La gestione della nutrizione del pesco non può prescindere dalla predisposizione di un piano di somministrazione della sostanza organica (S.O.), al fine di ripristinare la fertilità dei suoli, che spesso si trovano con tenori di S.O.< 1%. L’apporto di S.O. deve essere articolato all’impianto ma soprattutto in copertura, utilizzando le matrici disponibili e più economiche a patto che abbiano un buon grado di stabilità (compostaggio) e valutandone il rapporto C:N, che definisce la quantità di N potenzialmente mineralizzabile (aumenta al diminuire del rapporto). In particolare è auspicabile l’impiego di materiale compostato derivante dagli scarti di processi agro-industriali, in questo modo è possibile, oltre che apportare nutrienti e fissare C, anche riciclare materiale altrimenti da smaltire. Una via innovativa di sequestro del C è l’interramento di biochar, prodotto della pirolisi, ovvero dalla combustione a basse temperature (600-700 °C) in assenza di ossigeno. Dopo la pirolisi il biochar mantiene un’elevata concentrazione di C organico, di elementi minerali, ed una struttura molecolare che gli consente di comportarsi come una resina con elevata capacità adsorbente. Gli apporti di nutrienti minerali vanno dosati in funzione delle asportazioni, della cinetica di assorbimento e dell’efficienza di assorbimento al netto della frazione riciclata con la caduta delle foglie, l’interramento del legno di potatura gli apporti con le acque meteoriche ed irrigue, ecc. La gestione razionale dell’irrigazione si fonda sulla creazione di riserve idriche durante i mesi più piovosi da utilizzare nei periodi siccitosi. E’ consigliabile inoltre una disposizione dinamica dei gocciolatori aumentandone numero e distanza dal tronco con l’età dell’albero.

Gestione della nutrizione e dell’irrigazione: migliorare l’efficienza dell’uso delle risorse e ripristinare la fertilità chimica e microbiologica dei terreni

TOSELLI, MORENO
2010

Abstract

La gestione della nutrizione del pesco non può prescindere dalla predisposizione di un piano di somministrazione della sostanza organica (S.O.), al fine di ripristinare la fertilità dei suoli, che spesso si trovano con tenori di S.O.< 1%. L’apporto di S.O. deve essere articolato all’impianto ma soprattutto in copertura, utilizzando le matrici disponibili e più economiche a patto che abbiano un buon grado di stabilità (compostaggio) e valutandone il rapporto C:N, che definisce la quantità di N potenzialmente mineralizzabile (aumenta al diminuire del rapporto). In particolare è auspicabile l’impiego di materiale compostato derivante dagli scarti di processi agro-industriali, in questo modo è possibile, oltre che apportare nutrienti e fissare C, anche riciclare materiale altrimenti da smaltire. Una via innovativa di sequestro del C è l’interramento di biochar, prodotto della pirolisi, ovvero dalla combustione a basse temperature (600-700 °C) in assenza di ossigeno. Dopo la pirolisi il biochar mantiene un’elevata concentrazione di C organico, di elementi minerali, ed una struttura molecolare che gli consente di comportarsi come una resina con elevata capacità adsorbente. Gli apporti di nutrienti minerali vanno dosati in funzione delle asportazioni, della cinetica di assorbimento e dell’efficienza di assorbimento al netto della frazione riciclata con la caduta delle foglie, l’interramento del legno di potatura gli apporti con le acque meteoriche ed irrigue, ecc. La gestione razionale dell’irrigazione si fonda sulla creazione di riserve idriche durante i mesi più piovosi da utilizzare nei periodi siccitosi. E’ consigliabile inoltre una disposizione dinamica dei gocciolatori aumentandone numero e distanza dal tronco con l’età dell’albero.
63
67
XILOYANNIS C.; TOSELLI M.;
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