L’analisi dei dati sui percorsi universitari e sulle carriere accademiche, disaggregati per genere, evidenzia, da tempo, il persistere di una consistente disparità di genere nei nostri Atenei. In linea con la tendenza europea evidenziata nel rapporto She figures 2018, anche in Italia, pur registrandosi un aumento di donne che intraprendono il percorso universitario, la presenza femminile, nel passaggio dalla fase di formazione a quella di avvio della carriera accademica, diventa minoritaria, con un’inversione dei rapporti tra i due generi, ed è sempre più esigua nel progredire verso le posizioni apicali. Persistono, dunque, ostacoli culturali e strutturali che determinano, da un lato, l’abbandono della carriera scientifica da parte delle donne e, dall’altro, il perdurare nelle istituzioni di una forte segregazione orizzontale e verticale, con alcune aree e posizioni ad appannaggio solo di un genere. Partendo da questo, tutte le rettrici della CRUI all’inizio del loro mandato hanno sollecitato il presidente, attraverso una nota dal titolo “Che genere di Università…”, ad avviare una discussione su questi temi coinvolgendo il sistema universitario Italiano. In questo scenario, il Bilancio di Genere, già previsto dalla Risoluzione del Parlamento Europeo del 3 luglio 2003 (2002/2198(INI)), rappresenta uno degli strumenti che gli organismi di parità e la comunità internazionale promuovono per affrontare la disparità di genere nell’ottica del gender mainstreaming, attraverso la leva specifica costituita da una valutazione e una revisione gender sensitive della politica economica dell’istituzione. Da tempo la CRUI ha intrapreso un percorso a favore della tutela dei diritti fondamentali e delle libertà delle donne e degli uomini che rappresentano il motore delle Università e, in questa prospettiva, anche alla luce delle esperienze maturate in alcuni (ancora pochi) Atenei, ha preso consapevolezza di come il Bilancio di Genere possa rappresentare un importante strumento di analisi del contesto, necessario per valutare nel tempo, insieme al piano di azioni positive, l’adeguatezza dell’impegno delle Università nella valorizzazione della parità di genere. La CRUI ha, così, voluto farsi portavoce dell’istanza pervenuta da più sedi per sostenere un intervento istituzionale forte, assumendo un impegno preciso per implementare e monitorare la diffusione e l’utilizzo del Bilancio di Genere quale strumento fondamentale per inserire la parità di genere nella più ampia strategia di sviluppo degli Atenei, coniugando la valutazione del contesto alle azioni di intervento e investimento volte a favorire la parità tra uomo e donna in tutti gli ambiti: personale docente, tecnico-amministrativo, studenti e studentesse. A tal fine, si è dato mandato a un Gruppo di lavoro di esperti/e di elaborare le linee guida e la metodologia per realizzare il Bilancio di Genere delle Università e facilitare, così, una sua capillare diffusione tra gli Atenei italiani, oltre che la comparabilità dei documenti prodotti. L’obiettivo è quello di far sì che il Bilancio di Genere, quale momento di analisi e di confronto sulla reale identità di ciascun Ateneo, ci consenta di valutare l’efficacia e la sostenibilità delle misure adottate, di migliorare i risultati sin qui ottenuti, di segnalare le contraddizioni, ma anche le opportunità, e di evidenziare politiche e strumenti da adottare. Tutti insieme comprenderemo, così, in che direzione impegnarci ancora per rendere le nostre Università più eque, luoghi in cui le persone si sentano rispettate e valorizzate allo stesso modo, senza discriminazione alcuna. Lo sviluppo di una istituzione che mira a formare capitale umano e conoscenza non può, infatti, prescindere dalla equa valorizzazione delle persone, un obiettivo che deve orientare anche la allocazione delle risorse e la definizione delle priorità strategiche. Del resto, l’eliminazione delle diseguaglianze tra donne e uomini, in tutti i settori della nostra vita, rappresenta una delle condizioni fondamentali per il raggiungimento degli obiettivi di crescita intelligente, sostenibile e inclusiva che l’intero sistema universitario, oggi ancor più di ieri e in sintonia con le direttive europee, vuole e deve perseguire.

Antonella Liccardo, Silvia Borelli, Claudia Canali, Madia D’Onghia, Mirella Damiani, Cristina Di Letizia, et al. (2019). Linee guida per il Bilancio di Genere negli Atenei italiani. Roma : Fondazione CRUI.

