La scoperta e le sue implicazioni I risultati di laboratorio hanno dimostrato la presenza di un meccanismo attivo di raccolta e concentrazione dei virus influenzali che consente e facilita la comparsa di nuove infezioni nel sistema serbatoio , e che permette ai virus di esistere nel tempo. Alla luce di ciò, è possibile ipotizzare un nuovo ciclo naturale che spiega molti aspetti sconosciuti del rapporto tra virus e ospite selvatico. Agli occhi di questa scoperta, il ciclo naturale ipotetico che potrebbe avvenire durante la migrazione degli uccelli selvatici è così riassunto. I soggetti infetti posso contaminare gli specchi d’acqua con quantità variabilissime di virus che possono dare origine all’infezione diretta di altri soggetti attraverso la classica via oro fecale con conseguente malattia e morte per alcuni di loro. Nello stesso stormo altre anatre non interagiranno con l’ambiente contaminato, mentre alcune di loro che hanno nuotato dove l’acqua era contaminata da virus migreranno verso nuove aree portando con se concentrazioni elevate di virus adesi al piumaggio. Non ammalarsi subito permetterà loro di proseguire la migrazione per migliaia di chilometri. Nelle nuove aree di sosta, dopo ore ed ore di volo gli stormi di uccelli ricomporranno ed impermeabilizzeranno nuovamente il piumaggio, ed è attraverso questo comportamento che si potranno infettare. E’ comune infatti nelle anatre selvatiche oltre a pulire il proprio (self preenig) pulirsi reciprocamente il piumaggio (allopreenig). Questo meccanismo permette quindi al virus di fissarsi all’ospite e di trasformarne il comportamento in una sorta di Timer dove una potenziale infezione può avvenire anche a un mese di distanza dal “contatto” con il virus incontrato e “fissato” in natura

La sotterranea strategia dei virus

DELOGU, MAURO;COTTI, CLAUDIA;M. A. De Marco;
2010

Abstract

La scoperta e le sue implicazioni I risultati di laboratorio hanno dimostrato la presenza di un meccanismo attivo di raccolta e concentrazione dei virus influenzali che consente e facilita la comparsa di nuove infezioni nel sistema serbatoio , e che permette ai virus di esistere nel tempo. Alla luce di ciò, è possibile ipotizzare un nuovo ciclo naturale che spiega molti aspetti sconosciuti del rapporto tra virus e ospite selvatico. Agli occhi di questa scoperta, il ciclo naturale ipotetico che potrebbe avvenire durante la migrazione degli uccelli selvatici è così riassunto. I soggetti infetti posso contaminare gli specchi d’acqua con quantità variabilissime di virus che possono dare origine all’infezione diretta di altri soggetti attraverso la classica via oro fecale con conseguente malattia e morte per alcuni di loro. Nello stesso stormo altre anatre non interagiranno con l’ambiente contaminato, mentre alcune di loro che hanno nuotato dove l’acqua era contaminata da virus migreranno verso nuove aree portando con se concentrazioni elevate di virus adesi al piumaggio. Non ammalarsi subito permetterà loro di proseguire la migrazione per migliaia di chilometri. Nelle nuove aree di sosta, dopo ore ed ore di volo gli stormi di uccelli ricomporranno ed impermeabilizzeranno nuovamente il piumaggio, ed è attraverso questo comportamento che si potranno infettare. E’ comune infatti nelle anatre selvatiche oltre a pulire il proprio (self preenig) pulirsi reciprocamente il piumaggio (allopreenig). Questo meccanismo permette quindi al virus di fissarsi all’ospite e di trasformarne il comportamento in una sorta di Timer dove una potenziale infezione può avvenire anche a un mese di distanza dal “contatto” con il virus incontrato e “fissato” in natura
Delogu M.; Cotti C.; M. A. De Marco; L. Di Trani; I. Donatelli
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