In Liguria esiste un solo ed unico vero Parco all’Inglese, e lo si trova alle porte di Genova: è quello di Villa Serra, adagiato nel fondovalle della valletta del Rio Comago. E’ un parco di 90.000 mq, dalle forme sinuose, dove acque, percorsi ed arredi concorrono a creare un’affascinante e romantica scenografia naturalistica. Fulcro di tutta la composizione è la palazzina neogotica in perfetto stile Tudor costruita demolendo un’ala del settecentesco Palazzo Pinelli. Ma a chi si deve la realizzazione di quest’angolo di Inghilterra? Chi decise di variare, assumendo un atteggiamento simile a quello dei proprietari terrieri inglesi dell’800, la destinazione agricola di una tipica tenuta ligure (nota come “Ca de’ Galli”) per costruire uno dei primi grandi giardini paesistici italiani? Fu il Marchese Orso Serra che, nel 1851, di ritorno da un viaggio a Londra, volle trasformare i vasti possedimenti della sua Famiglia, da poco acquistati dai Pinelli, in un grandioso giardino alla moda da aprire al pubblico. I lavori si protrassero per circa dieci anni, ma già nel 1863, se muniti di un regolare permesso, era consentito accedere a Villa Serra. Oggi è possibile godere del Parco nelle sue forme originarie grazie ad un accurato e lungo lavoro di restauro che ha rimediato agli enormi danni provocati dall’uomo, dal degrado naturale e dagli eventi climatici. Basti pensare che durante l’ultima guerra, Villa Serra divenne presidio di un comando militare tedesco che fece scempio delle costruzioni, degli arredi e della vegetazione (furono abbattute delle sequoie e scavate trincee, il lago privato dell’acqua, la Villa adibita a deposito, ecc.); ai danni della guerra si aggiunsero quelli altrettanto gravi causati dal Rio Comago all’epoca dell’alluvione che, nel 1970, colpì tutta la costa genovese. Fortunatamente, nel 1982, l’intero complesso fu acquistato dai Comuni di Genova Sant’Olcese e Serra Riccò e, in occasione delle manifestazioni colombiane del 1982, Villa Serra è stata riaperta al pubblico in tutto il suo splendore. Non ci resta quindi che immergerci nella romantica atmosfera di questo tipico Parco all’Inglese. Il complesso architettonico che domina il Parco comprende la Villa (in stile Tudor): una sorta di cottage dalla facciata tricuspidata impreziosita dai trafori delle finestre e dei bowindows; poco distante si erge la torre merlata medievale, molto simile a quella progettata da Michele Canzio nel parco Durazzo-Pallavicini di Pegli. Interessante ed ingegnoso è il sistema d’acque superificiali, alimentato dal Rio Comago, su cui si basa la “vita” dell’intero Parco. Di fronte alla Palazzina Tudor si adagia il lago grande, costruito coprendo il corso del Rio che scorre al di sotto; una sinuosa penisola, costruita per mascherare il condotto, si addentra al centro del bacino. L’intero Parco è concepito attorno a tre vasti prati collegati da ampie radure di vegetazione arborea sapientemente collocata in modo da creare scorci visivi di suggestiva bellezza. Le specie vegetali predominanti sono quelle sempreverdi che si alternano ai boschetti a foglia caduca: abeti rossi, tassi, cipressi, sequoie, pini, cedri ed agrifogli.

Villa Serra

BELLARDI, MARIA GRAZIA
2010

Abstract

In Liguria esiste un solo ed unico vero Parco all’Inglese, e lo si trova alle porte di Genova: è quello di Villa Serra, adagiato nel fondovalle della valletta del Rio Comago. E’ un parco di 90.000 mq, dalle forme sinuose, dove acque, percorsi ed arredi concorrono a creare un’affascinante e romantica scenografia naturalistica. Fulcro di tutta la composizione è la palazzina neogotica in perfetto stile Tudor costruita demolendo un’ala del settecentesco Palazzo Pinelli. Ma a chi si deve la realizzazione di quest’angolo di Inghilterra? Chi decise di variare, assumendo un atteggiamento simile a quello dei proprietari terrieri inglesi dell’800, la destinazione agricola di una tipica tenuta ligure (nota come “Ca de’ Galli”) per costruire uno dei primi grandi giardini paesistici italiani? Fu il Marchese Orso Serra che, nel 1851, di ritorno da un viaggio a Londra, volle trasformare i vasti possedimenti della sua Famiglia, da poco acquistati dai Pinelli, in un grandioso giardino alla moda da aprire al pubblico. I lavori si protrassero per circa dieci anni, ma già nel 1863, se muniti di un regolare permesso, era consentito accedere a Villa Serra. Oggi è possibile godere del Parco nelle sue forme originarie grazie ad un accurato e lungo lavoro di restauro che ha rimediato agli enormi danni provocati dall’uomo, dal degrado naturale e dagli eventi climatici. Basti pensare che durante l’ultima guerra, Villa Serra divenne presidio di un comando militare tedesco che fece scempio delle costruzioni, degli arredi e della vegetazione (furono abbattute delle sequoie e scavate trincee, il lago privato dell’acqua, la Villa adibita a deposito, ecc.); ai danni della guerra si aggiunsero quelli altrettanto gravi causati dal Rio Comago all’epoca dell’alluvione che, nel 1970, colpì tutta la costa genovese. Fortunatamente, nel 1982, l’intero complesso fu acquistato dai Comuni di Genova Sant’Olcese e Serra Riccò e, in occasione delle manifestazioni colombiane del 1982, Villa Serra è stata riaperta al pubblico in tutto il suo splendore. Non ci resta quindi che immergerci nella romantica atmosfera di questo tipico Parco all’Inglese. Il complesso architettonico che domina il Parco comprende la Villa (in stile Tudor): una sorta di cottage dalla facciata tricuspidata impreziosita dai trafori delle finestre e dei bowindows; poco distante si erge la torre merlata medievale, molto simile a quella progettata da Michele Canzio nel parco Durazzo-Pallavicini di Pegli. Interessante ed ingegnoso è il sistema d’acque superificiali, alimentato dal Rio Comago, su cui si basa la “vita” dell’intero Parco. Di fronte alla Palazzina Tudor si adagia il lago grande, costruito coprendo il corso del Rio che scorre al di sotto; una sinuosa penisola, costruita per mascherare il condotto, si addentra al centro del bacino. L’intero Parco è concepito attorno a tre vasti prati collegati da ampie radure di vegetazione arborea sapientemente collocata in modo da creare scorci visivi di suggestiva bellezza. Le specie vegetali predominanti sono quelle sempreverdi che si alternano ai boschetti a foglia caduca: abeti rossi, tassi, cipressi, sequoie, pini, cedri ed agrifogli.
M.G. Bellardi
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