L’autore analizza gli ultimi interventi di riforma adottati dal legislatore nazionale, specie a seguito dell’azione degli organi comunitari, in materia di trasporto pubblico locale. La prima disposizione oggetto di analisi è rappresentata dall’art. 61 della L. 23 luglio 2003, n. 99, volto a conformare la legislazione interna alle previsioni del regolamento (CE) n. 1370/07 che all’art. 5, par. 6, prevede l’affidamento dei servizi di trasporto locale ferroviario prescindendo, nei casi di affidamento del servizio per una durata inferiore a dieci anni, dall’effettuazione di una procedura ad evidenza pubblica. Proseguendo nell’analisi degli effetti del nuovo disposto dell’art. 61 cit., l’Autore analizza le previsioni riferibili al trasporto su gomma, osservando da un lato che non residua dubbio alcuno in ordine all’utilizzabilità dell’affidamento “in house” e dall’altro che la nozione di “controllo analogo” risponde, anche per il legislatore interno, alla nozione comunitaria. L’Autore rileva, tuttavia, come l’art. 15 del D.L. 135/2009 introduca alcune restrizioni in merito alla possibilità di utilizzare lo strumento dell’in house providing. Alcune riflessioni sono, quindi, dedicate alle gare a doppio oggetto ed al regime transitorio risultante da un complesso di disposizioni a carattere frammentario, dirette a regolare la materia dei servizi pubblici locali, tra le quali merita di essere commentata la previsione contenuta nell’art. 4bis del D.L. 78/2009. L’analisi condotta nei paragrafi seguenti è incentrata sull’impatto della L. 42/2009, c.d. legge sul federalismo fiscale, sul sistema del trasporto pubblico locale. Il sistema di governance sembra compatibile con il riparto di competenze disegnato dal titolo V della Costituzione in tema di autonomie locali, attribuendo alle Regioni un ruolo centrale con specifico riferimento alla distribuzione delle risorse finanziarie destinate alla copertura delle spese relative ai servizi di trasporto pubblico locale. Conclusioni non dissimili valgono per le ulteriori disposizioni rivolte alla disciplina relativa ai criteri di riparto dei fondi perequativi e ai meccanismi “premianti” per gli enti virtuosi. Quanto alla disciplina relativa al finanziamento delle infrastrutture del trasporto, l’Autore sottolinea la necessità di coordinamento con la legislazione settoriale suscettibile di trovare applicazione.

Il nuovo regime dei servizi di trasporto pubblico locale

ZUNARELLI, STEFANO
2010

Abstract

L’autore analizza gli ultimi interventi di riforma adottati dal legislatore nazionale, specie a seguito dell’azione degli organi comunitari, in materia di trasporto pubblico locale. La prima disposizione oggetto di analisi è rappresentata dall’art. 61 della L. 23 luglio 2003, n. 99, volto a conformare la legislazione interna alle previsioni del regolamento (CE) n. 1370/07 che all’art. 5, par. 6, prevede l’affidamento dei servizi di trasporto locale ferroviario prescindendo, nei casi di affidamento del servizio per una durata inferiore a dieci anni, dall’effettuazione di una procedura ad evidenza pubblica. Proseguendo nell’analisi degli effetti del nuovo disposto dell’art. 61 cit., l’Autore analizza le previsioni riferibili al trasporto su gomma, osservando da un lato che non residua dubbio alcuno in ordine all’utilizzabilità dell’affidamento “in house” e dall’altro che la nozione di “controllo analogo” risponde, anche per il legislatore interno, alla nozione comunitaria. L’Autore rileva, tuttavia, come l’art. 15 del D.L. 135/2009 introduca alcune restrizioni in merito alla possibilità di utilizzare lo strumento dell’in house providing. Alcune riflessioni sono, quindi, dedicate alle gare a doppio oggetto ed al regime transitorio risultante da un complesso di disposizioni a carattere frammentario, dirette a regolare la materia dei servizi pubblici locali, tra le quali merita di essere commentata la previsione contenuta nell’art. 4bis del D.L. 78/2009. L’analisi condotta nei paragrafi seguenti è incentrata sull’impatto della L. 42/2009, c.d. legge sul federalismo fiscale, sul sistema del trasporto pubblico locale. Il sistema di governance sembra compatibile con il riparto di competenze disegnato dal titolo V della Costituzione in tema di autonomie locali, attribuendo alle Regioni un ruolo centrale con specifico riferimento alla distribuzione delle risorse finanziarie destinate alla copertura delle spese relative ai servizi di trasporto pubblico locale. Conclusioni non dissimili valgono per le ulteriori disposizioni rivolte alla disciplina relativa ai criteri di riparto dei fondi perequativi e ai meccanismi “premianti” per gli enti virtuosi. Quanto alla disciplina relativa al finanziamento delle infrastrutture del trasporto, l’Autore sottolinea la necessità di coordinamento con la legislazione settoriale suscettibile di trovare applicazione.
S. Zunarelli
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