Il piccolo principe di Antoine de Saint-Exupéry è uno degli esempi letterari di transmedialità di maggior successo al mondo. Le sue molteplici rivisitazioni hanno spaziato dalla cinematografia all’animazione, amplificando quel favorevole riscontro di pubblico e critica con cui era stata accolta la novella originale. Tra questi, fukushima no ōjisama (2011) di Shiine Yamato si propone come una riscrittura del capolavoro di Saint-Exupéry in chiave post Fukushima. Questo studio ha lo scopo di comprendere le ragioni che hanno spinto l’autrice ad adottare proprio Il piccolo principe come fonte di ispirazione per dipingere l’infanzia segnata dal pericolo della radioattività e dall’imperante radiofobia nello scenario postumo all’incidente nucleare. Nel farlo, l’indagine adotta un’ottica comparatistica volta a sottolineare motivi di continuità e rottura tra le due opere, nonché un approccio psicopedagogico e psico(pato)logico interessato ad analizzare i topoi dell’alterità, dell’attaccamento, del lutto che accomunano le due opere, testimonianza dello sforzo auto-terapeutico dei due autori.

Il «Piccolo principe» di Fukushima (2011) Interrogazioni e suggestioni sul nucleare seguendo le orme di Saint-Exupéry

Veronica De Pieri
2022

Abstract

Il piccolo principe di Antoine de Saint-Exupéry è uno degli esempi letterari di transmedialità di maggior successo al mondo. Le sue molteplici rivisitazioni hanno spaziato dalla cinematografia all’animazione, amplificando quel favorevole riscontro di pubblico e critica con cui era stata accolta la novella originale. Tra questi, fukushima no ōjisama (2011) di Shiine Yamato si propone come una riscrittura del capolavoro di Saint-Exupéry in chiave post Fukushima. Questo studio ha lo scopo di comprendere le ragioni che hanno spinto l’autrice ad adottare proprio Il piccolo principe come fonte di ispirazione per dipingere l’infanzia segnata dal pericolo della radioattività e dall’imperante radiofobia nello scenario postumo all’incidente nucleare. Nel farlo, l’indagine adotta un’ottica comparatistica volta a sottolineare motivi di continuità e rottura tra le due opere, nonché un approccio psicopedagogico e psico(pato)logico interessato ad analizzare i topoi dell’alterità, dell’attaccamento, del lutto che accomunano le due opere, testimonianza dello sforzo auto-terapeutico dei due autori.
2022
Veronica De Pieri
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