episodi di zoppia, iniziati alla decima settimana di età, costringevano gli animali a non deambulare correttamente diventando cachettici. Le lesioni comprendevano osteomielite nella testa del femore con artrite purulenta nella articolazione coxofemorale ed alla corrispondente tibiotarsometatarsale. L’isolamento ripetuto in sede di lesione di Escherichia coli sierotipo O78 confermava il suo elevato tropismo per le articolazioni ed il midollo osseo. Tutti gli E. coli O78 isolati sono APEC (Avian Pathogenic E. coli) con una origine clonale diversa da quelli presenti negli organi setticemici. Trattamenti antibiotici mirati o di massa basati sull’antibiogramma sono stati in grado di prevenire nuovi casi o ridurre la gravità di quelli già esistenti. Il terzo caso (C) è stato osservato in un allevamento di tacchini da carne maschi. Gli animali, dall’età di 80 giorni, hanno iniziato a presentare difficoltà di deambulazione. La lesione più comunemente evidenziata era una infiltrazione di essudato lattiginoso non purulento tra i fasci dei muscoli flessori delle dita e i tendini che poco interessava l’articolazione tibiotarsometatarsale. Ornithobacterium rhinotracheale è stato isolato con difficoltà dal liquido patologico di un tacchino ma la sua presenza, con PCR, dimostrata da più soggetti.
Atti della Società Italiana di Patologia Aviare 2010. XLVIX Convegno annuale
161
165
D. Giovanardi; P. Pesente; G. Rossi; C. Lupini; E. Morandini; E. Catelli; G. Ortali
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