Linee guida per il Bilancio di Genere negli Atenei italiani

Benedetta Siboni;
2019

Abstract

L’analisi dei dati sui percorsi universitari e sulle carriere accademiche, disaggregati per genere, evidenzia, da tempo, il persistere di una consistente disparità di genere nei nostri Atenei. In linea con la tendenza europea evidenziata nel rapporto She figures 2018, anche in Italia, pur registrandosi un aumento di donne che intraprendono il percorso universitario, la presenza femminile, nel passaggio dalla fase di formazione a quella di avvio della carriera accademica, diventa minoritaria, con un’inversione dei rapporti tra i due generi, ed è sempre più esigua nel progredire verso le posizioni apicali. Persistono, dunque, ostacoli culturali e strutturali che determinano, da un lato, l’abbandono della carriera scientifica da parte delle donne e, dall’altro, il perdurare nelle istituzioni di una forte segregazione orizzontale e verticale, con alcune aree e posizioni ad appannaggio solo di un genere. Partendo da questo, tutte le rettrici della CRUI all’inizio del loro mandato hanno sollecitato il presidente, attraverso una nota dal titolo “Che genere di Università…”, ad avviare una discussione su questi temi coinvolgendo il sistema universitario Italiano. In questo scenario, il Bilancio di Genere, già previsto dalla Risoluzione del Parlamento Europeo del 3 luglio 2003 (2002/2198(INI)), rappresenta uno degli strumenti che gli organismi di parità e la comunità internazionale promuovono per affrontare la disparità di genere nell’ottica del gender mainstreaming, attraverso la leva specifica costituita da una valutazione e una revisione gender sensitive della politica economica dell’istituzione. Da tempo la CRUI ha intrapreso un percorso a favore della tutela dei diritti fondamentali e delle libertà delle donne e degli uomini che rappresentano il motore delle Università e, in questa prospettiva, anche alla luce delle esperienze maturate in alcuni (ancora pochi) Atenei, ha preso consapevolezza di come il Bilancio di Genere possa rappresentare un importante strumento di analisi del contesto, necessario per valutare nel tempo, insieme al piano di azioni positive, l’adeguatezza dell’impegno delle Università nella valorizzazione della parità di genere. La CRUI ha, così, voluto farsi portavoce dell’istanza pervenuta da più sedi per sostenere un intervento istituzionale forte, assumendo un impegno preciso per implementare e monitorare la diffusione e l’utilizzo del Bilancio di Genere quale strumento fondamentale per inserire la parità di genere nella più ampia strategia di sviluppo degli Atenei, coniugando la valutazione del contesto alle azioni di intervento e investimento volte a favorire la parità tra uomo e donna in tutti gli ambiti: personale docente, tecnico-amministrativo, studenti e studentesse. A tal fine, si è dato mandato a un Gruppo di lavoro di esperti/e di elaborare le linee guida e la metodologia per realizzare il Bilancio di Genere delle Università e facilitare, così, una sua capillare diffusione tra gli Atenei italiani, oltre che la comparabilità dei documenti prodotti. L’obiettivo è quello di far sì che il Bilancio di Genere, quale momento di analisi e di confronto sulla reale identità di ciascun Ateneo, ci consenta di valutare l’efficacia e la sostenibilità delle misure adottate, di migliorare i risultati sin qui ottenuti, di segnalare le contraddizioni, ma anche le opportunità, e di evidenziare politiche e strumenti da adottare. Tutti insieme comprenderemo, così, in che direzione impegnarci ancora per rendere le nostre Università più eque, luoghi in cui le persone si sentano rispettate e valorizzate allo stesso modo, senza discriminazione alcuna. Lo sviluppo di una istituzione che mira a formare capitale umano e conoscenza non può, infatti, prescindere dalla equa valorizzazione delle persone, un obiettivo che deve orientare anche la allocazione delle risorse e la definizione delle priorità strategiche. Del resto, l’eliminazione delle diseguaglianze tra donne e uomini, in tutti i settori della nostra vita, rappresenta una delle condizioni fondamentali per il raggiungimento degli obiettivi di crescita intelligente, sostenibile e inclusiva che l’intero sistema universitario, oggi ancor più di ieri e in sintonia con le direttive europee, vuole e deve perseguire.
2019
978-88-96524-30-5
Antonella Liccardo, Silvia Borelli, Claudia Canali, Madia D’Onghia, Mirella Damiani, Cristina Di Letizia, et al. (2019). Linee guida per il Bilancio di Genere negli Atenei italiani. Roma : Fondazione CRUI.
Antonella Liccardo; Silvia Borelli; Claudia Canali; Madia D’Onghia; Mirella Damiani; Cristina Di Letizia; Martina Gianecchini; Chiara Oppi; Nadia Pisa...espandi
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