L'articolo presenta alcuni preziosi dipinti inediti in grado di far luce sulla produzione e sulle coordinate stilistiche entro le quali si muovono due pittori di cultura diversa ma che, a un occhio attento, rivelano punti di contatto: il modenese Camillo Gavassetti (1596-1630) e il senese Niccolò Tornioli (1606-1651). Il primo dipinto in esame è un'Erminia tra i pastori da riferire a Gavassetti, artista dalle doti sorprendenti, la cui rarità è da imputare alla morte prematura. I confronti con alcune figure affrescate nella cupola della cappella Pagani, nel Santuario della Ghiara a Reggio Emilia, non lasciano spazio a dubbi. Da subito, però, chi scrive ha ravvisato nel dipinto una curiosa nota senese, che lo avvicina in qualche modo alle opere di Tornioli; non stupisce quindi rilevare che il Cristo e l'adultera del Monte dei Paschi di Siena, a lui restituito da Daniele Benati, sia stato acquisito dall'Istituto di credito come opera di Rutilio Manetti. Una vicinanza tra Emilia e Siena in questi anni trova conferma grazie ad alcuni inediti di Niccolò Tornioli, altrettanto raro e dotato artista senese. In primis una Madonna col Bambino e san Giovannino, già curiosamente attribuita proprio a Gavassetti. A Tornioli spettano anche un Riposo durante il ritorno dalla fuga in Egitto, già attribuito a Sisto Badalocchi, che fa luce sulla sua documentata ma sconosciuta attività di paesaggista, e un giovanile David da ricondurre probabilmente alla committenza di Federico IV Borromeo, suo primo mecenate. Il ponte tra Gavassetti e Tornioli andrà ricercato nel comune soggiorno romano: se per il senese si tratta di un dato assodato, per il modenese la conoscenza di fatti romani è stata suggerita per ragioni stilistiche dalla critica, che ha identificato nella sua produzione tangenze con Lanfranco e Simon Vouet, quest'ultimo importante anche per le scelte di Tornioli.
enrico ghetti (2022). Un’imprevista congiuntura emiliano-senese nella prima metà del Seicento: dipinti inediti di Camillo Gavassetti e Niccolò Tornioli. ARTITALIES, 28, 62-75.
Un’imprevista congiuntura emiliano-senese nella prima metà del Seicento: dipinti inediti di Camillo Gavassetti e Niccolò Tornioli.
enrico ghetti
2022
Abstract
L'articolo presenta alcuni preziosi dipinti inediti in grado di far luce sulla produzione e sulle coordinate stilistiche entro le quali si muovono due pittori di cultura diversa ma che, a un occhio attento, rivelano punti di contatto: il modenese Camillo Gavassetti (1596-1630) e il senese Niccolò Tornioli (1606-1651). Il primo dipinto in esame è un'Erminia tra i pastori da riferire a Gavassetti, artista dalle doti sorprendenti, la cui rarità è da imputare alla morte prematura. I confronti con alcune figure affrescate nella cupola della cappella Pagani, nel Santuario della Ghiara a Reggio Emilia, non lasciano spazio a dubbi. Da subito, però, chi scrive ha ravvisato nel dipinto una curiosa nota senese, che lo avvicina in qualche modo alle opere di Tornioli; non stupisce quindi rilevare che il Cristo e l'adultera del Monte dei Paschi di Siena, a lui restituito da Daniele Benati, sia stato acquisito dall'Istituto di credito come opera di Rutilio Manetti. Una vicinanza tra Emilia e Siena in questi anni trova conferma grazie ad alcuni inediti di Niccolò Tornioli, altrettanto raro e dotato artista senese. In primis una Madonna col Bambino e san Giovannino, già curiosamente attribuita proprio a Gavassetti. A Tornioli spettano anche un Riposo durante il ritorno dalla fuga in Egitto, già attribuito a Sisto Badalocchi, che fa luce sulla sua documentata ma sconosciuta attività di paesaggista, e un giovanile David da ricondurre probabilmente alla committenza di Federico IV Borromeo, suo primo mecenate. Il ponte tra Gavassetti e Tornioli andrà ricercato nel comune soggiorno romano: se per il senese si tratta di un dato assodato, per il modenese la conoscenza di fatti romani è stata suggerita per ragioni stilistiche dalla critica, che ha identificato nella sua produzione tangenze con Lanfranco e Simon Vouet, quest'ultimo importante anche per le scelte di Tornioli.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


