Come gli antichi viaggiatori anche Negri era convinto che la Scandinavia in ragione della sua posizione geografica fosse una delle aree del mondo meno conosciute, che ancora meritavano di essere esplorate. D’altro canto Negri non era del tutto inconsapevole dell’inadeguatezza dei maestri del passato. Egli conosceva l’opera di Olao Magno e fu affascinato e allo stesso tempo reso scettico da molte cose narratevi. Il lungo transito di Negri in una terra estranea, climaticamente scoraggiante, si concluse con l’arrivo a Capo Nord nonostante i pericoli e i disagi. L’abito talare non gli impedì di studiare le teorie di Galileo sul metodo sperimentale, che Negri volle mettere in pratica osservando i fenomeni naturali nelle terre scandinave. La zona glaciale artica attirava molto la sua curiosità, dal momento che offriva la possibilità di studiare lo sviluppo di particolari ecosistemi che a quelle latitudini erano considerati improbabili da parte degli autori classici. Nessun autore italiano aveva ancora descritto quest’area dell’emisfero boreale avendola vista in prima persona. Inoltre, Negri rivelò del resto grandi capacità d’analisi sociale riuscendo a descrivere le occupazioni e l’ethos di quei popoli. Davanti allo spettacolo del Settentrione l’autore del Viaggio formula il suo pensiero descrivendo fenomeni in Italia ignoti. Negri viene giustamente considerato il primo etnografo dei lapponi, perché nella sua relazione di viaggio ci fornisce esempi della lingua, degli usi e dei costumi che costituiscono una delle prime attestazioni del modo di vivere dei lapponi

Viaggio settentrionale di Francesco Negri

LOIKALA, PAULA
2010

Abstract

Come gli antichi viaggiatori anche Negri era convinto che la Scandinavia in ragione della sua posizione geografica fosse una delle aree del mondo meno conosciute, che ancora meritavano di essere esplorate. D’altro canto Negri non era del tutto inconsapevole dell’inadeguatezza dei maestri del passato. Egli conosceva l’opera di Olao Magno e fu affascinato e allo stesso tempo reso scettico da molte cose narratevi. Il lungo transito di Negri in una terra estranea, climaticamente scoraggiante, si concluse con l’arrivo a Capo Nord nonostante i pericoli e i disagi. L’abito talare non gli impedì di studiare le teorie di Galileo sul metodo sperimentale, che Negri volle mettere in pratica osservando i fenomeni naturali nelle terre scandinave. La zona glaciale artica attirava molto la sua curiosità, dal momento che offriva la possibilità di studiare lo sviluppo di particolari ecosistemi che a quelle latitudini erano considerati improbabili da parte degli autori classici. Nessun autore italiano aveva ancora descritto quest’area dell’emisfero boreale avendola vista in prima persona. Inoltre, Negri rivelò del resto grandi capacità d’analisi sociale riuscendo a descrivere le occupazioni e l’ethos di quei popoli. Davanti allo spettacolo del Settentrione l’autore del Viaggio formula il suo pensiero descrivendo fenomeni in Italia ignoti. Negri viene giustamente considerato il primo etnografo dei lapponi, perché nella sua relazione di viaggio ci fornisce esempi della lingua, degli usi e dei costumi che costituiscono una delle prime attestazioni del modo di vivere dei lapponi
P. Loikala
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