A partire dalla propria esperienza di docente di fisica e didattica della fisica nel Corso di Laurea in Scienze della Formazione Primaria, l'autrice conduce una riflessione sulle ragioni del fallimento dell'educazione scientifica di base per tanta parte della popolazione italiana e sulle caratteristiche che deve avere l'azione didattica per essere foriera di una formazione scientifica autenticamente culturale. Viene messo in evidenza il ruolo del pensiero critico nella gestione degli opposti caratteri di "necessità" ed "arbitrarietà" che caratterizzano la conoscenza scientifica, in dipendenza da un lato dalla libera inventiva che caratterizza il pensiero umano e dall'altro dalla richiesta di aderenza fra "rappresentazione" ed "esperienza sensibile" del mondo. Facendo riferimento ai processi di "psicogenesi" e "sociogenesi" della mente che caratterizzano lo sviluppo cognitivo umano, si individuano come strumenti indispensabili per la costruzione di conoscenze e competenze in ambito scientifico attività rispettivamente di "esplorazione ragionata" e di "confronto socializzato", che consentano altresì una crescente consapevolezza delle caratteristiche del processo individuale di apprendimento (metacognizione). Nel quadro così delineato, si afferma che l'azione di mediazione dell'insegnante richiede una programmazione di interventi mirati su tre diversi piani (indagine sperimentale, riflessione metacognitiva, strutturazione progressiva delle conoscenze e competenze acquisite), all'interno di una visione longitudinale di educazione scientifica che preveda nel corso dell'intero arco scolastico tanto l'apertura e lo sviluppo dei singoli ambiti disciplinari scientifici, quanto una loro visione trasversale, all'interno di una formazione culturale che abbracci l'insieme di tutte le materie di insegnamento. Il contributo termina con una nota critica sulla difficoltà di tradurre nei curricola scolastici le indicazioni provenienti dalle attività di ricerca nell'ambito dell'insegnamento scientifico. Identificando nella frammentarietà di queste ultime una possibile causa di questa difficoltà, si auspica per il futuro una più ampia e fattiva collaborazione fra ricercatori, insegnanti, esperti dei diversi ambiti disciplinari scientifici, al fine di identificare tappe cognitive di carattere generale, culturalmente significative ed effettivamente percorribili, che possano connotare lo sviluppo dell’insegnamento scientifico lungo tutto l’arco scolastico.

La costruzione della conoscenza in ambito scientifico

GAGLIARDI, MARTA PAOLA FRANCESCA
2010

Abstract

A partire dalla propria esperienza di docente di fisica e didattica della fisica nel Corso di Laurea in Scienze della Formazione Primaria, l'autrice conduce una riflessione sulle ragioni del fallimento dell'educazione scientifica di base per tanta parte della popolazione italiana e sulle caratteristiche che deve avere l'azione didattica per essere foriera di una formazione scientifica autenticamente culturale. Viene messo in evidenza il ruolo del pensiero critico nella gestione degli opposti caratteri di "necessità" ed "arbitrarietà" che caratterizzano la conoscenza scientifica, in dipendenza da un lato dalla libera inventiva che caratterizza il pensiero umano e dall'altro dalla richiesta di aderenza fra "rappresentazione" ed "esperienza sensibile" del mondo. Facendo riferimento ai processi di "psicogenesi" e "sociogenesi" della mente che caratterizzano lo sviluppo cognitivo umano, si individuano come strumenti indispensabili per la costruzione di conoscenze e competenze in ambito scientifico attività rispettivamente di "esplorazione ragionata" e di "confronto socializzato", che consentano altresì una crescente consapevolezza delle caratteristiche del processo individuale di apprendimento (metacognizione). Nel quadro così delineato, si afferma che l'azione di mediazione dell'insegnante richiede una programmazione di interventi mirati su tre diversi piani (indagine sperimentale, riflessione metacognitiva, strutturazione progressiva delle conoscenze e competenze acquisite), all'interno di una visione longitudinale di educazione scientifica che preveda nel corso dell'intero arco scolastico tanto l'apertura e lo sviluppo dei singoli ambiti disciplinari scientifici, quanto una loro visione trasversale, all'interno di una formazione culturale che abbracci l'insieme di tutte le materie di insegnamento. Il contributo termina con una nota critica sulla difficoltà di tradurre nei curricola scolastici le indicazioni provenienti dalle attività di ricerca nell'ambito dell'insegnamento scientifico. Identificando nella frammentarietà di queste ultime una possibile causa di questa difficoltà, si auspica per il futuro una più ampia e fattiva collaborazione fra ricercatori, insegnanti, esperti dei diversi ambiti disciplinari scientifici, al fine di identificare tappe cognitive di carattere generale, culturalmente significative ed effettivamente percorribili, che possano connotare lo sviluppo dell’insegnamento scientifico lungo tutto l’arco scolastico.
Scienze. Dalle Indicazioni alla pratica didattica
27
37
M. Gagliardi
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