E’ soprattutto d’estate che ci si sofferma maggiormente vicino al laghetto ricco di piante acquatiche per prendere il sole od oziare. L’ambiente è fresco, distensivo e propizio anche per osservare con più attenzione tutte le piante, soprattutto quelle in fioritura come gli iris acquatici e l’elegante ninfea (Nymphaea alba, N. odorata, N. rubra, ecc.). Nel fare questo ci si può accorgere di quello che non và. Attacchi da insetti e funghi Degli afidi verdastri (Rhopalosiphon nymphaeae) si sono attaccati in massa alle foglie più tenere ed ai gambi dei fiori delle ninfee e, con le loro punture, causano alterazioni cromatiche, necrosi e deformazioni. Per eliminarli indirizzate un forte getto d’acqua sugli organi colpiti in modo da fare cadere gli afidi in acqua dove saranno subito mangiati dai pesci. Altro fastidioso inconveniente può derivare dagli attacchi delle larve della galeruca (Galerucella nymphaeae), un piccolo coleottero capace di provocare lunghe erosioni sulla parte superiore delle foglie determinando abrasioni talmente pericolose da portarle a morte sicura. Ma non basta. Le belle foglie della ninfea possono manifestare delle macule rotondeggianti, più o meno ampie, di colore variabile dal giallo pallido al bruno scuro. I tessuti colpiti necrotizzano e la ninfea, nei casi più gravi, può anche disseccare completamente. I funghi responsabili della maculatura sono soprattutto Septoria spp. e Colletotrichum spp. Cosa fare? Sia per combattere gli attacchi della galeruca, che quelli fungini è necessario raccogliere e distruggere le foglie colpite.Questa drastica operazione non costituisce un problema che dato che la crescita delle nuove foglie della ninfea è così veloce da sostituire in breve tempo quelle tolte. Il taglio e l’eliminazione degli organi danneggiati è l’unica possibilità d’intervento poiché l’impiego di normali insetticidi o fungicidi è generalmente nocivo sia alle piante acquatiche, sia ai pesci che vivono nel laghetto. Ricordiamo sempre che al momento della messa a dimora (in primavera) delle nuove piante di ninfea occorre selezionare con cura i rizomi: se questi appaiono deformati o troppo grossi è opportuno svuotarli con un coltello, tagliando e recuperando così sono quelli belli e sani. Contrariamente a quanto si possa pensare, un laghetto con piante acquatiche richiede meno manutenzione, anche dal punto vista sanitario, di un giardino di uguale superficie. Il grande segreto di un “giardiniere acquatico” è fare le scelte giuste al momento giusto.

Come mantenere al meglio le ninfee

BELLARDI, MARIA GRAZIA
2007

Abstract

E’ soprattutto d’estate che ci si sofferma maggiormente vicino al laghetto ricco di piante acquatiche per prendere il sole od oziare. L’ambiente è fresco, distensivo e propizio anche per osservare con più attenzione tutte le piante, soprattutto quelle in fioritura come gli iris acquatici e l’elegante ninfea (Nymphaea alba, N. odorata, N. rubra, ecc.). Nel fare questo ci si può accorgere di quello che non và. Attacchi da insetti e funghi Degli afidi verdastri (Rhopalosiphon nymphaeae) si sono attaccati in massa alle foglie più tenere ed ai gambi dei fiori delle ninfee e, con le loro punture, causano alterazioni cromatiche, necrosi e deformazioni. Per eliminarli indirizzate un forte getto d’acqua sugli organi colpiti in modo da fare cadere gli afidi in acqua dove saranno subito mangiati dai pesci. Altro fastidioso inconveniente può derivare dagli attacchi delle larve della galeruca (Galerucella nymphaeae), un piccolo coleottero capace di provocare lunghe erosioni sulla parte superiore delle foglie determinando abrasioni talmente pericolose da portarle a morte sicura. Ma non basta. Le belle foglie della ninfea possono manifestare delle macule rotondeggianti, più o meno ampie, di colore variabile dal giallo pallido al bruno scuro. I tessuti colpiti necrotizzano e la ninfea, nei casi più gravi, può anche disseccare completamente. I funghi responsabili della maculatura sono soprattutto Septoria spp. e Colletotrichum spp. Cosa fare? Sia per combattere gli attacchi della galeruca, che quelli fungini è necessario raccogliere e distruggere le foglie colpite.Questa drastica operazione non costituisce un problema che dato che la crescita delle nuove foglie della ninfea è così veloce da sostituire in breve tempo quelle tolte. Il taglio e l’eliminazione degli organi danneggiati è l’unica possibilità d’intervento poiché l’impiego di normali insetticidi o fungicidi è generalmente nocivo sia alle piante acquatiche, sia ai pesci che vivono nel laghetto. Ricordiamo sempre che al momento della messa a dimora (in primavera) delle nuove piante di ninfea occorre selezionare con cura i rizomi: se questi appaiono deformati o troppo grossi è opportuno svuotarli con un coltello, tagliando e recuperando così sono quelli belli e sani. Contrariamente a quanto si possa pensare, un laghetto con piante acquatiche richiede meno manutenzione, anche dal punto vista sanitario, di un giardino di uguale superficie. Il grande segreto di un “giardiniere acquatico” è fare le scelte giuste al momento giusto.
2007
M.G.Bellardi
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11585/93628
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