In the spring of 1753, Padre Martini made his second trip to Rome, to concert his own music for a number of solemn celebrations marking the feast of Saints Philip and James, and the triduum for the beatification of fellow Franciscan Joseph of Cupertino. The music enjoyed an excellent response from the audience; a few months later the composer thus received an unofficial offer from Pope Benedict XIV to take up the position of coadjutor to the maestro at the Cappella Giulia. Equally unofficially, Padre Martini refused this offer, citing ill health. Evidence of his Roman sojourn are found not only in the descriptions appearing in the chronicles of the time, but also in the music performed in that period, including the music he composed especially for the occasion. On the basis of certain indications written in the scores, in fact, we can reconstruct much of this repertoire and thus launch a discussion about the practice of performance and its interweaving with the ceremonial sphere.

Nella primavera 1753 padre Martini compie il suo secondo viaggio a Roma, per concertare le proprie musiche previste per alcune solenni funzioni in occasione della festa dei santi Filippo e Giacomo, e del triduo per la beatificazione di Giuseppe da Copertino, francescano anch’egli. Le musiche ottengono un favorevolissimo riscontro di pubblico, ed è così che qualche mese dopo il compositore riceve in via ufficiosa dal papa Benedetto XIV l’offerta di assumere l’incarico di coadiutore del maestro nella Cappella Giulia. In via altrettanto ufficiosa padre Martini rifiuta, adducendo motivi di salute. A testimonianza del soggiorno romano rimangono oggi non soltanto le descrizioni che figurano nelle cronache del tempo, ma anche le musiche allora eseguite, ivi comprese quelle appositamente composte per l’occasione. Alcune indicazioni presenti sulle partiture consentono infatti di ricostruire in buona parte tale repertorio e quindi di avviare una riflessione circa la prassi esecutiva e i suoi intrecci con il cerimoniale.

«Roma V'aspetta!». Incarichi di padre Martini nella città papale

Elisabetta Pasquini
2022

Abstract

Nella primavera 1753 padre Martini compie il suo secondo viaggio a Roma, per concertare le proprie musiche previste per alcune solenni funzioni in occasione della festa dei santi Filippo e Giacomo, e del triduo per la beatificazione di Giuseppe da Copertino, francescano anch’egli. Le musiche ottengono un favorevolissimo riscontro di pubblico, ed è così che qualche mese dopo il compositore riceve in via ufficiosa dal papa Benedetto XIV l’offerta di assumere l’incarico di coadiutore del maestro nella Cappella Giulia. In via altrettanto ufficiosa padre Martini rifiuta, adducendo motivi di salute. A testimonianza del soggiorno romano rimangono oggi non soltanto le descrizioni che figurano nelle cronache del tempo, ma anche le musiche allora eseguite, ivi comprese quelle appositamente composte per l’occasione. Alcune indicazioni presenti sulle partiture consentono infatti di ricostruire in buona parte tale repertorio e quindi di avviare una riflessione circa la prassi esecutiva e i suoi intrecci con il cerimoniale.
2022
Elisabetta Pasquini
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11585/916236
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