Riflettere sul fashion designer come intermediario culturale appare utile per aprire nuove prospettive sull'analisi scientifica di questa professione. In particolare l'autrice delinea tre aree in cui i designer operano, coordinando e mediando relazioni tra attori e oggetti nel processo creativo: l'ispirazione, il processo di collezione e la produzione del valore aggiunto simbolico. nella fase di ispirazione il fashion designer opera come traduttore di prodotti culturali in vestiti, servendosi di una varietà di fonti attestate, tra le quali spicca per importanza l'archivio aziendale. Nel processo di collezione il designer coordina un gran numero di attori coinvolti nella progettazione, mediando tra le forti spinte a influenzare il prodotto finale ed assicurando l'unità di direzione del processo. Nella produzione simbolica della moda, il designer si pone come garante e intermediario tra le sue proposte di prodotto e le preferenze dei consumatori, creando credenze e associazioni tra prodotti e segmenti di società in un processo di marketing "rovesciato", in cui è il designer (l'offerta) che orienta la domanda. In queste due ultime aree il designer, man-in-the middle, alla maniera di W.F.Whyte e di C.W. Mills, subisce la concorrenza di altre figure, come gli apparel merchandiser e le celebrities.

Il designer di moda, "man-in-the-middle" e intermediario culturale.

N. Giusti
2009

Abstract

Riflettere sul fashion designer come intermediario culturale appare utile per aprire nuove prospettive sull'analisi scientifica di questa professione. In particolare l'autrice delinea tre aree in cui i designer operano, coordinando e mediando relazioni tra attori e oggetti nel processo creativo: l'ispirazione, il processo di collezione e la produzione del valore aggiunto simbolico. nella fase di ispirazione il fashion designer opera come traduttore di prodotti culturali in vestiti, servendosi di una varietà di fonti attestate, tra le quali spicca per importanza l'archivio aziendale. Nel processo di collezione il designer coordina un gran numero di attori coinvolti nella progettazione, mediando tra le forti spinte a influenzare il prodotto finale ed assicurando l'unità di direzione del processo. Nella produzione simbolica della moda, il designer si pone come garante e intermediario tra le sue proposte di prodotto e le preferenze dei consumatori, creando credenze e associazioni tra prodotti e segmenti di società in un processo di marketing "rovesciato", in cui è il designer (l'offerta) che orienta la domanda. In queste due ultime aree il designer, man-in-the middle, alla maniera di W.F.Whyte e di C.W. Mills, subisce la concorrenza di altre figure, come gli apparel merchandiser e le celebrities.
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